La tomba dei giganti di Imbertighe risale al Bronzo Medio e attualmente possiamo ammirarne solo una parte, non rimanendo più traccia del vano funerario. Abbiamo però la fortuna di avere una sua descrizione prima del decadimento redatta sia dal Generale Della Marmora nel 1840 (naturalista, cartografo e politico italiano) durante la sua lunga permanenza in Sardegna, sia dall’archeologo scozzese Duncan Mackenzie (1910) che si è occupato dei rilievi, e dall’archeologo italiano Giovanni Pinza che l’ha definita come “il prospetto del più bel sepolcro di giganti che si conosce in Sardegna”. Grazie alla loro documentazione è stato possibile risalire alle reali dimensioni del sepolcro. Il corpo tombale misurava 11,50 mt avente un vano funerario di 9 mt e largo 1. L’esedra è caratterizzata da una corda di circa 10/11 metri e una freccia di 5,40. Essa è realizzata con massi di basalto squadrati in modo inconsueto sistemati in filari regolari, contrariamente a ciò che siamo soliti trovare nelle altre tombe dei giganti dove le lastre di pietra sono conficcate a coltello verticalmente nel terreno. Il Della Marmora la descrive cosi: “L’emiciclo, invece che essere formato da pietre separate, si compone di un muro a due file di pietre unite senza cemento e messe in tre strati sovrapposti. Le pietre che ricoprono quella che noi riteniamo la tomba propriamente detta poggiano non su stele situate verticalmente , ma su un muro sotterraneo e molto basso; tutto è ricoperto di terra.” La stele monolitica centinata è alta 3.65 mt con cornice in rilievo piatto. Il prospetto risulta diviso in più parti: la base, liscia e più robusta dove si apre il portello quadrangolare il riquadro mediano trapezoidale separato dalla lunetta superiore dal consueto listello trasversale.
Nonostante la si debba in parte immaginare da descrizioni altrui, rimane comunque spettacolare nel suo insieme e nel particolare la stele maestosa in tutta la sua fierezza.
Coordinate gps: 40°13’30’’ – 3°30’15’’ Prendere la Provinciale 66 per Sedilo e svoltare a destra, in direzione di Borore. Percorsi circa 300 mt si accede ad una stradina asfaltata che conduce, dopo circa 200 mt, al terreno ove...
Read moreDefinita dal Pinza "il prospetto del più bel sepolcro di giganti che si conosce in Sardegna", la sepoltura conserva oggi soltanto la stele centinata e le ali dell'esedra. La documentazione grafica pubblicata dal Mackenzie, tuttavia, consente di ricostruire almeno le dimensioni della sepoltura, che era composta da un lungo corpo tombale (m 11,50) con vano funerario (lungh. m 9,00; largh. m 1,00) e da un'ampia esedra (corda m 10/11; freccia m 5,40). L'esedra è realizzata con massi di basalto disposti su filari regolari. Al centro svetta la stele monolitica (alt. m 3,65), scolpita con estrema cura, di forma quasi ellittica, con la tipica cornice a rilievo piatto (largh. m 0,27/25; spess. m 0,15) che si interrompe nella parte inferiore dove si fonde con la parte inferiore del monolito. La tomba può essere datata al Bronzo medio. Fonte:...
Read moreQuasi passato inosservato...e oltrepassato! Seguendo comunque le indicazioni stradali (alcuni però non più in buono stato: non solo per il tempo, ma anche utilizzati come bersaglio...), oltrepassato un sottopasso stradale, ci è sfuggito e siamo andati tanto oltre nella campagna, fino a quando, nel dubitare ancora dell'esattezza del percorso, siamo tornati indietro. Fino a scorgerlo quando ormai non ce lo aspettavamo più. Piccolo parcheggio, utilizzato prevalentemente da coppiette in ore notturne (si vedono in terra buttati i residui...). Un cancelletto facilmente apribile, con il recinto in pietra, ne delimita il perimetro. Un cartello ne descrive le caratteristiche. Comunque ben tenuto e...
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