La Valle del Brunone (Valle Imagna, BG) trae il nome dal torrente che la attraversa. È stato riconosciuto nel 2001 come Monumento Naturale perché nel 1973 furono captati degli affioramenti di argilliti nere, rocce che conservano una ricca fauna fossile risalente al Triassico Superiore, ovvero ad oltre 200 milioni di anni fa! Diversi di questi fossili (insetti, rettili e pesci) sono esposti al Museo di Scienze Naturali di Bergamo. Sul posto è vietata la ricerca e l'asporto dei fossili stessi. I percorsi di visita (che può svolgersi tranquillamente in autonomia) sono tre, contraddistinti da lettere alfabetiche e partono tutti dal parcheggio sterrato del campo sportivo di Ponte Giurino frazione di Berbenno: il percorso A è il più semplice e inizia a sinistra del corso del torrente. È a fondo chiuso, largo e agevole anche per passeggini, contraddistinto da tre ponticelli sul torrente. L'itinerario di questo percorso si conclude alla cascata e alle due sorgenti solfuree, ora ben poco attive. Si riconoscono per la presenza di due strutture che erano state realizzate per incanalare le preziosi fonti curative; una cisterna raccoglieva le acque solfuree che venivano poi portare all'Albergo Villa a Ponte Giurino. Il processo che porta alla formazione di queste acque è complesso e prende avvio a diversi chilometri di distanza, dalle acque che scaturiscono dalle argilliti di un paese prossimo al lago d'Iseo, Riva di Solto, in cui sono presenti solfuri. La proprietà di queste acque, analizzata da vari medici a metà del XIX secolo, risultava salutare per diverse patologie (dalle malattie dermatologiche a quelle epatiche) ma oggi sono pressoché inattive (prendendone alcune gocce, si sente il forte odore di zolfo). Nell'area vi sono tre grandi tavoli con panche per picnic in un'atmosfera di armonia e benessere in mezzo a boschi e acque tintinnanti. I percorsi B e C sono più articolati e impegnativi, con tratti decisamente in salita. Il C fa un giro ad anello che si completa in circa due orette. Lungo i percorsi non vi sono fontanelle d'acqua perciò bisogna...
Read moreDal parcheggio presso il campo sportivo, attrezzato con tavoli, ombreggiato e tranquillo, partono alcuni percorsi escursionistici fra cui il più facile ed interessante è l'itinerario A che raggiunge la fonte sulfurea ed una suggestiva cascatella. È un percorso adatto anche ai disabili (facendo però attenzione sui ponticelli di legno che con pioggia o grande umidità diventano scivolosi), il percorso è pianeggiante e lungo circa cinquecento metri, ci sono tavolini e pannelli illustrativi, ben fatti, che illustrano i ritrovamenti archeologici fatti nella zona e danno una infarinatura sulla storia geologica della valle. La fonte sulfurea è ridotta a poche gocce (qualcuno la raccoglie, con molta pazienza), anche qui un cartello narra la storia di questa sorgente che anticamente era assai più attiva e veniva sfruttata per curare malattie della pelle e dolori reumatici. L'itinerario A termina alla cascatella, tornando brevemente indietro si possono percorrere un paio di sentieri (segnalati), che si addentrano nella vallata, sono possibili alcuni percorsi di durata variabile da circa mezz'ora ad un paio d'ore (difficoltà E, consigliati scarponcini). Alcuni itinerari sono adatti anche alla MTB, unico difetto, nel parcheggio non ci sono fontane per rifornirsi di acqua. Il parcheggio è gratuito, incustodito e su sterrato, è possibile fermarsi col camper per la notte, a seconda del periodo e dell'affollamento. Il centro del paese è a cinque minuti di cammino, conviene passare per il centro sportivo perché lo stradone è sprovvisto di...
Read moreIl Monumento naturale della Valle Imagna è un insieme di entità naturali sparse in tutta la Valle. Oggi ho visitato una piccola parte di questo. Parlo della c.d. Valle Brunone. Debbo ancora fare una divisione. Dei vari sentieri, parlerò di quello che porta alla sorgente sulfurea. E' tra i più conosciuti. E' anche tra i più facili. Se non ci si ferma a leggere i cartelli informativi, si impiegano circa 10 minuti (a piedi) ad andare e altrettanto a tornare. Cominciamo col dire che si trova nella frazione "Ponte Giurino" della Valle Imagna. Conviene entrare proveviendo da "Ponte Giurino". Se si proviene da "Sant' Omobono" occore fare una manovra pericolosa. All'entrata troverete un cartello di divieto di accesso. Però sotto c'è un altro cartello che spiega che non si può entrare nelle ore notturne. Si tratta di un percorso di circa un chilometro. Ci sono molti alberi che danno l'impressione di passare in una galleria verde molto utile per ripararsi dai raggi del sole eccessivi. In questa zona é stato trovato il fossile di una libellula vissuta 220 milini di anni fa. Il fossile originale si trova al museo di scienze naturali di Bergamo. Qui si trovano le descrizioni dei ritrovameti fossili della zona in un ambiente naturale. Può essere visitato anche da persone con difficoltà di deambulazione purché non eccessive. Potrebbe anche essere visitato da persone parapleggiche se accompagnate da persone esperte per superare ostacoli. C'è un posteggio solitamente...
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