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Chiesa di San Pietro e Paolo d'Agró — Attraction in Casalvecchio Siculo

Name
Chiesa di San Pietro e Paolo d'Agró
Description
Santi Pietro e Paolo d’Agrò is a church in Casalvecchio Siculo, in the Metropolitan City of Messina on Sicily. It is one of the foremost examples on Sicily of Norman architecture.
Nearby attractions
Nearby restaurants
Rusti e mancia: La Conca d'Oro da Smiroldo
Contrada San Pietro e Paolo d'Agrò, 98032 Casalvecchio Siculo ME, Italy
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Chiesa di San Pietro e Paolo d'Agró
ItalySicilyCasalvecchio SiculoChiesa di San Pietro e Paolo d'Agró

Basic Info

Chiesa di San Pietro e Paolo d'Agró

contrada san pietro e paolo d'agrò, 98032 Casalvecchio Siculo ME, Italy
4.6(89)
Open 24 hours
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spot

Ratings & Description

Info

Santi Pietro e Paolo d’Agrò is a church in Casalvecchio Siculo, in the Metropolitan City of Messina on Sicily. It is one of the foremost examples on Sicily of Norman architecture.

Cultural
Scenic
Family friendly
Accessibility
attractions: , restaurants: Rusti e mancia: La Conca d'Oro da Smiroldo
logoLearn more insights from Wanderboat AI.
Phone
+39 0942 761122
Website
parconaxostaormina.com

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Thu, Jan 1 • 8:30 AM
98039, Villagonia, Sicily, Italy
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Sat, Jan 3 • 10:00 AM
98039, Taormina, Sicily, Italy
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Fri, Jan 2 • 10:00 AM
98035, Naxos, Sicily, Italy
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4.5

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Reviews of Chiesa di San Pietro e Paolo d'Agró

4.6
(89)
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5.0
1y

La chiesa è dislocata presso la frazione di San Pietro del comune di Casalvecchio Siculo. Per arrivarci basta seguire le insegne che man mano si trovano lungo il percorso e per ultimo si deve percorrere una stradina, che in alcuni tratti è senza asfalto, che conduce fino alla Basilica. Tutta la struttura compreso tutto attorno, la parte esterna, si presenta ben curato. Internamente malgrado è vuoto a parte la presenza dell'altare, si respira aria di storia antica. La chiesa fu costruita nel 1117 dai Normanni. Tale data è certa in quanto è stata dedotta da un “Atto di Donazione” di Ruggero II, datato 1116 scritto in lingua greca, conservato nel Codice Vaticano. Da tale Atto di donazione si deduce che il Re di Sicilia Ruggero II in viaggio da Messina a Palermo fa una sosta in scala S. Alexii e cioè al castello di Sant'Alessio Siculo. In tale circostanza viene avvicinato dal monaco basiliano Gerasimo, il quale chiede al sovrano la facoltà e le risorse per riedificare (erigendi et readificandi) il monastero sito in fluvio Agrilea. La richiesta venne prontamente accolta e il monaco Gerasimo di San Pietro e Paolo si adoperò immediatamente a far erigere il tempio. Dal diploma di donazione si evince inoltre che il monastero fu dotato di alcuni redditi fissi: estesi campi di querce, di pascoli, alberi da frutto. Gli fu addirittura concessa la completa proprietà di un intero villaggio il Vicum Agrillae (l'attuale Forza d'Agrò) con assoluto potere da parte dei monaci su ogni oggetto o abitante di tale villaggio. Era inoltre concesso all'Abate del Monastero il diritto del foro e cioè quello «di giudicare e di condannare, e la potestà sopra di quelli che, colti in delitti, potevano essere legati e flagellati e rimanere con i ceppi ai piedi, riservando la pena per l'omicidio alla Curia Regale». Per tali pene l'Abbazia pagava la locazione del carcere sito in Casalvecchio (“carcerem in Casali Veteri”) Con tali poteri si equiparava quindi la figura dell'Abate del Monastero dei SS. Pietro e Paolo a quello di un barone siciliano del tempo. La chiesa molto probabilmente subì dei gravi danni nel 1169 a causa del fortissimo terremoto che quell'anno squassò tutta la Sicilia orientale. Fu quindi ristrutturata e rinnovata nel 1172. Dai registri del 1328 si apprende della presenza di sette monaci e di dieci nel 1336. Dopo secoli di permanenza nel monastero i frati furono costretti a richiedere il trasferimento ad altra sede. Infatti in quel luogo l'aria era diventata insalubre e quasi irrespirabile a causa dell'acqua imputridita dell'Agrò proveniente dalle coltivazioni di lino che lungo in fiume era massicciamente ed intensamente coltivato. La richiesta di trasferimento fu accolta dall'Archimandrita di Messina e dal re Ferdinando III e la sede Abbaziale del Monastero dei SS. Pietro e Paolo fu trasferita a Messina nel 1794. In seguito la chiesa venne praticamente abbandonata e per molti anni servì addirittura da deposito per attrezzature contadine. Nel 1888 la chiesa fu espropriata ai privati nelle cui mani era finita a metà secolo. Successivamente fu soggetta a varie campagne...

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4.0
4y

It is the most important monument in the country and the entire valley, because it summarizes three stills

Architectic: Byzantines

Arab-Norman

It is located near the village of Casalvecchio Siculo near the Agro stream. At the beginning

It was built by the Basilian friars around 560. C., then you destroyed by the Arabs and rebuilt by the

Normans graze to Count Ruggero and his lime Ruggerollnel1172

The exterior is characterized by a lively polychromy determined by the alternation of the stone

Lava, sandstone and limestone: the interior shows an austere architecture with three naves and a

Central dome. This building combines the idea of the tower and that of a church

Near the Church it is possible to see the ruins of a large monastery where the friars lived

Basilians.

The Temple was consecrated in the year 1178. They lived laid relics of SS. Peter and Paul

Of S. Biagio, diS. Nicolo, diS. Lucy

, of S.Domenico, of S. Bartolomeo, diS. Ursula, diS

Pancrazioedis. Barbra

Humanities and...

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5.0
32w

Beautiful ancient church built in the 12th century and representing the Arab-Norman architectural style, which is prominent accross Sicily. During our visit the church was already closed but we still managed to appreciate the outside structure. The surroundings look abandoned but the church iself is seemingly in use and open for public. If you arrive by car, you need to leave it by the road as there is no parking to be found. Overall, the church is worth the visit if you are travelling through the area or touring the...

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Alfio RosanoAlfio Rosano
La chiesa è dislocata presso la frazione di San Pietro del comune di Casalvecchio Siculo. Per arrivarci basta seguire le insegne che man mano si trovano lungo il percorso e per ultimo si deve percorrere una stradina, che in alcuni tratti è senza asfalto, che conduce fino alla Basilica. Tutta la struttura compreso tutto attorno, la parte esterna, si presenta ben curato. Internamente malgrado è vuoto a parte la presenza dell'altare, si respira aria di storia antica. La chiesa fu costruita nel 1117 dai Normanni. Tale data è certa in quanto è stata dedotta da un “Atto di Donazione” di Ruggero II, datato 1116 scritto in lingua greca, conservato nel Codice Vaticano. Da tale Atto di donazione si deduce che il Re di Sicilia Ruggero II in viaggio da Messina a Palermo fa una sosta in scala S. Alexii e cioè al castello di Sant'Alessio Siculo. In tale circostanza viene avvicinato dal monaco basiliano Gerasimo, il quale chiede al sovrano la facoltà e le risorse per riedificare (erigendi et readificandi) il monastero sito in fluvio Agrilea. La richiesta venne prontamente accolta e il monaco Gerasimo di San Pietro e Paolo si adoperò immediatamente a far erigere il tempio. Dal diploma di donazione si evince inoltre che il monastero fu dotato di alcuni redditi fissi: estesi campi di querce, di pascoli, alberi da frutto. Gli fu addirittura concessa la completa proprietà di un intero villaggio il Vicum Agrillae (l'attuale Forza d'Agrò) con assoluto potere da parte dei monaci su ogni oggetto o abitante di tale villaggio. Era inoltre concesso all'Abate del Monastero il diritto del foro e cioè quello «di giudicare e di condannare, e la potestà sopra di quelli che, colti in delitti, potevano essere legati e flagellati e rimanere con i ceppi ai piedi, riservando la pena per l'omicidio alla Curia Regale». Per tali pene l'Abbazia pagava la locazione del carcere sito in Casalvecchio (“carcerem in Casali Veteri”) Con tali poteri si equiparava quindi la figura dell'Abate del Monastero dei SS. Pietro e Paolo a quello di un barone siciliano del tempo. La chiesa molto probabilmente subì dei gravi danni nel 1169 a causa del fortissimo terremoto che quell'anno squassò tutta la Sicilia orientale. Fu quindi ristrutturata e rinnovata nel 1172. Dai registri del 1328 si apprende della presenza di sette monaci e di dieci nel 1336. Dopo secoli di permanenza nel monastero i frati furono costretti a richiedere il trasferimento ad altra sede. Infatti in quel luogo l'aria era diventata insalubre e quasi irrespirabile a causa dell'acqua imputridita dell'Agrò proveniente dalle coltivazioni di lino che lungo in fiume era massicciamente ed intensamente coltivato. La richiesta di trasferimento fu accolta dall'Archimandrita di Messina e dal re Ferdinando III e la sede Abbaziale del Monastero dei SS. Pietro e Paolo fu trasferita a Messina nel 1794. In seguito la chiesa venne praticamente abbandonata e per molti anni servì addirittura da deposito per attrezzature contadine. Nel 1888 la chiesa fu espropriata ai privati nelle cui mani era finita a metà secolo. Successivamente fu soggetta a varie campagne di restauro.
Andrej MichalAndrej Michal
Beautiful ancient church built in the 12th century and representing the Arab-Norman architectural style, which is prominent accross Sicily. During our visit the church was already closed but we still managed to appreciate the outside structure. The surroundings look abandoned but the church iself is seemingly in use and open for public. If you arrive by car, you need to leave it by the road as there is no parking to be found. Overall, the church is worth the visit if you are travelling through the area or touring the nearby towns.
Pan DamonPan Damon
La chiesa, riedificata nel 1117, è a libero accesso. In stile Bizantino-arabo-siculo-normanno, quando durante il secolo scorso è stata ristrutturata, è stato rimosso anche ogni intonaco residuo, scoprendo del tutto la disposizione dei mattoni ed isolando la chiesa da ogni altra struttura a lei addossata (monastero). Le quattro colonne al suo interno è provato siano dello stesso identico granito delle colonne presenti al teatro greco di Taormina (probabilmente quindi sono di spoglio, pratica tipica delle opere bizantine), ad eccezione di una porzione rosata, di origine più locale. L'abaco delle colonne è in pietra lavica (la professoressa che ci ha fatto da guida lo ha chiamato in un altro modo, che purtroppo ho già dimenticato). Accanto c'è il museo dedicato, gratis per bambini ed over 65 anni (per tutti gli altri, l'intero viene 4€). Per esser certi di trovare tutto aperto, consiglio di prenotare. Nella mia recensione trovate anche qualche scatto realizzato al museo.
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Pan Damon

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