Il monte Musinè (mont Musinè in piemontese) è una montagna delle Alpi Graie, 1150 mt. s.l.m. Si trova all'inizio della Val di Susa e interessa i comuni di Caselette, Almese e Val della Torre. È la montagna più vicina a Torino, dai dodici ai venticinque km in linea d'aria a seconda della posizione in città, ma nonostante la vicinanza a volte a causa della foschia in pianura e nella bassa valle non risulta visibile. Il monte Musinè è al centro di miti, leggende e dicerie di vario tipo ed è noto per questo agli amanti del mistero. Probabilmente anche per il relativo isolamento rispetto alle altre cime e la particolarità della vegetazione, la montagna è da sempre ritenuta un sito esoterico. Esistono diversi racconti misteriosi e leggendari su Musinè: da ipotetica sede di una base aliena e vari avvistamenti UFO, alla presenza di fuochi fatui notturni, da rigagnoli nei quali in alcuni punti l'acqua scorrerebbe al contrario rispetto alla forza di gravità, a punto catalizzatore radiante spirituale delle misteriose rotte o linee ortogoniche e a luogo di riunione e raccolta di erbe magiche per le masche (il termine piemontese per streghe). Tra gli avvistamenti - veri o presunti - di esseri alieni uno dei più clamorosi risale all'8 dicembre 1978 quando, alle falde del monte, due giovani escursionisti videro una intensa luce; uno dei due dopo essersi avvicinato alla fonte luminosa, scomparve. Il suo compagno, con l'aiuto di altri escursionisti trovati nei pressi del luogo della scomparsa, iniziò le ricerche dell'amico. Questi, dopo essere stato ritrovato in stato di shock e con una evidente bruciatura su una gamba, quando si fu sufficientemente riavuto dallo stato di trance nel quale era caduto riferì di essersi avvicinato ad un veicolo di forma oblunga dal quale erano scesi alcuni esseri che lo avrebbero toccato e sollevato. Entrambi i testimoni soffrirono di congiuntivite per un certo periodo. Leggende narrano che fu sede di esilio temporaneo del re della Giuda Erode il Grande in espiazione della Strage degli innocenti raccontata nel Vangelo secondo Matteo, prima di ritornare a Gerico, dove morì. Altre leggende narrano che fu proprio qui che apparve a Costantino I la croce fiammeggiante con la scritta In hocs signo vinces (in questo segno vincerai), nel 312 alla vigiglia della cosiddetta Battaglia di Torino tra l'esercito di Costantino e quello di Massenzio, nell'ambito della guerra civile seguita alla morte di Costanzo Cloro. Episodio che avrebbe convinto Costantino a convertirsi al cristianesimo. Proprio per ricordare l'apparizione miracolosa nel 1901 fu eretta sulla cima del monte una croce in cemento armato alta 15 metri, con una targa...
Read moreAttenzione al tempo indicato nei cartelli, molto spesso è sottostimato! L'escursione non è uno scherzo: la salita è faticosa, senza un attimo di respiro, ma offre scorci spettacolari e l'arrivo in vetta è magico.
Escursione del 03/08/2024, partenza ore 16:45 dal parcheggio del Campo Sportivo di Caselette in Viale Sant'Abaco, anello Caselette - Pian ed la Feja - cima del Monte Musinè - Caselette. Riporto le indicazioni corrette, perché sul web si trovano spesso indicazioni sbagliate che possono far perdere tempo prezioso.
Alla fontanella del Campo Sportivo, prendere il sentiero di sinistra, coincidente con la Via Crucis. Poco prima del SECONDO pilone della Via Crucis (non il terzo!) prendere il sentiero a destra (lo si individua facilmente perché cementato). Da qui inizia la salita, ben segnalata, fino al Pian ed la Feja. C'è da faticare, ma la salita è al coperto, con gli alberi che offrono la loro ombra e un po' di fresco. La vista sulla valle, che di tanto in tanto si apre tra la vegetazione, è magnifica. Attenzione ai rovi. Tempo di salita circa 1h 30m / 1h 40m.
Da Pian ed la Feja si sale, a sinistra, fino alla cima del Monte; anche qui il sentiero è ben segnalato. Tempo di salita 20min, molto meno impegnativo rispetto alla salita precedente.
Giunti alla cima una pausa è d'obbligo, per godere della vista e della pace che il luogo offre. Oltre all'enorme croce si individua, perlustrando la zona, anche una misteriosa targa con l'invito a riflettere intensamente, per 3 minuti, sulla fratellanza costruttiva tra i popoli.
L'imbocco della discesa, per la via principale che giunge diretta fino al punto di partenza, è proprio di fronte alla grande croce in cemento armato. Si tratta di una discesa impegnativa, al pari se non più della salita. Attenzione ai cartelli: altro che 1h 10m, CONSIDERATE CIRCA 2 ORE! C'è da frenare, stare attenti a dove si mette i piedi, rocce e ghiaia! Almeno si scende al fresco, con il poco sole rimasto che illumina il sentiero e offre dei giochi di luce meravigliosi sulla valle e sulle Alpi in lontananza. A differenza del sentiero di salita, stavolta la via è completamente aperta, non ci sono alberi che coprono, e con il sole basso all'orizzonte, che non picchia, è davvero piacevole. L'importante è arrivare all'Abbazia sfruttando la luce del sole al tramonto. Da qui, anche con il buio, si può scendere tranquillamente illuminando la via con le torce del cellulare fino a valle, al punto di partenza,...
Read moreMay 13th 2020. God has spoken and will reveal himself to his people on the summit of this mountain. All people are his people. Come and see his glory and learn his plan for humanity. He will right the wrongs of religious debate, end the sickness and suffering of the physically, mentally, and emotionally ill of the world. All questions will be answered. Fear will be replaced by faith. Despair will be crushed by hope. And the warmth of love will melt the hate where it will evaporate into the night sky never to return again. Arrival begins at 9pm local time. Be sure to book a local guide to help you hike...
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