luoghi mistici della Tuscia... Roberto e Sabrina Voglio raccontarvi la storia di un incontro meraviglioso... per spiegare, come è proprio vero, che l'umanità delle persone attira nei posti sensibilità..passione per l'arte...e amanti delle bellezze della natura... Sono stata invitata ad un compleanno nel mese di maggio nei d'intorni di Nepi da un amico cantante lirico... a fine festa..proseguo con la mia auto verso Castel Sant'Elia.. è l'imbrunire...mi si apre davanti uno scenario fantastico...come solo la zona della Tuscia puo' offrire alla vista, ...rocce tufacee...immerse nella vallata verde scura attraversata dall'acqua dei torrenti, cascatelle e rigoli festanti accarezzano una vegetazione rigogliosa.....; era la festa della Madonna.., in un giorno del mese mariano una processione con le fiaccole arrivava in quella notte magica, come da tradizione..sino alla grotta della Madonna di Castelluccio.. io da avventuriera..ed escursionista nata..mi aggregai..piena di entusiasmo...per quell'occasione cosi' bella..ed imprevista .ed è stato li' l'incontro con Sabrina e Roberto.. due persone meravigliose... rimango colpita da come trasmettevano l'amore per questi posti..e lo trasmettevano a TUTTE le persone che camminavano accanto... Roberto..ha curato i sentieri per anni...ha riportato alla luce antiche vie abbandonate ..tolto arbusti infestanti che limitavano la bellissima vista del paese arroccato su pietre tufacee...da quadro antico..da posto fiabescho... cura la sua terra natia...per diffonderne la bellezza e i profumi d'infanzia... sorgenti...piante aromatiche...pietre antiche delle civiltà etrusche e dei Falisci......vengono abbellite dalle sue descrizioni...e dalla pulizia dei sentieri che fà periodicamente.. Sabrina...di Verona...rimasta folgorata dal posto incantevole anni fà...è appassionata d'arte... e non dimentichero' mai la descrizione minuziosa della Basilica di Sant'Elia... Si' perchè io, dopo quella sera...illuminata dalle fiaccole sino alla grotta.... sono ritornata...grazie a queste due persone meravigliose...che mi hanno illuminato sulle possibilità escursionistiche locali..e si sono offerti come punto di riferimento. Sarà perchè la sensibilità non è di tutti...sarà perchè è la semplicità e i valori veri che portano me a ritornare nei luoghi..sono tornata nel mese di agosto per fare una delle escursioni da loro proposte e per visitare la parte spirituale di Castel S.Elia. Il momento in cui sono entrata nella Basilica, accompagnata da Sabrina...per me non è solo stato un tuffo' nella spiritualità' ma un contatto con lo splendore dell'arte trasmesso da una persona di una gentilezza e professionalità mai conosciute prima... non finiro' mai di ringraziare Sabrina e Roberto, senza loro...Castel S.Elia non sarebbe mai potuto entrare nei miei dipinti e soprattutto nel mio...
Read moreThe Basilica of Sant’Elia in Castel Sant’Elia and is a deeply moving serene Romanesque beauty with an evocative atmosphere. Its nave, aisles, raised transept, crypt, and surviving frescoes—especially the Apocalypse scenes and the cult imagery of Elijah and Anastasius—convey a powerful sense of sacred memory and monastic identity.
Alison Locke Perchuk’s The Medieval Monastery of Saint Elijah illumines what lies beneath the stones and pigments: she shows how this basilica was likely conceived by Roman artists and craftsmen, yet planted it as a “Roman transplant” into papal borderland territory. Perchuk also argues that the visual program here—especially the Apocalypse cycle—served both devotional and political ends, connecting Sant’Elia to broader church reform and papal ambitions.
If you love medieval art, sacred architecture, or contemplative spaces, this is a stop well worth your time — richer still when read through...
Read moreLa basilica di S. Elia, è un esempio di architettura romanico-longobarda dell' XI secolo
La basilica di Sant'Elia a Castel Sant'Elia sorge al centro della valle Suppentonia che sin dai primi secoli dell'era cristiana si distinse come centro anacoreta e quindi benedettino. È parte di un complesso noto con il nome di Santuario pontificio di Santa Maria "ad rupes". Sin dai primi secoli dell’era cristiana si distinse come centro benedettino. Nel 520 fu costruita come monastero, e solo nel XI secolo l’abate Elia costruì la basilica. Nel 1607 la caduta di un masso dalla rupe danneggiò la parete laterale sinistra: la riparazione fu curata dai Farnese che possedettero la basilica fra il 1540 e il 1649. Sant’Elia è una basilica in stile romanico il cui impianto planimetrico è costituito da tre navate e da un transetto. La navata maggiore presenta sette archi per lato, sorretti da sei colonne con differenti capitelli corinzi e da due semi colonne terminali. Le colonne che delimitano la navata centrale provengono quasi certamente dallo spoglio di ville e monumenti romani. L’abside è totalmente affrescato; i dipinti sono stati eseguiti, intorno all’anno mille, dai fratelli Giovanni e Stefano e da un nipote di Giovanni, Niccolò. L’altare maggiore è sormontato da un ciborio decorato da una croce cosmatesca e sorretto da quattro colonne. Nel lato destro verso la navata sinistra il pulpito presenta un altro registro databile all’epoca di papa Gregorio IV. Il transetto e parte della navata centrale presentano un pavimento cosmatesco del periodo...
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