Paesaggi eccellenti che conquistano al primo sguardo. Il tragitto che porta al Manghen inizia da una quasi anonima stradella che si dirama all'insù da un sobborgo di Borgo Valsugana. Arrivando dalla Statale della Valsugana è peraltro segnalata in modo non inequivocabile, per cui è facile saltarla e finire nei pressi del locale ospedale. La salita inizia con una sede stradale già strettina che avvisa sull'accortezza richiesta ancor di più nella parte in quota, oltre i 1.300 m. Il paesaggio migliora iperbolicamente dopo i primi dieci chilometri, al pari della pendenza che in più di qualche tratto raggiunge e supera il 15%. Dai 1.500 m di quota all'arrivo a 2.050 m la carreggiata è quasi del tutto a corsia unica, però è disseminata di punti in cui due autoveicoli riescono a scansarsi. Si tratta solo di mantenere una certa attenzione, prevedendo dove fermarsi per attendere d'incrociarsi con altri veicoli provenienti dalla direzione opposta. Salire al Manghen è un test pratico di fair play automobilistico, però nessuna delle tribolazioni descritte affligge più quando si arriva al passo. La vista delle montagne circostanti è portentosa e si ha voglia di saltar giù dall'auto o dalla moto come ragazzini in vacanza premio, per correre ad arrampicare qualsiasi masso si trovi a portata di tiro. La sosta al Rifugio Passo Manghen è molto consigliata. Gli spazi di accoglienza sono ampi e confortevoli, poi il personale si prodiga con buona professionalità, nonostante debba sottostare ai vincoli imposti dalle misure di contrasto alla diffusione della COVID-19. Una gita al Manghen ha un potere rigenerante che sfiora il taumaturgico, soprattutto se ci si avventura per i sentieri che lo circondano. Una buona opzione è quello che conduce al Lago delle Buse. Si scende di una cinquantina di metri per poi risalire di altrettanti, lungo un percorso che richiede tra i 30 e i 40 minuti, a seconda del proprio passo. La moderata fatica è ampiamente ripagata dallo spettacolo della natura di questa parte del Lagorai che ne rappresenta già bene gli affascinanti ed emozionanti tratti selvatici che caratterizzano l'intera catena. Un'ultima nota riguarda il traffico locale. Se ci si attarda fino a fine pomeriggio, l'incontro con le mucche che rientrano dai pascoli per andare all'happy hour nelle rispettive malghe va affrontato con pazienza. I miti bovini non provano alcun interesse o timore nei confronti dei veicoli che transitano e bisogna quindi attendere che si scansiono spontaneamente, attratti da qualche ciuffo d'erba oltre...
Read moreDal motociclista, percorrere la strada che sale al Passo Manghen regala sensazioni Meravigliose, percorrendolo con andatura turistica ci si sente veramente immersi nella natura e la visuale, specialmente nella parte alta del versante Valsugano, dona nelle belle giornate uno Spettacolo Unico... è la Strada Provinciale 31 ( SP31), e collega la Valsugana, partendo dalla periferia di Borgo Valsugana, alle Valli di Fiemme e di Cembra, con la rotonda che segna la partenza/arrivo ubicata a sud della cittadina di Molina di Fiemme... i 2 versanti sono molto simili, con la sede stradale che nei primi 6/7 km è abbastanza larga per il comodo incrociarsi anche dei grandi veicoli a 4 ruote, mentre poi salendo oltre i margini superiori del bosco si stringe decisamente fino a diventare ad una sola corsia o poco più, cosa che, specie nelle belle giornate dei fine settimana estivi, complica parecchio la circolazione, ed anche il semplice incrociarsi di moto o biciclette con le auto è da svolgere con particolare attenzione... consiglierei quindi, per chi potesse, di percorrere il Manghen in un giorno feriale, fra il lunedì e il venerdì, per godere con maggiore tranquillità della bellezza del luogo; a 100 m dal Passo, nel versante di Molina, è posto un caratteristico Rifugio/Bar/Ristorante, molti frequentato ed apprezzato dai sempre numerosi turisti di passaggio... ultima nota, per gli automobilisti e motociclisti meno diciamo "pratici", i tornanti più numerosi e difficoltosi si trovano nella parte alta del versante da Borgo Valsugana, dopo la piccola oasi abitata di Calamento, mentre la parte alta del versante di Molina d.F., pur essendo altrettanto stretto, risulta meno tortuoso e ripido... comunque...
Read moreIl passo Manghen (2.047 m) è un valico alpino del Trentino orientale nella catena del Lagorai. Il suo versante meridionale, tramite la val di Calamento, porta a Borgo Valsugana, mentre quello settentrionale porta a Molina di Fiemme tramite la val Cadino. Il passo Manghen è uno dei più celebri passi dolomitici percorsi nel Giro d'Italia, particolarmente duro per la sua lunghezza. Sino al 2007 veniva inoltre percorso dalla granfondo Campagnolo per cicloamatori. Poi la granfondo ha cambiato denominazione (Sportful) e percorso: i passi Duran e Valles ne hanno preso il posto. Dal 2013 è tornato a far parte del percorso. La salita da Borgo Valsugana è lunga ben 23,4 chilometri e presenta una pendenza media del 7%, anche se gli ultimi 7 chilometri sono quelli più impegnativi con una pendenza media del 9,5%, ma con punte del 15%. Il versante di Molina di Fiemme è più breve, 16,4 chilometri al 7,5% medio, ma ancora il tratto finale è il più duro, con ancora il 9,5% medio per gli ultimi 8 chilometri. Il versante meridionale del passo Manghen, così come tutta la zona della Val Calamento, appartiene al comune di Telve. Mentre quello settentrionale al comune di Castello-Molina di Fiemme. Il Passo Manghen è stato scalato più volte al Giro d'Italia, la prima volta fu nel 1976. Nel 2019 è stato designato come Cima Coppi dopo l'annullamento del passaggio al Passo Gavia, impraticabile...
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