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Santuario di Vourry — Attraction in Gaby

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Santuario di Vourry
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Le Camere di Naturalys - ospitalità in azienda agricola
frazione Zuino 16, 11020 Gaby AO, Italy
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Santuario di Vourry
ItalyAosta ValleyGabySantuario di Vourry

Basic Info

Santuario di Vourry

11020 Gaby, Aosta Valley, Italy
4.1(14)
Open 24 hours
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Cultural
Scenic
Outdoor
attractions: , restaurants:
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Sat, Jan 3 • 10:00 PM
72 Viale Piemonte, 11027 Saint-Vincent
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Thu, Jan 8 • 6:30 PM
4 Via Giuseppe Petitti, 10010 Settimo Vittone
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Fabio MaccapaneFabio Maccapane
IL SANTUARIO DI VOURRY 1 Santuario di Vourry, dedicato alla Signora delle Grazie, fu luogo di pellegrinaggio e di culto rediletto dalle genti Walser. nizialmente era soltanto una Cappella ornata da due altari, con un campanile. Nel 1833, in seguito ad na valanga dalla quale uscì illeso, Jean Pantaléon Tousco fece voto alla Vergine di erigere sul luogo dell'incidente un Santuario: esso fu ornato da una cinta comprendente quattordici "Stazioni della Via Crucis", piccola imitazione del Calvario del Santuario di Varallo Sesia. Dopo i lavori di ampliamento fatti eseguire dal parroco Goyet, intorno al 1835, il santuario fu gravemente danneggiato da due straripamenti del Lys, verificatisi il 17 agosto e il 2/3 ottobre 1868. Essi distrussero tutto il lato nord-est degli oratori; la catastrofe è documentata da una lettera scritta dall'allora parroco di Gaby al vescovo di Aosta. La lettera si concludeva con la richiesta di autorizzazione a vendere un appezzamento di proprietà del santuario; la richiesta fu accolta e il recupero del complesso fu realizzato nel giro di pochi mesi. L'imponente lavoro di restauro del perimetro del complesso, reca la data 1869 incisa su una grande pietra della scalinata. L'inondazione dell'autunno 2000 ha travolto tutta la rampa distruggendo parte di quella pietra. L'attuale complesso architettonico, molto articolato, comprende la cappella centrale, il santo sepolcro e gli oratori dei misteri, situati nel cosiddetto chiostro del santuario, oltre ad una suggestiva Via Crucis che si snoda lungo il pendio. Sulla facciata della cappella un affresco raffigura la Madonna delle Grazie. Il portale, in noce massiccio, è finemente intarsiato. L'interno è ad una sola navata, con transetto e cupola; l'altare maggiore, in legno dorato e intagliato del '700 ha quattro colonne tortili, sei candelabri lignei e la statua della Dormitio Maria., collocata in un'urna. Un piccolo altare, nel transetto a destra, ospita la statua detta La statue miraculeuse che inizialmente indossava un abito di seta; negli anni '40 subì una doratura e una manomissione che le deformarono le braccia. I due altari laterali, con crocifisso e candelierí lignei, sono ornati da una tela che raffigura a destra Gesù con i bambini e a sinistra San Giuseppe con Gesù Bambino. L'usanza di recarsi al santuario nel giorno di Pasqua per il canto del Rejouis-toi si protrasse per secoli. Fu soppressa solo negli anni '60 quando l'intensificarsi della circolazione stradale impedì lo svolgimento della processione. BIBLIOGRAFIA Jolanda Stevenin, I cinquant'anni del Comune di Gaby, Comune di Gaby, 2002 AAVV, Valle d'Aosta paese per paese, Bonechi editore, 1997 APT Monte Rosa Walser, Guida turistica, Musumeci editore, 1999
davide colettadavide coletta
Un luogo sacro dall'atmosfera magica. Le prime tracce sono del 1600 con la cappella originaria. Nel 1833 Jean Panataléon Tuouscoz finisce sotto una valanga insieme alla moglie e alla domestica che perdono la vita. Lui rimane numerose ore sotto la neve e fa un voto alla Madonna Se fosse sopravvissuto avrebbe arricchito ed ampliato il luogo sacro. E così fu. Investì 11 mila lire (all'epoca una cifre notevole) per realizzare delle nicchie con le pitture dei misteri del rosario (lui stesso è raffigurato mentre viene salvato dalla valanga) e le stazioni della via Crucis. Nell'agosto 2023 sono partiti dei lavori di restauro a cominciare dall'accessibilità per i disabili.
Elfa Delle AltureElfa Delle Alture
Un po' nascosto in una curva, se non sai che c'è sembra quasi l'ingresso di un cimitero. Poi entri e rimani colpito dal chiostro e dalla via crucis (in restauro). Merita una tappa
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IL SANTUARIO DI VOURRY 1 Santuario di Vourry, dedicato alla Signora delle Grazie, fu luogo di pellegrinaggio e di culto rediletto dalle genti Walser. nizialmente era soltanto una Cappella ornata da due altari, con un campanile. Nel 1833, in seguito ad na valanga dalla quale uscì illeso, Jean Pantaléon Tousco fece voto alla Vergine di erigere sul luogo dell'incidente un Santuario: esso fu ornato da una cinta comprendente quattordici "Stazioni della Via Crucis", piccola imitazione del Calvario del Santuario di Varallo Sesia. Dopo i lavori di ampliamento fatti eseguire dal parroco Goyet, intorno al 1835, il santuario fu gravemente danneggiato da due straripamenti del Lys, verificatisi il 17 agosto e il 2/3 ottobre 1868. Essi distrussero tutto il lato nord-est degli oratori; la catastrofe è documentata da una lettera scritta dall'allora parroco di Gaby al vescovo di Aosta. La lettera si concludeva con la richiesta di autorizzazione a vendere un appezzamento di proprietà del santuario; la richiesta fu accolta e il recupero del complesso fu realizzato nel giro di pochi mesi. L'imponente lavoro di restauro del perimetro del complesso, reca la data 1869 incisa su una grande pietra della scalinata. L'inondazione dell'autunno 2000 ha travolto tutta la rampa distruggendo parte di quella pietra. L'attuale complesso architettonico, molto articolato, comprende la cappella centrale, il santo sepolcro e gli oratori dei misteri, situati nel cosiddetto chiostro del santuario, oltre ad una suggestiva Via Crucis che si snoda lungo il pendio. Sulla facciata della cappella un affresco raffigura la Madonna delle Grazie. Il portale, in noce massiccio, è finemente intarsiato. L'interno è ad una sola navata, con transetto e cupola; l'altare maggiore, in legno dorato e intagliato del '700 ha quattro colonne tortili, sei candelabri lignei e la statua della Dormitio Maria., collocata in un'urna. Un piccolo altare, nel transetto a destra, ospita la statua detta La statue miraculeuse che inizialmente indossava un abito di seta; negli anni '40 subì una doratura e una manomissione che le deformarono le braccia. I due altari laterali, con crocifisso e candelierí lignei, sono ornati da una tela che raffigura a destra Gesù con i bambini e a sinistra San Giuseppe con Gesù Bambino. L'usanza di recarsi al santuario nel giorno di Pasqua per il canto del Rejouis-toi si protrasse per secoli. Fu soppressa solo negli anni '60 quando l'intensificarsi della circolazione stradale impedì lo svolgimento della processione. BIBLIOGRAFIA Jolanda Stevenin, I cinquant'anni del Comune di Gaby, Comune di Gaby, 2002 AAVV, Valle d'Aosta paese per paese, Bonechi editore, 1997 APT Monte Rosa Walser, Guida turistica, Musumeci editore, 1999
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Un luogo sacro dall'atmosfera magica. Le prime tracce sono del 1600 con la cappella originaria. Nel 1833 Jean Panataléon Tuouscoz finisce sotto una valanga insieme alla moglie e alla domestica che perdono la vita. Lui rimane numerose ore sotto la neve e fa un voto alla Madonna Se fosse sopravvissuto avrebbe arricchito ed ampliato il luogo sacro. E così fu. Investì 11 mila lire (all'epoca una cifre notevole) per realizzare delle nicchie con le pitture dei misteri del rosario (lui stesso è raffigurato mentre viene salvato dalla valanga) e le stazioni della via Crucis. Nell'agosto 2023 sono partiti dei lavori di restauro a cominciare dall'accessibilità per i disabili.
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IL SANTUARIO DI VOURRY 1 Santuario di Vourry, dedicato alla Signora delle Grazie, fu luogo di pellegrinaggio e di culto rediletto dalle genti Walser. nizialmente era soltanto una Cappella ornata da due altari, con un campanile. Nel 1833, in seguito ad na valanga dalla quale uscì illeso, Jean Pantaléon Tousco fece voto alla Vergine di erigere sul luogo dell'incidente un Santuario: esso fu ornato da una cinta comprendente quattordici "Stazioni della Via Crucis", piccola imitazione del Calvario del Santuario di Varallo Sesia. Dopo i lavori di ampliamento fatti eseguire dal parroco Goyet, intorno al 1835, il santuario fu gravemente danneggiato da due straripamenti del Lys, verificatisi il 17 agosto e il 2/3 ottobre 1868. Essi distrussero tutto il lato nord-est degli oratori; la catastrofe è documentata da una lettera scritta dall'allora parroco di Gaby al vescovo di Aosta. La lettera si concludeva con la richiesta di autorizzazione a vendere un appezzamento di proprietà del santuario; la richiesta fu accolta e il recupero del complesso fu realizzato nel giro di pochi mesi. L'imponente lavoro di restauro del perimetro del complesso, reca la data 1869 incisa su una grande pietra della scalinata. L'inondazione dell'autunno 2000 ha travolto tutta la rampa distruggendo parte di quella pietra. L'attuale complesso architettonico, molto articolato, comprende la cappella centrale, il santo sepolcro e gli oratori dei misteri, situati nel cosiddetto chiostro del santuario, oltre ad una suggestiva Via Crucis che si snoda lungo il pendio. Sulla facciata della cappella un affresco raffigura la Madonna delle Grazie. Il portale, in noce massiccio, è finemente intarsiato. L'interno è ad una sola navata, con transetto e cupola; l'altare maggiore, in legno dorato e intagliato del '700 ha quattro colonne tortili, sei candelabri lignei e la statua della Dormitio Maria., collocata in un'urna. Un piccolo altare, nel transetto a destra, ospita la statua detta La statue miraculeuse che inizialmente indossava un abito di seta; negli anni '40 subì una doratura e una manomissione che le deformarono le braccia. I due altari laterali, con crocifisso e candelierí lignei, sono ornati da una tela che raffigura a destra Gesù con i bambini e a sinistra San Giuseppe con Gesù Bambino. L'usanza di recarsi al santuario nel giorno di Pasqua per il canto del Rejouis-toi si protrasse per secoli. Fu soppressa solo negli anni '60 quando l'intensificarsi della circolazione stradale impedì lo svolgimento della processione. BIBLIOGRAFIA Jolanda Stevenin, I cinquant'anni del Comune di Gaby, Comune di Gaby, 2002 AAVV, Valle d'Aosta paese per paese, Bonechi editore, 1997 APT Monte Rosa Walser, Guida turistica, Musumeci...

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8y

Recandomi a Gressoney mi sono imbattuto su questa struttura, che costeggia la strada, e mi sono fermato per dare un occhiata. La chiesa è aperta solo alla domenica, ma possiamo vedere la parte antistante che reca delle nicchie con dipinti i misteri, una rappresentazione, in una cappella, del sepolcro di Cristo, ed una raffigurazione del ritrovamento di tre persone nella neve come ex voto. Non dimentichiamoci di vedere la via crucis che si estende fuori dal recinto prendendo il percorso che dall'angolo di sinistra della struttura si inerpica per...

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