Nel periodo in cui un parroco di Capocastello di Mercogliano (AV) costruisce un "presepe inclusivo" con due Marie, vedere martoriata la Terra di Gaza dai bombardamenti di chi usa le sacre scritture per giustificare un offesa all'intelligenza e al genere umano che chiede la PACE e non la violenza gratuita, fare un passo nelle ANTICHE TRADIZIONI è una grande emozione. Vivere la natività attraversando le sale del santuario, mentre si ascolta "Tu scendi dalle stelle" che sale durante la messa, fa ricordare al credente e al semplice viandante, Luca. Lo ricordate?Il personaggio interpretato da Eduardo de Filippo, che montava il presepe ogni anno con motivo di orgoglio e tradizione nel suo “Natale a casa Cupiello”. Quest'anno ricorrono gli 800 anni da quella notte, in cui il poverello di Assisi fece entrare nella storia il vostro piccolo paese e, tale circostanza fa apprezzare maggiormente lo spirito del Natale. Ogni anfratto ha i suoi particolari ed i suoi dettagli. Gli affreschi e la parte storica, così come la mostra dei presepi regalano emozioni e curiosità di chi guarda se pur adulto il tutto con gli occhi da bambino. I tanti altri presepi (chi lamenta del buio ha difficoltà a guardar oltre - mio pensiero) sono pezzi unici, che evidenziano il lavoro certosino e la passione che rende unici e pregiati i pezzi esposti. La mostra per grandi e piccini non è solo spirituale, ma anche è soprattutto attrattiva. Essa deve evitare di far perdere o far "cambiare" ciò che 800 anni fa quel 24 dicembre 1223 vide la realizzazione e la rievocazione storica della nascita di Gesù semplicemente con un bue, un asinello e un bambinello di terracotta che, secondo la storia narrata, durante la celebrazione della Messa della notte di Natale si trasformò in un neonato vivente... 《..Ecco la grotta, ecco sospesa, brilla la stella! Gli occhi desiosi guardan la greppia, il bue e l'asinello, guardan l'Altare; poi ciascuno sogna il sogno di Francesco poverello. Ma il Santo vede: vede il Dio Bambino piccolo e bianco nella mangiatoia. Si china; ascolta il tenero vagito, gli fa cuna d'amore tra le braccia sopra il suo saio povero e sdrucito e il cuor divino batte sul suo cuore...》da IL PRESEPIO DI GRECCIO di Graziella Ajmone (1912-1993). BUON...
Read moreE’ stato realizzato a Greccio, un piccolo centro in provincia di Rieti, il primo presepe vivente della storia. La prima rappresentazione della Natività è stata organizzata nel 1223 da San Francesco d’Assisi con l’aiuto di Giovanni Velita, castellano del paese. Era il 1209 quando San Francesco si recò a Greccio, per la prima volta. Il santo era riuscito a mettere fine alla gravi calamità che si erano abbattute sul paese (tra cui gli assalti dei lupi) e si era costruito una capanna sul Monte Lacerone, detto appunto di San Francesco, dove nel 1712 sarebbe stata edificata una cappella commemorativa. Dal 1217, il nobile Giovanni Velita divenne uno dei migliori amici di San Francesco, tanto da chiedergli di avvicinarsi alla città per permettere a tutti di poter ascoltare la sua parola. Il desiderio di rievocare la nascita di Gesù maturò nel 1223, dopo il viaggio che San Francesco fece in Palestina. Al santo, Greccio ricordava Betlemme, e così espresse il desiderio di celebrare in quei luoghi la notte di Natale. San Francesco incaricò, quindi, il castellano Velita di scegliere una grotta, dove avrebbe fatto costruire una mangiatoia, e di condurvi un bue ed un asinello. Secondo le agiografie, durante la Messa sarebbe apparso nella mangiatoia un bambino, che San Francesco avrebbe stretto tra le braccia. Il 24 dicembre 1223, venne così realizzato il primo presepe vivente della storia, che ha reso celebre in tutto il mondo il borgo di Greccio, incastonato tra le rocce a 700...
Read moreEbbene si, lo ammetto. Avevo solo sentito questo nome di paese ma ignoravo completamente la sua ricchezza. Il paesino, in cui ci siamo capitati in camper quasi per sbaglio è piccolo, veramente grazioso e caratteristico, ma il suo Santuario è meraviglioso. Poter vedere dove il Santo Francesco insieme ai suoi confratelli dormiva, pregava è faceva fedeli è stato qualcosa che non ha pari. Tutto è bello, curato e soprattutto molto semplice come Lui ha insegnato al mondo è trasmette tanta pace. Ovunque ci sono presepi. Infatti è qui con San Francesco che nasce il presepe è anche questo non lo sapevo. Siamo forse stati fortunati a passare in un momento di scarsa affluenza (cosa rara da quando in privato vi è stato papà Francesco) ma ci siamo potuti godere tanta intimità con i ricordi del Santo. Inoltre abbiamo conosciuto Padre Domenico, persona straordinaria che con un sorriso e tanta empatia ha saputo, nel corso di una piacevole e lunga chiacchierata, infonderci serenità, pace e rinvigorire la fiducia e la fede per nostro Signore. Grazie di cuore a questa persona speciale in un momento molto...
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