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Chiesa Romanica San Pietro di Zuri — Attraction in Ilartzi/Ghilarza

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Chiesa Romanica San Pietro di Zuri
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Loddo Bistrò
Stp 27 bivio per Zuri, 09080 Soddì OR, Italy
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Chiesa Romanica San Pietro di Zuri
ItalySardiniaIlartzi/GhilarzaChiesa Romanica San Pietro di Zuri

Basic Info

Chiesa Romanica San Pietro di Zuri

SS15, 09074 Ghilarza OR, Italy
4.8(98)
Open 24 hours
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Cultural
Scenic
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attractions: , restaurants: Loddo Bistrò
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Wed, Jan 7 • 4:00 PM
09075, Santu Lussurgiu, Sardinia, Italy
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Loddo Bistrò

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4.7

(146)

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Giorgio PegorettiGiorgio Pegoretti
SARDEGNA – ZURI, CHIESA DI SAN PIETRO LO SPOSTAMENTO DELLA CHIESA DI SAN PIETRO DI ZURI. Un esempio di anastilosi. La chiesa, nella frazione di Ghilarza e interamente in trachite rossastra delle cave di Bidonì, sarebbe stata costruita attorno al 1291 durante il giudicato di Mariano II d’Arborea, come , si legge nell'epigrafe tuttora presente sulla facciata. E' lunga metri 32,17, con una larghezza di 9,89 e con un’altezza massima al colmo del tetto di 10,20 m. Le travi dipinte andarono, invece, inspiegabilmente perdute durante il rifacimento delle coperture del 1894. Tra il 1923 e 1925, si rese obbligatorio il trasporto del tempio in altro sito data la costruzione della diga di Santa Chiara sul fiume Tirso, al fine di creare l’invaso del lago Omodeo, con Carlo Aru direttore dei lavori e che poi scrisse un libro a tema. L’11 luglio 1923, si ebbe la consegna dei lavori che si conclusero nel luglio 1925. Anche se la trachite è fragile non si ebbero problemi nel demolire la costruzione o durante il trasporto notevoli: in generale, ci si rese conto che i conci erano in buono stato di conservazione senza però una numerazione. Ma, essendo Seddargius, l’area scelta inizialmente per la riedificazione dell’abitato di Zuri, sostituita con la località di Murreddu, il trasporto da un sito all’altro, forse affrettato e con insufficiente supervisione, provocò due danni ai materiali: vennero stoccati alla rinfusa e, non avendo osservato le dovute norme precauzionali, parte dei conci vennero scheggiati sugli spigoli (La sostituzione dei blocchi trachitici fu di circa 1/3 dei totali, compresi quelli che si trovarono già danneggiati in opera durante la demolizione) Come si legge nella fonte della informazioni che vi stiamo dando - VERO O FALSO? L’ANASTILOSI. UN CASO NELLA SARDEGNA DEGLI ANNI VENTI di Carlo Pulisci risulta infine: "Da un’analisi odierna del San Pietro la prima cosa che si evince osservando le murature è la mescolanza che si è fatta nel rimontaggio dei blocchi trachitici. I conci sono stati posizionati senza alcun criterio logico, quelli interni sono diventati esterni e viceversa. Una chiara denuncia di questo fatto sono le incisioni raggiate di forma circolare presenti a ogni altezza all’esterno e all’interno, che si può supporre siano i segni delle aureole, resti degli affreschi che rivestivano l’interno della chiesa, come mi ha giustamente suggerito Roberto Coroneo"... ma... "certamente la decisione presa allora di spostare un così insigne monumento dell’Arte sarda è stata ottima, e ci permette ancora oggi di poter ammirare questa bella costruzione, arricchita per la sua insolita storia di un ulteriore elemento di interesse."
Carlo SalvettiCarlo Salvetti
Prima di ogni altra cosa deve essere ricordata come uno dei pochi edifici salvati dalla sommersione del bacino artificiale del Tirso, oggi lago Omodeo, smontata pezzo a prezzo e ricostruita più a monte dove fu ricostruita una parte del paese oggi piccola frazione di Ghilarza e contigua al villaggio di Tadasuni mentre l'antico villaggio di Zuri è rimasto sommerso. Con il suo caratteristico colore rosso-bruno dovuto alla trachite vulcanica, pietra con la quale è stata costruita, è oggi ben visibile al centro di un grande spazio organizzato, con il suo grande campanile a vela accostato in continuità con la facciata alleggerito da due coppie di monofore campanarie e da un arco rampante a terra. È uno dei più begli esempi di architettura medievale, una sorta di commistione tra il severo romanico e le prime avvisaglie del gotico, con molti elementi scultorei a metà tra la storiografia ed agiografia cristiana e la funzione didascalica di monito per i fedeli.
ArtemisiaArtemisia
Esempio di architettura romanico-lombarda con elementi gotici ,costruita nel XII secolo in roccia lavica rosso-ocra. Come per altri sacri monumenti dell'epoca medioevale ha subito già nel XIII secolo ristrutturazioni ,nel XIV inserimenti gotici ,nel XVI un crollo ,sino alla totale ricostruzione concio per concio avvenuta nel 1923. Infatti, a seguito della realizzazione del bacino artificiale del lago Omodeo il vecchio paese di Zuri venne sommerso e venne salvata , smontata pezzo per pezzo, e ricostruita a monte del lago.
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SARDEGNA – ZURI, CHIESA DI SAN PIETRO LO SPOSTAMENTO DELLA CHIESA DI SAN PIETRO DI ZURI. Un esempio di anastilosi. La chiesa, nella frazione di Ghilarza e interamente in trachite rossastra delle cave di Bidonì, sarebbe stata costruita attorno al 1291 durante il giudicato di Mariano II d’Arborea, come , si legge nell'epigrafe tuttora presente sulla facciata. E' lunga metri 32,17, con una larghezza di 9,89 e con un’altezza massima al colmo del tetto di 10,20 m. Le travi dipinte andarono, invece, inspiegabilmente perdute durante il rifacimento delle coperture del 1894. Tra il 1923 e 1925, si rese obbligatorio il trasporto del tempio in altro sito data la costruzione della diga di Santa Chiara sul fiume Tirso, al fine di creare l’invaso del lago Omodeo, con Carlo Aru direttore dei lavori e che poi scrisse un libro a tema. L’11 luglio 1923, si ebbe la consegna dei lavori che si conclusero nel luglio 1925. Anche se la trachite è fragile non si ebbero problemi nel demolire la costruzione o durante il trasporto notevoli: in generale, ci si rese conto che i conci erano in buono stato di conservazione senza però una numerazione. Ma, essendo Seddargius, l’area scelta inizialmente per la riedificazione dell’abitato di Zuri, sostituita con la località di Murreddu, il trasporto da un sito all’altro, forse affrettato e con insufficiente supervisione, provocò due danni ai materiali: vennero stoccati alla rinfusa e, non avendo osservato le dovute norme precauzionali, parte dei conci vennero scheggiati sugli spigoli (La sostituzione dei blocchi trachitici fu di circa 1/3 dei totali, compresi quelli che si trovarono già danneggiati in opera durante la demolizione) Come si legge nella fonte della informazioni che vi stiamo dando - VERO O FALSO? L’ANASTILOSI. UN CASO NELLA SARDEGNA DEGLI ANNI VENTI di Carlo Pulisci risulta infine: "Da un’analisi odierna del San Pietro la prima cosa che si evince osservando le murature è la mescolanza che si è fatta nel rimontaggio dei blocchi trachitici. I conci sono stati posizionati senza alcun criterio logico, quelli interni sono diventati esterni e viceversa. Una chiara denuncia di questo fatto sono le incisioni raggiate di forma circolare presenti a ogni altezza all’esterno e all’interno, che si può supporre siano i segni delle aureole, resti degli affreschi che rivestivano l’interno della chiesa, come mi ha giustamente suggerito Roberto Coroneo"... ma... "certamente la decisione presa allora di spostare un così insigne monumento dell’Arte sarda è stata ottima, e ci permette ancora oggi di poter ammirare questa bella costruzione, arricchita per la sua insolita storia di un ulteriore elemento di interesse."
Giorgio Pegoretti

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Prima di ogni altra cosa deve essere ricordata come uno dei pochi edifici salvati dalla sommersione del bacino artificiale del Tirso, oggi lago Omodeo, smontata pezzo a prezzo e ricostruita più a monte dove fu ricostruita una parte del paese oggi piccola frazione di Ghilarza e contigua al villaggio di Tadasuni mentre l'antico villaggio di Zuri è rimasto sommerso. Con il suo caratteristico colore rosso-bruno dovuto alla trachite vulcanica, pietra con la quale è stata costruita, è oggi ben visibile al centro di un grande spazio organizzato, con il suo grande campanile a vela accostato in continuità con la facciata alleggerito da due coppie di monofore campanarie e da un arco rampante a terra. È uno dei più begli esempi di architettura medievale, una sorta di commistione tra il severo romanico e le prime avvisaglie del gotico, con molti elementi scultorei a metà tra la storiografia ed agiografia cristiana e la funzione didascalica di monito per i fedeli.
Carlo Salvetti

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Esempio di architettura romanico-lombarda con elementi gotici ,costruita nel XII secolo in roccia lavica rosso-ocra. Come per altri sacri monumenti dell'epoca medioevale ha subito già nel XIII secolo ristrutturazioni ,nel XIV inserimenti gotici ,nel XVI un crollo ,sino alla totale ricostruzione concio per concio avvenuta nel 1923. Infatti, a seguito della realizzazione del bacino artificiale del lago Omodeo il vecchio paese di Zuri venne sommerso e venne salvata , smontata pezzo per pezzo, e ricostruita a monte del lago.
Artemisia

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SARDEGNA – ZURI, CHIESA DI SAN PIETRO

LO SPOSTAMENTO DELLA CHIESA DI SAN PIETRO DI ZURI.

Un esempio di anastilosi. La chiesa, nella frazione di Ghilarza e interamente in trachite rossastra delle cave di Bidonì, sarebbe stata costruita attorno al 1291 durante il giudicato di Mariano II d’Arborea, come , si legge nell'epigrafe tuttora presente sulla facciata. E' lunga metri 32,17, con una larghezza di 9,89 e con un’altezza massima al colmo del tetto di 10,20 m. Le travi dipinte andarono, invece, inspiegabilmente perdute durante il rifacimento delle coperture del 1894. Tra il 1923 e 1925, si rese obbligatorio il trasporto del tempio in altro sito data la costruzione della diga di Santa Chiara sul fiume Tirso, al fine di creare l’invaso del lago Omodeo, con Carlo Aru direttore dei lavori e che poi scrisse un libro a tema. L’11 luglio 1923, si ebbe la consegna dei lavori che si conclusero nel luglio 1925. Anche se la trachite è fragile non si ebbero problemi nel demolire la costruzione o durante il trasporto notevoli: in generale, ci si rese conto che i conci erano in buono stato di conservazione senza però una numerazione. Ma, essendo Seddargius, l’area scelta inizialmente per la riedificazione dell’abitato di Zuri, sostituita con la località di Murreddu, il trasporto da un sito all’altro, forse affrettato e con insufficiente supervisione, provocò due danni ai materiali: vennero stoccati alla rinfusa e, non avendo osservato le dovute norme precauzionali, parte dei conci vennero scheggiati sugli spigoli (La sostituzione dei blocchi trachitici fu di circa 1/3 dei totali, compresi quelli che si trovarono già danneggiati in opera durante la demolizione) Come si legge nella fonte della informazioni che vi stiamo dando - VERO O FALSO? L’ANASTILOSI. UN CASO NELLA SARDEGNA DEGLI ANNI VENTI di Carlo Pulisci risulta infine: "Da un’analisi odierna del San Pietro la prima cosa che si evince osservando le murature è la mescolanza che si è fatta nel rimontaggio dei blocchi trachitici. I conci sono stati posizionati senza alcun criterio logico, quelli interni sono diventati esterni e viceversa. Una chiara denuncia di questo fatto sono le incisioni raggiate di forma circolare presenti a ogni altezza all’esterno e all’interno, che si può supporre siano i segni delle aureole, resti degli affreschi che rivestivano l’interno della chiesa, come mi ha giustamente suggerito Roberto Coroneo"... ma... "certamente la decisione presa allora di spostare un così insigne monumento dell’Arte sarda è stata ottima, e ci permette ancora oggi di poter ammirare questa bella costruzione, arricchita per la sua insolita storia di un ulteriore elemento...

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Prima di ogni altra cosa deve essere ricordata come uno dei pochi edifici salvati dalla sommersione del bacino artificiale del Tirso, oggi lago Omodeo, smontata pezzo a prezzo e ricostruita più a monte dove fu ricostruita una parte del paese oggi piccola frazione di Ghilarza e contigua al villaggio di Tadasuni mentre l'antico villaggio di Zuri è rimasto sommerso. Con il suo caratteristico colore rosso-bruno dovuto alla trachite vulcanica, pietra con la quale è stata costruita, è oggi ben visibile al centro di un grande spazio organizzato, con il suo grande campanile a vela accostato in continuità con la facciata alleggerito da due coppie di monofore campanarie e da un arco rampante a terra. È uno dei più begli esempi di architettura medievale, una sorta di commistione tra il severo romanico e le prime avvisaglie del gotico, con molti elementi scultorei a metà tra la storiografia ed agiografia cristiana e la funzione didascalica di monito...

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7y

Non avevo ancora visto questa fantastica chiesa, di colore rosso ocra in quanto i suoi blocchi sono di roccia lavica, e scoprirla è stato davvero bello. Parlando con alcune persone del paese ho pure saputo che la chiesa, esempio di architettura sacra medievale, era prima originariamente ubicata dove nel 1924 si è dato vita all'invaso artificiale del lago Omodeo; per evitarne la distruzione era stata smontata pezzo per pezzo e ricostruita a monte del lago insieme alle altre abitazioni che costituivano l'originario villaggio di Zuri....

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