L'Oppidum degli Orobi si trova in Alta Val Seriana (BG), insediato ininterrottamente dall'Etá del Bronzo fino alla tarda epoca romana (III-IV sec. d. C.), con un misterioso "stop" di due secoli, in cui non risultano tracce di vita. Ci troviamo a Parre (BG), un tempo chiamata Parra, capitale degli Orobi ("Parra Oromobiorum oppidum"). Si trova su un'altura-belvedere e fu citato nella "Naturalis Historia" di Plinio (III,17, 124-125), rifacendosi a quanto sostenuto da Catone nel suo "Origens" (184-167 a.C.). Questi sosteneva di non sapere l'origine della gente che abitava il sito ma li considerava di stirpe degli "Oromobi", come quella di Como e Bergamo. Cornelio Alessandro li riteneva invece di estrazione greca. Oggi la critica considera gli Orobi delle genti diverse che, all'interno del mondo degli Insubri, erano unite da un legame religioso e non politico, paragonabile a quello delle anfizionie greche. Si ritiene che Parra fosse, ben prima della romanizzazione, la sede di un importante Santuario federale. L'area in cui si trova lo scavo archeologico è in località Castello (ma non vi fu mai un castello) e si trovava in posizione strategica di collegamento con le valli circostanti. Sono emerse abitazioni ma anche fucine per la lavorazione dei metalli (si fondeva il bronzo e si lavorava il piombo). Poco sopra Parre, sul monte Trevasco, si estraeva la calamina, insieme a materiali angentiferi e a piombo, dalla remota antichità fino agli anni Sessanta del XX secolo! Il Parco archeologico è stato inaugurato nel 2013 mentre i primi ritrovamenti avvennero nel 1883 quando, sul terreno allora privato, fu scoperto un ripostiglio di manufatti in bronzo, deposto nel V secolo a. C. che conteneva più di un chilogrammo di bronzi! I proprietari, non capendo l'importanza della scoperta, cominciarono a vendere il materiale, che venne rifuso. Soltanto l'intervento di un archeologo (Gaetano Mantovani) potè salvare ciò che restava (oggi al museo archeologico di Bergamo). Si susseguirono undici campagne di scavo, che hanno portato all'individuazione di quattordici siti. I reperti portati alla luce sono andati a costituire l'Antiquarium di Parre, nel centro del paese. Eccellente esempio di valorizzazione del...
Read moreEsperienza mistica visto che le mie origini sono Parresi. aAbiamo visitato sia gli scavi che il piccolo museo accompagnati dal gentilissimo e competente Matteo che ci ha illustrato e descritto i reperti ed i particolari che a dei profani come noi sarebbero sicuramente sfuggiti. tolgo una stella non al museo ma alla sovraintendenza che ha sottratto il maggior numero di reperti per esporli a bergamo e non espone altri reperti forse ritenendolo di poco interesse. Far si che il museo di Parre possa essere più attrattivo e ricco permetterebbe alla piccola comunità di parre di ottenere una maggiore visibilità turistico culturale contribuendo ad attrarre magari più...
Read moreMuseo di storia locale piccolo ma estremamente accurato ed esaustivo, integrato con una visita alla località dove furono effettuati gli scavi. La guida che mi ha accolto e intrattenuto, il giovane Matteo Benzoni, è stato quanto mai esauriente ed appassionato, cosa rara davvero vista la sua giovane età. Consiglio assolutamente una visita, anche a chi non ha confidenza con temi di storia locale, perché è un modo molto bello per entrare in contatto con le radici di un territorio e della gente bergamasca. Man mano, vista la bella esperienza, visiterò anche gli altri musei del circuito con...
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