Potrei pubblicare foto da 20 anni fa ad oggi, perché ogni anno ci ritorno, perché è un borgo che merita...ma questa volta pubblico le foto perché é la prima volta che lo visito al tramonto/notte e ne approfitto per raccontarvi un po' la storia: Un borgo fantasma di grande fascino, divenuto patrimonio mondiale dell’Unesco, abitato da un solo residente e sede di un interessante Museo della Civiltà Contadina e Pastorale. La meraviglia ti prende quando, dopo un “corridoio” di case puntellate, la vista si apre sull’ampia piazza Giovanni Nicotera, una piazza senza selciato, con tigli e platani secolari, alcuni abbattuti da un virus. C’è una bella fontana circolare in pietra, un abbeveratoio e, a destra, su un piano rialzato, la Chiesta settecentesca di San Nicola di Bari. All’interno, sbirciando nelle fessura del portone, si può ammirare un bellissimo tavolato ligneo ancora ben conservato. Il paese è suddiviso in vari agglomerati di case in base ai mestieri dei proprietari. I portali in pietra marcano le differenze, insieme alle cornici decorative oppure ai balconcini in ferro battuto. Scolorite dal tempo, le insegne ricordano la presenza di antiche botteghe ed officine. Qui troviamo tanti esempi di una tipica casa contadina del Cilento interno: una piccola casa di pietre, legate da malta e sabbia, con un tetto di tegole in terracotta. Il piano terra fungeva da stalla, bagno, cantina e deposito. Il primo piano, con un solaio in legno, aveva una sola stanza da letto e la cucina con camino. La soffitta ben ventilata era usata per conservare oppure essiccare alimenti. Molte strade si perdono npascoliei rovi e sono oggi inaccessibili, chiuse con nastri per il pericolo di crolli che aumenta di anno in anno. Quando l’accesso ti è precluso, ti chiedi quanto ancora resisteranno le case e cosa andrebbe fatto per preservarle. Poi lasci domande e dubbi, ti siedi su una panchina, chiudi gli occhi, senti il canto degli usignoli (da cui il nome del paese), il rumore della fontana, i profumi della natura e infine soltanto il silenzio. nel 2001 da Giuseppe Spagnuolo, sessantenne con barba e capelli alla Marx, occhio vispo e voce calda, in bocca una pipa con foglie di carciofo ed altre erbe essiccate. Giuseppe ha trascorso qui la sua infanzia e, dopo anni e anni in cerca di fortuna per il mondo, la fortuna l’ha trovata nelle sue origini, pur vivendo con la media di appena due euro al giorno. Giuseppe ama definirsi non l’ultimo né l’unico abitante di Roscigno vecchia, piuttosto “il primo del nuovo millennio”. Un abitante abusivo e uomo libero, come il nomignolo che ha scelto per sé. Un solo abitante SPAGNUOLO Giuseppe “Libero” Spagnuolo vive in compagnia dei suoi gatti e fa da cicerone ai turisti, guidandoli nel borgo, nella sua casa e nei suoi tanti ricordi. E con le lettere, foto e cartoline inviategli da ogni dove, ancora oggi continua a viaggiare per il mondo. Il mondo gli gira intorno, a Roscigno vecchia, mentre i contadini e i pastori ancora oggi girano in piazza, intorno all’unica fontana del paese, con i lori carri e i loro animali, di ritorno dai...
Read moreRoscigno Vecchia è uno dei borghi fantasma più suggestivi del Sud Italia, immerso nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Abbandonato agli inizi del Novecento a causa di gravi fenomeni franosi che ne compromisero la stabilità, il paese è rimasto praticamente intatto, cristallizzato come una fotografia d’altri tempi. Passeggiare tra le sue strade è come fare un viaggio indietro nel tempo: le case in pietra, molte ancora con i solai in legno originali, si dispongono attorno a una grande piazza centrale, dominata dalla chiesa di San Nicola di Bari, dal municipio e da un'antica fontana-abbeveratoio. Ogni angolo racconta storie di vita rurale, di feste di paese, di un mondo scomparso ma mai dimenticato.
Oggi Roscigno Vecchia è considerata un vero e proprio museo all’aperto, riconosciuto come patrimonio UNESCO insieme a tutto il Cilento. Qui il silenzio è rotto solo dal vento tra i rami dei platani secolari, dal canto degli uccelli e, talvolta, dalla voce dei volontari che accompagnano i visitatori in visite guidate. Fino a pochi anni fa era noto il personaggio di Giuseppe Spagnuolo, chiamato affettuosamente “l’ultimo abitante di Roscigno Vecchia”, che faceva da cicerone e custode del borgo, regalando ai turisti racconti e aneddoti della tradizione contadina.
Il borgo ospita anche un piccolo ma ricco Museo della Civiltà Contadina, allestito nell’ex municipio e nella canonica, dove sono esposti attrezzi agricoli, fotografie d’epoca, oggetti di uso quotidiano e documenti che testimoniano la vita semplice ma dignitosa dei suoi abitanti. La piazza centrale è spesso teatro di eventi culturali, rievocazioni storiche, feste e manifestazioni dedicate a riscoprire le radici del territorio. Intorno al paese si aprono panorami incantevoli sulle montagne e sui boschi del Cilento, rendendo Roscigno Vecchia una meta ideale non solo per chi ama la storia e l’archeologia, ma anche per escursionisti, fotografi e viaggiatori in cerca di autenticità.
Roscigno Vecchia è il simbolo di un’Italia minore, fatta di piccoli borghi e grandi storie, un luogo magico dove il tempo sembra davvero essersi fermato. La visita lascia nel cuore una sensazione di malinconia e stupore, ma anche il desiderio di proteggere e valorizzare questi angoli preziosi del nostro patrimonio.
ASTRONOMIA: Credo sia interessante utilizzare questa location per eseguire delle foto astronomiche, in un ambiente storico molto...
Read moreRoscigno Vecchia è un borgo abbandonato situato nel cuore delle colline della Campania, in Italia, che cattura l'immaginazione con il suo fascino decadente e la sua storia affascinante. Questo antico villaggio, circondato da una natura lussureggiante, è un luogo che evoca un senso di mistero e scoperta.
Le strade acciottolate, le case in pietra e le rovine testimoniano il passato glorioso di Roscigno Vecchia. La bellezza silenziosa delle costruzioni abbandonate è incorniciata da un paesaggio collinare che sembra uscito da una cartolina. La luce del sole che filtra attraverso le aperture nelle pareti crea giochi di luce e ombra, aggiungendo un tocco di suggestione al borgo.
L'atmosfera unica di Roscigno Vecchia è palpabile ovunque si vada. La sensazione di essere immersi in un mondo sospeso nel tempo è forte, e ci si sente come se si stesse esplorando un'opera d'arte abbandonata. La natura ha iniziato a reclamare il territorio, con piante che si insinuano tra le crepe delle pietre e gli alberi che si stagliano contro il cielo.
La storia di Roscigno Vecchia aggiunge un ulteriore fascino a questo luogo. Abbandonato negli anni '60 a causa di problemi di stabilità del terreno, il villaggio rimane un'eco del passato. Tuttavia, il suo stato di abbandono ha contribuito a creare una sorta di bellezza malinconica, che attira visitatori curiosi e amanti dell'atmosfera vintage.
Esplorare Roscigno Vecchia è come fare un viaggio nel tempo. Le strade solitarie, le case fatiscenti e la natura che invade gli spazi vuoti creano un'atmosfera di avventura e scoperta. È un luogo che invita alla contemplazione, alla riflessione sulla natura effimera della vita e alla meraviglia di come il tempo possa...
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