Si raggiunge la località di Monte Luna e Santu Teru entrando nella cittadina di Senorbì, dirigendosi verso sud-est per circa 2 km e ben segnato si trova il sito archeologico. Arrivati, alla nostra destra si trova la collina di Santu Teru (Teodoro) dove si trovano i resti della città Punica. Il sito, non ancora scavato, presenta una cortina muraria (forse a scopo difensivo). Al suo interno affiorano i resti della antica città, abitazioni, officine di metallurgia testimoniate dai numerosi resti di fusione, ecc. Il tutto fu abbandonato, probabilmente, intorno al 202 a.C. quando i Sardi e i loro alleati Cartaginese vennero definitivamente sconfitti da Roma. Dallo stesso punto (in posizione quasi frontale), girando a sinistra, si entra nella Necropoli. Il suo toponimo è Monte Luna. Una collina, come vi mostrerà la ottima guida, interamente occupata dalla Necropoli Cartaginese. Le tombe scavate sono circa un centinaio e non tutte visitabili al momento. La tipologia è quella a "pozzo". Le camere si aprono lateralmente e presentano un soffitto a botte o a spioventi. Spesso hanno una pianta rettangolare e nelle pareti sono state scavate delle nicchie per le deposizioni. In alcuni ambienti, nel pavimento si notano delle vaschette votive. Ancora resistono tracce di ocra rossa e di pitture che abbellivano e decoravano la camera sepolcrale, a motivo di festoni o disegni geometrici ecc. Alcune di queste tombe sono dotate di scalini ricavati dalla parete per consentire una facile discesa alla camera funeraria. Il luogo della deposizione poteva essere a cassone oppure una fossa scavata nel pavimento, un loculo, oppure all'interno di una grande anfora di terracotta. Le tombe più semplici venivano segnate da cippi o altri segnacoli. I corredi che accompagnavano il defunto o defunta, consistevano in amuleti in osso, talco, osso e vetro, spesso di ispirazione egizia. Sono state trovate numerose monete che, assieme a stupendi gioielli, testimoniano la prosperità e ricchezza degli abitanti di quel territorio. Questi luoghi pare siano stati abbandonati dai punici intorno al lll sec. a.C. costretti dai romani, nuovi colonizzatori. Il sito rimane attivo e sarà la gente romana e i sardi romanizzati a frequentare la necropoli e probabilmente la città di Santu Teru. Auspichiamo nuovi scavi archeologici della città e il resto della Necropoli, per soddisfare la nostra sete insaziabile di sapere. Ricordo che il sito funerario è tenuto in ottimo stato e le bravissime guide, prima di accompagnarvi su per la collina, vi faranno visitare uno spazio dedicato a oggetti e ricostruzioni di reperti molto interessanti. Per vedere gli oggetti originali ritrovati in situ ci si sposta al museo di Senorbì "Sa Domu Nosta". Un elogio sincero a tutti i responsabili della gestione di questo importante luogo archeologico. Purtroppo in tantissimi altri casi non si può dire...
Read moreVisita molto interessante grazie anche alle spiegazioni della nostra guida, davvero appassionata e competente. Un percorso non troppo lungo, ricco di informazioni concrete, utili a comprendere l’importanza di un passato che spesso sottovalutiamo. La visita si divide in 2 parti: la prima all’interno di una saletta dedicata ad alcune scoperte del neolitico e oltre (lavorazione pietra, macina del grano, lavorazione fibre naturali e lana, creazione di statuette votive) spiegate dalla guida in modo chiaro e per nulla noioso, la seconda in esterno direttamente nell’area dedicata alla necropoli dove scoprire tombe di vario tipo e profondità ascoltando qualche altro interessante dettaglio.
Consigliatissimo se vi trovate nella zona di Senorbì o comunque per passare una mezza giornata alternativa...
Read moreAngolo della Sardegna poco conosciuta, merita una visita a complettamento del percorso museale ove sono esposti I corredi funerari recuperati. Graziosa sala espositiva di riproduzioni reperti preistorici, puniche e altro. Recente istituzione del percorso archeologico in fase continua di miglioramento e realizzazione di un parco ambientale con essenze vegetali...
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