A Photographer’s Dream at the Nuragic Sanctuary of Santa Vittoria
The Nuragic Sanctuary of Santa Vittoria is nothing short of breathtaking — a perfect blend of history, mystery, and raw natural beauty. Nestled in the Sardinian landscape, this ancient site offers a truly unique backdrop for a photography workshop.
Every corner of the sanctuary tells a story: the ancient stone structures, the sacred well, and the vast open views across the plateau. The light here is extraordinary — from the golden glow of sunrise filtering through the ruins, to the dramatic shadows cast at sunset, creating endless opportunities for creative compositions.
As a photography location, it is both inspiring and challenging in the best way. The textures of the stone, the play of light and shadow, and the timeless atmosphere invite photographers to slow down, observe, and capture not just images but emotions.
What makes the sanctuary even more special is its sense of peace. Despite its historical significance, it feels untouched and pure, allowing one to connect deeply with the past while creating in the present. It’s the perfect place for photographers seeking both technical practice and soulful inspiration.
I would highly recommend the Nuragic Sanctuary of Santa Vittoria to anyone interested in photography, history, or simply experiencing the magic of one of Sardinia’s most extraordinary sites. A truly unforgettable workshop...
Read moreIl sito è ubicato su un altopiano basaltico a circa 620 m.s.l.m. tra la Trexenta e il Sarcidano a s/o della Giara di Serri e si estende per circa 3 ettari (in origine erano 20) difeso a s/s-o da un dirupo naturale e a n-o da una muraglia megalitica di sostegno. Il complesso risale alla tarda età del Bronzo e alla prima età del Ferro (1100-900/800 a. C.) anche se gli studi rivelano che fu frequentato già dal 1600 a.C. Sconosciuto ai più sino all’inizio del XX secolo quando il medico Dr. Marogna lo indicò al suo amico archeologo Taramelli, l’allora direttore del museo di Cagliari, che condusse le indagini di scavo a più riprese tra il 1909 e il 1929 e che proseguirono con la Dr. ssa Puddu negli anni 90’ – 2011 e 2015. In ordine, i primi edifici portati alla luce furono la cinta muraria, il tempio a pozzo e la capanna delle riunioni (o curia). Tra il 1919 e il 1921 vennero recuperati importanti bronzi votivi e tra il 1922 e il 1929 vennero scoperti il tempio in antis e il recinto delle feste. Il sito prende il nome (Santa Vittoria) dalla chiesetta in stile romanico (a pochi metri dal pozzo nuragico) che Taramelli denominò “Aedes Victoriae”. Un significativo strato di cenere rinvenuto su tutta l’area fa pensare che in epoca romana il sito venne depredato e incendiato devastandolo completamente. Il santuario si compone di 4 gruppi di edifici edificati in momenti diversi: quello dei templi (uno a pozzo e l’altro ipetrale) con la capanna del sacerdote e gli spazi adiacenti, quello del recinto delle feste che ospitava i pellegrini nei giorni di festa dando loro cibo e riposo, il gruppo del recinto del “doppio betilo” e l’ultimo gruppo di edifici stabili. A parte vi sono la capanna del capo e la curia. Si è evinto che vi fu frequentazione già dal 1800 a. C. (Bronzo Antico) e che al periodo del Bronzo Medio appartenga il protonuraghe a corridoio, quindi preesistente al santuario. Il primo edificio ad essere scavato fu il pozzo sacro nel 1909. Costruito in pietre di basalto nero ben lavorate e sagomate, consta di 13 gradini che portano sino all’imboccatura del pozzo e sono presenti delle panchine nel vestibolo, il quale è attraversato da una canaletta che si riempiva d’acqua quando il livello del pozzo saliva. Un altare rettangolare a scopo sacrificale era collocato presso il vano scala con una canaletta posta al di sotto che faceva defluire il liquido sacrificale in modo che non si mischiasse con l’acqua del pozzo. Il tempio ipetrale (edificio a cielo aperto) invece ha due altari sacrificali scavato nel 1919/20 e non si sa esattamente a chi sia dedicato poiché ha subito vari rimaneggiamenti. Vi si accede tramite la via sacra, che è lunga 50 mt e collega i due templi. Il recinto delle feste invece accoglieva i fedeli che si recavano al santuario e vi si affacciavano la cucina, il mercato e altri spazi. Da menzionare anche il recinto dei fonditori e la capanna delle bipenne, dove fu rinvenuta un’ascia bipenne in bronzo di 27 cm di lunghezza. La curia invece ospitava 55 capi dei clan dei territori vicini in riunione per discutere alleanze e giurare patti suggellati da cerimonie sacre. Nella capanna del doppio betilo è presente un cippo alto 1 mt composto da due piccole colonne unito da una fascia in rilievo che rappresenta un modello di nuraghe usato come altare. La chiesa di S. M. della Vittoria, a pochi metri dal pozzo sacro, fu eretta in epoca bizantina in stile romanico che ancora oggi funge da luogo di culto locale (l’11 settembre viene celebrata la festa di S. Vittoria). Il sito è gestito da una cooperativa che tramite guide esperte vi accompagnerà alla scoperta di queste meraviglie e della...
Read moreAbbiamo passato il pomeriggio in questo sito archeologico meraviglioso. Eravamo un gruppo di circa 20 persone. La guida, Giorgio, era molto preparata, ma purtroppo l’intera esperienza è stata rovinata dalla sua mancanza di professionalità e incapacità di concentrarsi sul suo lavoro, perché si sentiva vittima di prese in giro in continuazione. Nei primi cinque minuti, mentre stavamo ancora camminando verso il sito archeologico, si rivolge a me davanti a tutti gli altri partecipanti per chiedermi in modo abbastanza infastidito se avessi dubbi o domande, per il semplice fatto che stavo chiacchierando e sorridendo con la mia famiglia. Oltre a frasi del tipo “non state ascoltando, cosa ho appena detto?” riferite ad altri adulti, che abbiamo trovato tutti abbastanza pesanti, ha continuato a guardare nella nostra direzione mentre parlava, perché sicuro che lo stessimo prendendo in giro, finché non è arrivato a interrompere nuovamente il suo discorso per chiedermi di nuovo, di fronte a tutto il gruppo, se ci fosse qualche problema perché è dall’inizio che mi vede ridere e parlare. A quel punto purtroppo si è verificata una discussione molto spiacevole tra lui e vari partecipanti che si sono stancati della sua mancanza di professionalità, maleducazione e evidenti insicurezze che purtroppo gli impediscono di svolgere il suo lavoro al meglio. Dopo pochi minuti ci ha chiesto scusa, ma nonostante questo, ha continuato a mandare frecciatine e provocazioni fino alla fine del giro. È triste notare che ci sia un’altra recensione di 6 mesi fa, simile alla nostra esperienza. Mi fa pensare che ci siano chiari problemi personali da parte della guida, che appena vede qualcuno sorridere o parlare, in un contesto che dovrebbe essere allegro e rilassato, si sente attaccato e vittima di critiche. Davvero un peccato che un posto così bello e interessante sia stato rovinato per la maggior parte dei partecipanti, che dopo aver visto il suo atteggiamento, hanno perso l’interesse di continuare ad ascoltare, preferendo...
Read more