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Nuraghe Piscu (S'Omu 'e S'Orcu) — Attraction in Sueddi/Suelli

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Nuraghe Piscu (S'Omu 'e S'Orcu)
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Nuraghe Piscu (S'Omu 'e S'Orcu)
ItalySardiniaSueddi/SuelliNuraghe Piscu (S'Omu 'e S'Orcu)

Basic Info

Nuraghe Piscu (S'Omu 'e S'Orcu)

SS 128 Centrale Sarda, 09040 Suelli Provincia di Cagliari, Italy
4.8(223)
Open 24 hours
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Ratings & Description

Info

Cultural
Outdoor
Family friendly
Off the beaten path
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Fri, Jan 2 • 9:15 AM
09029, Tuili, Sardegna, Italy
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Reviews of Nuraghe Piscu (S'Omu 'e S'Orcu)

4.8
(223)
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5.0
2y

Sardinia is famous, amongst those who know anyway, for its profusion of Bronze Age sites. These are called nuraghe and are similar to the Scottish brochs but larger and a thousand years earlier. Basically they are a big tower - maybe 3m thick - with spiral staircase built in to the walls to give access to the roof and upper floors. Larger sites have multiples of these linked by curtain walls and possibly surrounded by village huts and they are unique to this area.

Our first stop was a drive about 45 minutes north from Cagliari to Nuraghe Piscu, one of the 7000 or so of these structures discovered on the island. The drive was really lovely as we weren't in any rush and the scenery was fantastic, with the plain at almost sea level below us as we climbed up into the hills. We saw flocks of goats and had to pause at one point as the farmer was driving his cattle down the road.

Niraghe Piscu was the 'least' of the ones we were visiting during the day - it was not a tourist site and was basically abandoned amongst some fields. We drove a very bumpy and narrow farm track and parked a little way away before walking to the site. This really added to it as so many fields in Sardinia seem to be left to go wild and there was a real profusion of wildflowers either side of us and the drone of bees and butterflies flapping around.

The structure was far bigger than it appeared from the road, with multiple rooms around the tower and extremely solid for something built 2500 years ago. As we were leaving another couple turned up to visit which was good to see as it needed a bit of investment to clear the undergrowth and make it more accessible so raising its...

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5.0
21w

Nuraghe Piscu - Suelli

Il Nuraghe Piscu è un imponente complesso nuragico con villaggio annesso, appartenente alle fasi finali dell’Età del Bronzo e alla successiva Età del Ferro.  Sorge in posizione strategica su una collina marnosa a 250 mt s.l.m. Il sito è noto anche con i nomi “Sa Turri”, “Sa Domu de S’Orcu” e “Nuraxi Biscobu”, suggerendo legami medievali con la proprietà episcopale suellese. È costituito da una torre centrale con diametro di 11 metri e altezza residua di 9,10 metri, priva della scala che conduce alla terrazza. All’interno, la camera circolare misura 5,20 metri di diametro ed è alta 2 metri. Attorno alla torre si sviluppa un bastione quadrilobato che include un cortile a cielo aperto, accessibile tramite un corridoio con nicchie laterali. Le mura sono costruite con blocchi di marna subquadrati, disposti a secco su filari regolari. L’intero complesso è inoltre cinto da un antemurale turrito che racchiude capanne circolari e vani rettangolari. Il sito presenta tracce di frequentazione continue dal XVI al VII secolo a.C., come attestano le stratigrafie che identificano vari momenti abitativi. Nonostante si ipotizzi una fase medievale, non sono stati rinvenuti materiali riconducibili a quell’epoca, né sono stati studiati reperti di epoca romana. Numerosi reperti testimoniano un’intensa frequentazione e attività produttiva: ·        una grande giarra interrata e coperta da una lapide, con tracce di ostriche, cenere, corna di cervo, zanne di cinghiale e ossa di capre ·        pezzi di macine in pietra vulcanica provenienti da Nurri e marmo bardiglio (probabilmente da Mandas) probabilmente utilizzato come conciatoio per pelli ·        una lancia in bronzo lunga 50 cm, insieme a frammenti metallici ossidati e vasellame ·        due modellini di nuraghe in pietra calcarea tenera, uno forse votivo alto 4,2 cm con diametro di 15,5   e l’altro alto 15 cm, stesso diametro ma privo di decorazioni vennero rinvenuti nel cortile del quadrilobato ·        grano carbonizzato rinvenuto nella torre sud-est in una conca ovale in bronzo ·        reperti provenienti da contesti locali, etruschi e greci, tra cui una protome di cervo in bronzo collegata a una navicella ·        un’ anfora fenicia e 322 reperti recuperati negli anni ’80 ·        materiali esposti al Museo “A. Sanna” di Sassari (pestelli, bacile di rame, vasellame decorato) e al Museo Archeologico di Cagliari (matrice di fusione probabilmente di una spada o uno scalpello) ·        un pozzo scoperto nel cortile interno, contenente tre fittili esposti a Bologna nel 1871: una brocca askoide decorata, una pseudoanfora/fiasca da pellegrino e una lucerna cuoriforme priva di manico ·        una fornace nella capanna n. 4 e una vasca di lavorazione artigianale, associata a cenere, resti faunistici e fittili vascolari; anche la capanna n. 5 ospita un forno e una vasca

In ordine cronologico: 1854: l’archeologo Giovanni Spano visita il sito, allora semisepolto 1860: primo sgombero, effettuato casualmente dal proprietario del terreno il Cav. Bartolomeo Casu ma rivelatore di una camera centrale intatta 1918: l’archeologoTaramelli segnala una steatite frammentaria di 24 cm proveniente dal          nuraghe 1962: l’archeologo Lilliu classifica il complesso come quadrilobato, con quattro torri agli              angoli 1974: varie arature sul pendio riportano alla luce materiali anche di provenienza esterna           all’isola 1980/1986: scavi sotto Vincenzo Santoni evidenziano attività artigianali e scoperte   significative come il pozzo non rilevato da Lilliu

Purtroppo, alcune operazioni di scavo (in particolare nel XIX secolo) furono condotte senza alcun criterio stratigrafico, senza catalogazione né supervisione scientifica. Parti della struttura vennero demolite nel 1800 per accedere alla camera centrale, e la “stela quadrata su piedistallo rotondo” menzionata da Spano nel 1867 non è...

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4.0
6y

Il Piscu è un maestoso nuraghe complesso, formato da una torre principale cui fu aggiunto un bastione con quattro torri angolari. Il monumento è situato all'interno di un antemurale pentalobato che difende l'abitato adiacente. Le strutture sono realizzate con blocchi di marna calcarea accuratamente lavorati e disposti su filari regolari. La torre principale, circolare (diametro m 11,00; altezza m 9,10), ha l'ingresso rivolto a sud-est (larghezza m 0,98), coperto da un architrave (m 1,52 x 0,60 x 0,72) con sovrastante finestrino di scarico. Il corridoio retrostante (lunghezza m 3,22; larghezza m 1,10/1,40; altezza m 3,05), a sezione angolare, presenta due nicchie contrapposte (profondità m 1,90; larghezza di m 0,90; altezza m 1,50 - larghezza m 0,70; altezza m 1,60). L'andito introduce nell'ampia camera eccentrica e circolare (diametro m 5,20; altezza m 5,00) - priva di vani sussidiari - costruita con blocchi sbozzati e posti su filari orizzontali con l'ausilio di zeppe di rincalzo e di malta di fango. Non si conserva traccia della scala, sia nell'andito che nella camera, per cui è ipotizzabile che l'accesso alla sommità della torre avvenisse dagli spalti. Il bastione (m 34,60 x 33,30) presenta uno schema di pianta insolito: le cortine retto-curvilinee, infatti, raccordano quattro torri secondarie, due delle quali contigue, per cui la planimetria generale sembra quella di un trilobato, più che di un quadrilobato. Al corpo aggiunto si accede mediante un ingresso aperto a sud-est, con retrostante corridoio sulle cui pareti si aprono due nicchie contrapposte. Il corridoio sfocia nel cortile, di pianta irregolare (m 10,40 x 3,20), sul quale si aprono gli ingressi di tre torri secondarie: quella affrontata al mastio e le due torri contigue disposte a sinistra di questa. Le torri contigue presentano dimensioni differenti: la torre anteriore, simile per dimensioni al mastio (diametro m 11,20), presenta l'ingresso aperto sul cortile, orientato a nord-ovest (larghezza m 0,75; altezza m 0,50) e sormontato da un'architrave (m 1,40 X 0,00 X 0,40). La porta immette in un andito strombato (lunghezza m 1,88; larghezza m 1,00/1,50; altezza m 1,90) che conduce nella camera, decentrata e circolare (diametro m 5,50; altezza m 3,00), dotata di numerose feritoie (larghezza m 0,45; altezza m 0,70). Nelle pareti dell'ambiente si aprono tre nicchie ed un vano con pianta a T che presenta sulla parete destra l'ingresso di una scala che doveva condurre al piano superiore. La piccola torre addossata sul lato nord (diametro m 5,50) conserva un vano interno circolare (diametro m 2,80) al quale si accede mediante un breve andito strombato (lunghezza m 2,10; larghezza m 0,80/1,30). La torre edificata sullo stesso asse dell'ingresso al mastio (diametro m 8,00) presenta una camera circolare (diametro m 3,80) – con feritoie - accessibile dal cortile mediante un andito rettangolare (lunghezza m 2,10; larghezza m 1,00) affrontato all'apertura della torre principale. La torre di retroprospetto (diametro m 8,00) presenta un vano circolare privo di spazi sussidiari. Nella cortina muraria della fronte, compresa tra le due torri di prospetto è risparmiata un nicchia con pozzo. Intorno al monumento si sviluppa un antemurale che ingloba diverse torri, alquanto sporgenti sul profilo delle cortine di raccordo: la torretta a est del nuraghe presenta una pianta circolare (diametro m 7,00) e un vano interno (diametro m 3,00) privo di nicchie. L'area compresa tra il nuraghe e l'antemurale è caratterizzata dalla presenza di numerose capanne circolari e quadrangolari con setti divisori. Il nuraghe presenta fasi dal 1400...

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Marcus HurleyMarcus Hurley
Sardinia is famous, amongst those who know anyway, for its profusion of Bronze Age sites. These are called nuraghe and are similar to the Scottish brochs but larger and a thousand years earlier. Basically they are a big tower - maybe 3m thick - with spiral staircase built in to the walls to give access to the roof and upper floors. Larger sites have multiples of these linked by curtain walls and possibly surrounded by village huts and they are unique to this area. Our first stop was a drive about 45 minutes north from Cagliari to Nuraghe Piscu, one of the 7000 or so of these structures discovered on the island. The drive was really lovely as we weren't in any rush and the scenery was fantastic, with the plain at almost sea level below us as we climbed up into the hills. We saw flocks of goats and had to pause at one point as the farmer was driving his cattle down the road. Niraghe Piscu was the 'least' of the ones we were visiting during the day - it was not a tourist site and was basically abandoned amongst some fields. We drove a very bumpy and narrow farm track and parked a little way away before walking to the site. This really added to it as so many fields in Sardinia seem to be left to go wild and there was a real profusion of wildflowers either side of us and the drone of bees and butterflies flapping around. The structure was far bigger than it appeared from the road, with multiple rooms around the tower and extremely solid for something built 2500 years ago. As we were leaving another couple turned up to visit which was good to see as it needed a bit of investment to clear the undergrowth and make it more accessible so raising its profile is good.
Ilaria CardellaIlaria Cardella
Nuraghe Piscu - Suelli Il Nuraghe Piscu è un imponente complesso nuragico con villaggio annesso, appartenente alle fasi finali dell’Età del Bronzo e alla successiva Età del Ferro.  Sorge in posizione strategica su una collina marnosa a 250 mt s.l.m. Il sito è noto anche con i nomi “Sa Turri”, “Sa Domu de S’Orcu” e “Nuraxi Biscobu”, suggerendo legami medievali con la proprietà episcopale suellese. È costituito da una torre centrale con diametro di 11 metri e altezza residua di 9,10 metri, priva della scala che conduce alla terrazza. All’interno, la camera circolare misura 5,20 metri di diametro ed è alta 2 metri. Attorno alla torre si sviluppa un bastione quadrilobato che include un cortile a cielo aperto, accessibile tramite un corridoio con nicchie laterali. Le mura sono costruite con blocchi di marna subquadrati, disposti a secco su filari regolari. L’intero complesso è inoltre cinto da un antemurale turrito che racchiude capanne circolari e vani rettangolari. Il sito presenta tracce di frequentazione continue dal XVI al VII secolo a.C., come attestano le stratigrafie che identificano vari momenti abitativi. Nonostante si ipotizzi una fase medievale, non sono stati rinvenuti materiali riconducibili a quell’epoca, né sono stati studiati reperti di epoca romana. Numerosi reperti testimoniano un’intensa frequentazione e attività produttiva: ·        una grande giarra interrata e coperta da una lapide, con tracce di ostriche, cenere, corna di cervo, zanne di cinghiale e ossa di capre ·        pezzi di macine in pietra vulcanica provenienti da Nurri e marmo bardiglio (probabilmente da Mandas) probabilmente utilizzato come conciatoio per pelli ·        una lancia in bronzo lunga 50 cm, insieme a frammenti metallici ossidati e vasellame ·        due modellini di nuraghe in pietra calcarea tenera, uno forse votivo alto 4,2 cm con diametro di 15,5   e l’altro alto 15 cm, stesso diametro ma privo di decorazioni vennero rinvenuti nel cortile del quadrilobato ·        grano carbonizzato rinvenuto nella torre sud-est in una conca ovale in bronzo ·        reperti provenienti da contesti locali, etruschi e greci, tra cui una protome di cervo in bronzo collegata a una navicella ·        un’ anfora fenicia e 322 reperti recuperati negli anni ’80 ·        materiali esposti al Museo “A. Sanna” di Sassari (pestelli, bacile di rame, vasellame decorato) e al Museo Archeologico di Cagliari (matrice di fusione probabilmente di una spada o uno scalpello) ·        un pozzo scoperto nel cortile interno, contenente tre fittili esposti a Bologna nel 1871: una brocca askoide decorata, una pseudoanfora/fiasca da pellegrino e una lucerna cuoriforme priva di manico ·        una fornace nella capanna n. 4 e una vasca di lavorazione artigianale, associata a cenere, resti faunistici e fittili vascolari; anche la capanna n. 5 ospita un forno e una vasca In ordine cronologico: 1854: l’archeologo Giovanni Spano visita il sito, allora semisepolto 1860: primo sgombero, effettuato casualmente dal proprietario del terreno il Cav. Bartolomeo Casu ma rivelatore di una camera centrale intatta 1918: l’archeologoTaramelli segnala una steatite frammentaria di 24 cm proveniente dal          nuraghe 1962: l’archeologo Lilliu classifica il complesso come quadrilobato, con quattro torri agli              angoli 1974: varie arature sul pendio riportano alla luce materiali anche di provenienza esterna           all’isola 1980/1986: scavi sotto Vincenzo Santoni evidenziano attività artigianali e scoperte   significative come il pozzo non rilevato da Lilliu Purtroppo, alcune operazioni di scavo (in particolare nel XIX secolo) furono condotte senza alcun criterio stratigrafico, senza catalogazione né supervisione scientifica. Parti della struttura vennero demolite nel 1800 per accedere alla camera centrale, e la “stela quadrata su piedistallo rotondo” menzionata da Spano nel 1867 non è stata ritrovata.
Michele MarrasMichele Marras
Il Piscu è un maestoso nuraghe complesso, formato da una torre principale cui fu aggiunto un bastione con quattro torri angolari. Il monumento è situato all'interno di un antemurale pentalobato che difende l'abitato adiacente. Le strutture sono realizzate con blocchi di marna calcarea accuratamente lavorati e disposti su filari regolari. La torre principale, circolare (diametro m 11,00; altezza m 9,10), ha l'ingresso rivolto a sud-est (larghezza m 0,98), coperto da un architrave (m 1,52 x 0,60 x 0,72) con sovrastante finestrino di scarico. Il corridoio retrostante (lunghezza m 3,22; larghezza m 1,10/1,40; altezza m 3,05), a sezione angolare, presenta due nicchie contrapposte (profondità m 1,90; larghezza di m 0,90; altezza m 1,50 - larghezza m 0,70; altezza m 1,60). L'andito introduce nell'ampia camera eccentrica e circolare (diametro m 5,20; altezza m 5,00) - priva di vani sussidiari - costruita con blocchi sbozzati e posti su filari orizzontali con l'ausilio di zeppe di rincalzo e di malta di fango. Non si conserva traccia della scala, sia nell'andito che nella camera, per cui è ipotizzabile che l'accesso alla sommità della torre avvenisse dagli spalti. Il bastione (m 34,60 x 33,30) presenta uno schema di pianta insolito: le cortine retto-curvilinee, infatti, raccordano quattro torri secondarie, due delle quali contigue, per cui la planimetria generale sembra quella di un trilobato, più che di un quadrilobato. Al corpo aggiunto si accede mediante un ingresso aperto a sud-est, con retrostante corridoio sulle cui pareti si aprono due nicchie contrapposte. Il corridoio sfocia nel cortile, di pianta irregolare (m 10,40 x 3,20), sul quale si aprono gli ingressi di tre torri secondarie: quella affrontata al mastio e le due torri contigue disposte a sinistra di questa. Le torri contigue presentano dimensioni differenti: la torre anteriore, simile per dimensioni al mastio (diametro m 11,20), presenta l'ingresso aperto sul cortile, orientato a nord-ovest (larghezza m 0,75; altezza m 0,50) e sormontato da un'architrave (m 1,40 X 0,00 X 0,40). La porta immette in un andito strombato (lunghezza m 1,88; larghezza m 1,00/1,50; altezza m 1,90) che conduce nella camera, decentrata e circolare (diametro m 5,50; altezza m 3,00), dotata di numerose feritoie (larghezza m 0,45; altezza m 0,70). Nelle pareti dell'ambiente si aprono tre nicchie ed un vano con pianta a T che presenta sulla parete destra l'ingresso di una scala che doveva condurre al piano superiore. La piccola torre addossata sul lato nord (diametro m 5,50) conserva un vano interno circolare (diametro m 2,80) al quale si accede mediante un breve andito strombato (lunghezza m 2,10; larghezza m 0,80/1,30). La torre edificata sullo stesso asse dell'ingresso al mastio (diametro m 8,00) presenta una camera circolare (diametro m 3,80) – con feritoie - accessibile dal cortile mediante un andito rettangolare (lunghezza m 2,10; larghezza m 1,00) affrontato all'apertura della torre principale. La torre di retroprospetto (diametro m 8,00) presenta un vano circolare privo di spazi sussidiari. Nella cortina muraria della fronte, compresa tra le due torri di prospetto è risparmiata un nicchia con pozzo. Intorno al monumento si sviluppa un antemurale che ingloba diverse torri, alquanto sporgenti sul profilo delle cortine di raccordo: la torretta a est del nuraghe presenta una pianta circolare (diametro m 7,00) e un vano interno (diametro m 3,00) privo di nicchie. L'area compresa tra il nuraghe e l'antemurale è caratterizzata dalla presenza di numerose capanne circolari e quadrangolari con setti divisori. Il nuraghe presenta fasi dal 1400 al 1000 a.C.
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Nuraghe Piscu - Suelli Il Nuraghe Piscu è un imponente complesso nuragico con villaggio annesso, appartenente alle fasi finali dell’Età del Bronzo e alla successiva Età del Ferro.  Sorge in posizione strategica su una collina marnosa a 250 mt s.l.m. Il sito è noto anche con i nomi “Sa Turri”, “Sa Domu de S’Orcu” e “Nuraxi Biscobu”, suggerendo legami medievali con la proprietà episcopale suellese. È costituito da una torre centrale con diametro di 11 metri e altezza residua di 9,10 metri, priva della scala che conduce alla terrazza. All’interno, la camera circolare misura 5,20 metri di diametro ed è alta 2 metri. Attorno alla torre si sviluppa un bastione quadrilobato che include un cortile a cielo aperto, accessibile tramite un corridoio con nicchie laterali. Le mura sono costruite con blocchi di marna subquadrati, disposti a secco su filari regolari. L’intero complesso è inoltre cinto da un antemurale turrito che racchiude capanne circolari e vani rettangolari. Il sito presenta tracce di frequentazione continue dal XVI al VII secolo a.C., come attestano le stratigrafie che identificano vari momenti abitativi. Nonostante si ipotizzi una fase medievale, non sono stati rinvenuti materiali riconducibili a quell’epoca, né sono stati studiati reperti di epoca romana. Numerosi reperti testimoniano un’intensa frequentazione e attività produttiva: ·        una grande giarra interrata e coperta da una lapide, con tracce di ostriche, cenere, corna di cervo, zanne di cinghiale e ossa di capre ·        pezzi di macine in pietra vulcanica provenienti da Nurri e marmo bardiglio (probabilmente da Mandas) probabilmente utilizzato come conciatoio per pelli ·        una lancia in bronzo lunga 50 cm, insieme a frammenti metallici ossidati e vasellame ·        due modellini di nuraghe in pietra calcarea tenera, uno forse votivo alto 4,2 cm con diametro di 15,5   e l’altro alto 15 cm, stesso diametro ma privo di decorazioni vennero rinvenuti nel cortile del quadrilobato ·        grano carbonizzato rinvenuto nella torre sud-est in una conca ovale in bronzo ·        reperti provenienti da contesti locali, etruschi e greci, tra cui una protome di cervo in bronzo collegata a una navicella ·        un’ anfora fenicia e 322 reperti recuperati negli anni ’80 ·        materiali esposti al Museo “A. Sanna” di Sassari (pestelli, bacile di rame, vasellame decorato) e al Museo Archeologico di Cagliari (matrice di fusione probabilmente di una spada o uno scalpello) ·        un pozzo scoperto nel cortile interno, contenente tre fittili esposti a Bologna nel 1871: una brocca askoide decorata, una pseudoanfora/fiasca da pellegrino e una lucerna cuoriforme priva di manico ·        una fornace nella capanna n. 4 e una vasca di lavorazione artigianale, associata a cenere, resti faunistici e fittili vascolari; anche la capanna n. 5 ospita un forno e una vasca In ordine cronologico: 1854: l’archeologo Giovanni Spano visita il sito, allora semisepolto 1860: primo sgombero, effettuato casualmente dal proprietario del terreno il Cav. Bartolomeo Casu ma rivelatore di una camera centrale intatta 1918: l’archeologoTaramelli segnala una steatite frammentaria di 24 cm proveniente dal          nuraghe 1962: l’archeologo Lilliu classifica il complesso come quadrilobato, con quattro torri agli              angoli 1974: varie arature sul pendio riportano alla luce materiali anche di provenienza esterna           all’isola 1980/1986: scavi sotto Vincenzo Santoni evidenziano attività artigianali e scoperte   significative come il pozzo non rilevato da Lilliu Purtroppo, alcune operazioni di scavo (in particolare nel XIX secolo) furono condotte senza alcun criterio stratigrafico, senza catalogazione né supervisione scientifica. Parti della struttura vennero demolite nel 1800 per accedere alla camera centrale, e la “stela quadrata su piedistallo rotondo” menzionata da Spano nel 1867 non è stata ritrovata.
Ilaria Cardella

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Il Piscu è un maestoso nuraghe complesso, formato da una torre principale cui fu aggiunto un bastione con quattro torri angolari. Il monumento è situato all'interno di un antemurale pentalobato che difende l'abitato adiacente. Le strutture sono realizzate con blocchi di marna calcarea accuratamente lavorati e disposti su filari regolari. La torre principale, circolare (diametro m 11,00; altezza m 9,10), ha l'ingresso rivolto a sud-est (larghezza m 0,98), coperto da un architrave (m 1,52 x 0,60 x 0,72) con sovrastante finestrino di scarico. Il corridoio retrostante (lunghezza m 3,22; larghezza m 1,10/1,40; altezza m 3,05), a sezione angolare, presenta due nicchie contrapposte (profondità m 1,90; larghezza di m 0,90; altezza m 1,50 - larghezza m 0,70; altezza m 1,60). L'andito introduce nell'ampia camera eccentrica e circolare (diametro m 5,20; altezza m 5,00) - priva di vani sussidiari - costruita con blocchi sbozzati e posti su filari orizzontali con l'ausilio di zeppe di rincalzo e di malta di fango. Non si conserva traccia della scala, sia nell'andito che nella camera, per cui è ipotizzabile che l'accesso alla sommità della torre avvenisse dagli spalti. Il bastione (m 34,60 x 33,30) presenta uno schema di pianta insolito: le cortine retto-curvilinee, infatti, raccordano quattro torri secondarie, due delle quali contigue, per cui la planimetria generale sembra quella di un trilobato, più che di un quadrilobato. Al corpo aggiunto si accede mediante un ingresso aperto a sud-est, con retrostante corridoio sulle cui pareti si aprono due nicchie contrapposte. Il corridoio sfocia nel cortile, di pianta irregolare (m 10,40 x 3,20), sul quale si aprono gli ingressi di tre torri secondarie: quella affrontata al mastio e le due torri contigue disposte a sinistra di questa. Le torri contigue presentano dimensioni differenti: la torre anteriore, simile per dimensioni al mastio (diametro m 11,20), presenta l'ingresso aperto sul cortile, orientato a nord-ovest (larghezza m 0,75; altezza m 0,50) e sormontato da un'architrave (m 1,40 X 0,00 X 0,40). La porta immette in un andito strombato (lunghezza m 1,88; larghezza m 1,00/1,50; altezza m 1,90) che conduce nella camera, decentrata e circolare (diametro m 5,50; altezza m 3,00), dotata di numerose feritoie (larghezza m 0,45; altezza m 0,70). Nelle pareti dell'ambiente si aprono tre nicchie ed un vano con pianta a T che presenta sulla parete destra l'ingresso di una scala che doveva condurre al piano superiore. La piccola torre addossata sul lato nord (diametro m 5,50) conserva un vano interno circolare (diametro m 2,80) al quale si accede mediante un breve andito strombato (lunghezza m 2,10; larghezza m 0,80/1,30). La torre edificata sullo stesso asse dell'ingresso al mastio (diametro m 8,00) presenta una camera circolare (diametro m 3,80) – con feritoie - accessibile dal cortile mediante un andito rettangolare (lunghezza m 2,10; larghezza m 1,00) affrontato all'apertura della torre principale. La torre di retroprospetto (diametro m 8,00) presenta un vano circolare privo di spazi sussidiari. Nella cortina muraria della fronte, compresa tra le due torri di prospetto è risparmiata un nicchia con pozzo. Intorno al monumento si sviluppa un antemurale che ingloba diverse torri, alquanto sporgenti sul profilo delle cortine di raccordo: la torretta a est del nuraghe presenta una pianta circolare (diametro m 7,00) e un vano interno (diametro m 3,00) privo di nicchie. L'area compresa tra il nuraghe e l'antemurale è caratterizzata dalla presenza di numerose capanne circolari e quadrangolari con setti divisori. Il nuraghe presenta fasi dal 1400 al 1000 a.C.
Michele Marras

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