Pietramontecorvino nasconde nel suo piccolo territorio un’affascinante storia che necessita di essere conosciuta. Questo borgo della Daunia, infatti, è particolarmente conosciuto per la presenza della Sedia del Diavolo. Quello che potrebbe far pensare a un’affascinante sedia della tortura, utilizzata magari in passato, non è altro che un vecchio rudere, appartenente alla vecchia torre quadrangolare presente nell’antica città medievale di Montecorvino. Il suo nome strano ma al tempo stesso pauroso deriva proprio dalla sua forma, che ricorda appunto quella di un sedile. Questo rudere, che si erge solitario sulla collina, è l’unica testimonianza dell’antica città di Montecorvino, sorta intorno all’anno Mille. La Sedia del Diavolo domina quindi il sito archeologico di Montecorvino, luogo in cui sono stati anche trovati i resti della cattedrale un tempo dimora di Sant’Alberto. L’unico reperto dell’antico splendore di Montecorvino, quindi, si erge con una tecnica muraria a doppio parametro, la cui costruzione di 24 metri la fa poggiare su una base quadrangolare di 120 metri quadrati. Questi unici due ritrovamenti sono gli unici che riassumono l’antico splendore della città medievali, dalle cui ceneri è nata Motta Montecorvino, piccolo centro del Subappennino Dauno che dista poco più di 40 km dalla città di Foggia. La torre nota con il nome di Sedia del Diavolo, quindi, ricorda nel suo assordante silenzio gli antichi ruderi della città di Montecorvino, che è stata distrutta nel 1137. Nel Medioevo, questa meraviglia architettonica si erigeva fiera sulla sua cittadina fortificata per permettere di scorgere l’arrivo dei nemici. Nonostante ciò, però, Ruggero d’Altavilla riuscì ad avere la meglio rendendo tutto in macerie. Oggi, invece, questo rudere rappresenta ciò che resta dei fasti del tempo: un trono che predomina sul verde della Daunia e che affascina giornalmente i curiosi e i fedeli del culto di Sant’Alberto. Per visitare la Sedia del Diavolo bisognerà imboccare dalla Strada Statale 17, in direzione Campobasso, l’uscita per Motta Montecorvino. Sarà possibile scorgere la torre dopo qualche metro sulla destra, sulla strada di...
Read moreTorre appartenente all'antica città di Montecorvino risalente all'XI secolo attualmente oggetto di importanti scavi archeologici nonché meta, unitamente ai ruderi dell'antica Cattedrale, di pellegrinaggio fin dal 1889 da parte dei fedeli di Pietramontecorvino devoti al Santo Patrono Alberto da Montecorvino il 16 maggio di ogni anno. Sta preoccupantemente prendendo piede l'utilizzo dell'appellativo "sedia del diavolo" (in qlc commento ho letto anche "dente del diavolo") del tutto privo di qualsiasi fondamento storico e frutto di bizzarre trovate giornalistiche e/o "sedicenti" guide locali che non conoscono la storia del territorio. Per chi è nato e cresciuto a Pietramontecorvino quel posto è "A tor d Sant'Lbert" (la torre di Sant'Alberto) altri appellativi profanano la storia, le tradizioni ed il culto centenario di un popolo. Ho ritenuto doveroso intervenire proponendo a googlemaps (modifica nome sito eliminando: "la sedia del diavolo") ed i lettori tutti del "sentimento locale" tutto il resto è...
Read moreDire che la Torre di Montecorvino si trova in mezzo al nulla non è propriamente la verità. La cosiddetta Sedia del diavolo si trova, infatti nello stupendo ❤️ selvaggio del Subappennino dauno. Vale la pena fare questa escursione a portata di tutti, con i monti che fanno da cornice a questi stupendi resti della antica città medievale di Montecorvino, risalente all’epoca bizantina. È facilmente raggiungibile attraverso una stradina di campagna in terra battuta, che conduce a poche centinaia di metri dal sito della antica città di Montecorvino, distrutta e poi abbandonata a metà del XV secolo. Le campagne di scavi, svolte finora, hanno dato alla luce ritrovamenti importanti e da valorizzare: dai resti della Cattedrale a numerose tombe e fosse granarie. Tra Montecorvino e Motta Montecorvino vi era un importante Centro ancora tutto da studiare, ma anche da scoprire e da riscoprire da parte di noi tutti....
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