La parrocchiale di S. Maria del Regno fu cappella palatina di Ardar, capitale del giudicato turritano. Il territorio di Ardara ha tracce di frequentazione in età nuragica e romana. L’insediamento della corte giudicale avvenne nel quadro di un’autentica rifondazione, al momento della fabbrica del castello e della cappella palatina per iniziativa di Giorgia, sorella di Gonnario-Comita giudice di Torres e di Arborea, padre di Torcotorio-Barisone I de Lacon-Gunale (documentato nel 1065). Del castello sopravvivono il rudere (alto quasi m 12) di una torre in laterizio con doppia cortina di conci calcarei e trachitici in opera bicroma non regolare, varie porzioni di paramento litico o laterizio incorporate in fabbriche seriori ed elementi architettonici con decoro fitomorfo. Allo spoglio delle sue strutture, operato fin dal 1798, si aggiunse la demolizione sistematica nel 1820-30, per la fabbrica della Casa comunale. Sino al 1858 ne restava «porzione da 15 metri» della torre a canna quadrangolare «nell’angolo della fortezza che aveva la figura di un rettangolo da levante a ponente» (G. Spano). Nel 1898-99 all’interno della chiesa fu rimosso il monumento funebre del giudice turritano Costantino II de Lacon-Gunale (morto nel 1198), segnalato nel 1869 da Heinrich von Maltzan, e fu individuato un lacerto pavimentale in lastroni calcarei, da riferire alla fabbrica romanica intrapresa ante 1065 e conclusa nel 1107, come attesta l’epigrafe di consacrazione dell’altare maggiore. Cappella e campanile (affiancato a nordovest, con canna quadrata oggi mozza) sono in conci trachitici di media pezzatura e tonalità scurissime, tagliati in cave locali, e si caratterizzano per soluzioni lombarde, mediate da un architetto continentale e dalle sue maestranze, probabilmente pisane. L’impianto è trinavato con abside a nordest; la navata mediana ha tetto ligneo, mentre ogni navatella è voltata a crociera. I setti divisori sono ad archi su pilastri cilindrici, con basi modanate e capitelli eseguiti ad hoc, sormontati da abaco a tavoletta. Sull’abaco poggia il sottarco fra campatelle contigue, che scarica sul capitello della lesena nel muro perimetrale, rinfiancata da un primo e da ulteriore risalto, ottenuti prolungando fino a terra la linea d’intersezione della crociera e il piedritto dell’arco generatore della volta. All’esterno il telaio strutturale è dato da zoccolo a scarpa, larghe paraste d’angolo e piatte lesene, raccordate da archetti su peducci sgusciati, scalettati o dentellati. Nei frontoni gli archetti sono paralleli allo spiovente, la cornice di base poggia su mensole e al centro si apre una luce cruciforme. Nella facciata la bifora ha leggero rincasso, con colonnina, capitello a stampella e nella vela un alloggio per bacino ceramico; il portale è architravato con arco di scarico a sesto rialzato e sopracciglio modanato. Nell’abside le monofore sono gradonate e le basi delle paraste mediane decorate con doppia modanatura attorta; l’estradosso del catino è segnato da cornice a doppio listello. In ogni fianco si aprono monofore del tipo arcaico a gradoni, però architravate con luce centinata. All’interno si conservavano «tracce debolissime» di intonaci dipinti, giudicati del XII...
Read moreLa Basilica di Nostra Signora del Regno è un vero gioiello dell’architettura sacra, situata nel cuore di una cornice paesaggistica che invita al raccoglimento. Questo luogo di culto colpisce immediatamente il visitatore per la sua maestosità e il suo profondo significato spirituale.
Il punto focale della basilica è senza dubbio il retablo, un’opera d’arte che lascia senza fiato per la sua bellezza e complessità. Realizzato con una maestria incredibile, il retablo si distingue per i dettagli finemente scolpiti, le tonalità dorate e la perfetta simmetria. Le scene sacre raffigurate sembrano quasi prendere vita, con un’intensità che cattura l’occhio e l’anima di chi le osserva. Ogni singolo elemento racconta una storia, creando un percorso visivo che guida lo sguardo dal basso verso l’alto, quasi come una preghiera che sale verso il cielo.
La luce naturale che filtra dalle vetrate illumina l’altare in modo delicato, conferendo al retablo un’aura ancora più mistica. La sensazione che si prova di fronte a questa magnificenza è quella di trovarsi in un luogo fuori dal tempo, dove arte e fede si fondono in una sublime armonia.
La basilica, oltre alla sua indiscutibile bellezza architettonica, è anche un importante punto di riferimento spirituale, frequentato da pellegrini e fedeli in cerca di pace e ispirazione. Il suo ambiente raccolto e solenne invita alla meditazione, mentre la grandiosità del retablo eleva l’animo verso l’infinito.
Se cercate un luogo dove la bellezza artistica incontra la sacralità, la Basilica di Nostra Signora del Regno è una tappa imprescindibile. Una visita che non solo appaga lo sguardo, ma tocca...
Read moreNon so come, chiacchierando con la guida a Sant'Antioco di Bisarcio, esce fuori il Retablo (che fino al giorno prima nemmeno sapevo cosa fosse). Forse perchè dico che mi è piaciuto quello visto in mattinata alla chiesa di San Pietro delle Immagini a Bulzi. Lei sorride e mi dice: "se non hai visto quello di Ardara, non hai visto niente". Sono le cinque, fa ancora caldo, ho già pedalato almeno 60 km, ma quelle sono parole che pesano, così mi faccio coraggio e attacco la breve ma ripida ascesa ad Ardara. E finalmente raggiungo la Basilica di Nostra Signora del Regno, sistemata su uno sperone di roccia proprio all'ingresso del paese, imponente, quasi intimidatoria, nera come la pece. Entro e .... in certi casi le parole non servono. Sono rimasto fermo a bocca aperta, ma veramente aperta, per almeno mezzo minuto. Se non avete visto il retablo di Ardara, la perla rossa come il fuoco nascosta dentro la sua enorme conchiglia nera, davvero non avete visto...
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