Il mio viaggio è iniziato prendendo il treno da Milano Centrale arrivando fino a Lecco. Successivamente ho preso il pullman D35 e sono sceso a Casere. Il tragitto tra treno e pullman è durato all’incirca 1h ed è stato economico, tranquillo e tutto sommato piacevole. Una volta sceso imbocco via Cadere proseguo sempre dritto fino ad arrivare all’inizio del percorso indicato dal cartello Monti Due Bianchi. La salita è abbastanza faticosa, e per me che era la mia prima, l’ho sentita parecchio. Dopo circa 15 min ho trovato una fontana e ho riempito le due borracce (consiglio di portarne anche 3 perché poi nella strada di andata non se ne trovano più). Il sentiero è per una parte roccioso e per l’altra foglioso, in generale però è bene stare attenti dove mettete i piedi poiché scivolare è molto semplice. Seguendo ci saranno dei punti in cui più pianeggianti in cui potete riposare di più e che riconoscerete perché vedrete delle abitazioni. Siamo arrivati in cima e la vista è mozzafiato ma anche qui attenzione: la stradina che porta alla croce è stretta e ripida e divide i due stra piombi. Andate piano e senza fretta. Una volta arrivati alla croce riposatevi e godetevi l’incredibile vista in cui si vede il lago di Lecco e tanti monti. Ora è tempo di scendere la discesa è tutt’altro che semplice in quanto caratterizzata da ghiaia e rocce. In generale la prima è più piacevole rispetto al percorso di andata perché piu aperta e meno coperta dagli alberi. Durante il percorso ci sono delle abitazioni, alcune abbandonate altre chiuse, ma che in generale sono ottime per riposare. L’ultimo pezzo è la parte più facile e meno faticosa, una bella ricompensa dopo una camminata così lunga. C’è anche una casa con dei cavalli che pascolano e per chi come me viene dalla città vedere questi animali è sempre speciale. Ultimo tratto: lo riconoscete perché caratterizzato da un piccolo fiume. Ho riempito le mie borracce e bevuto un’acqua pulita e freschissima. La camminata in media dura 4h ma dipende sempre da quanto siete allenati. Seguite le strisce rosso-bianco sugli alberi che vi indicano il percorso, sopratutto quello di andata ma sopratutto godetevi la natura e la vita che c’è al...
   Read moreHo lasciato l'auto alla culmine di San Pietro, in corrispondenza dell'omonimo ristorante, e ho imboccato il sentiero per la vetta del Monte Due Mani seguendo il segnavia posto pochi metri dopo il parcheggio. Il primo tratto presenta pendenze blande, qualche spianata e anche un paio di leggeri tratti in discesa, su strada carrabile. In seguito, il sentiero prende una brusca svolta a destra, sempre ben segnalata, e si inerpica su un pendio erboso, con qualche piccolo tratto boschivo, sempre mantenendo una pendenza blanda, con brevi strappi più ripidi, fino all'Alpe di Desio. Da lì, inizia una piacevole discesa (meno piacevole al ritorno) all'interno di un bosco ben ombreggiato, molto gradita in estate, fino a un pascolo dove ci si ricongiunge con il sentiero proveniente da Morterone e da cui ricomincia la salita, suddivisa in due parti: una prima metà boschiva e una seconda metà , la più ripida, completamente esposta al sole. Lungo l'ultima parte, in estate, fa davvero molto caldo, ricordatevi sempre cappellino o bandana e crema solare. Il sentiero diventa una traccia di sassi e ghiaia in mezzo all'erba, fino a un bivio tramite il quale si può raggiungere la vetta facendo la direttissima (più ripida, con un pezzettino di sentiero in cresta) o il giro più lungo, con una pendenza più morbida. Io ho percorso la direttissima a salire e la variante bassa a scendere. Se non si soffre di vertigini e non si ha paura di percorrere tratti esposti, il pezzettino di cresta sicuramente merita di essere percorso, per il bellissimo panorama che si apre sulla Brianza. Carino il bivacco, aperto quando sono andata io, e soddisfacente la vista dalla vetta, che ripaga della fatica. Per scendere, sono consigliate le racchette da trekking, se soffrite di dolori...
   Read moreSono partita da Ballabio. La prima mia difficoltà è stata trovare l’attacco del sentiero e poi ovviamente il parcheggio. La partenza è sulla provinciale, andando verso balisco sulla dx. C’è una fermata dell’autobus e un piccolo parcheggio che ho trovato pieno. Ho fatto fatica a trovarli anche intorno, sarà stata per l’ora, e molti il fine settimana e festivi sono con disco orario. Il sentiero 30 inizia prendendo la via a fianco al parcheggio. La prima mezz’oretta è molto tranquilla, si passa la Baita del Bertu e Peppo e poi tutto diventa molto più ripido, stretto e faticoso. Tutto è molto segnalato. Per la maggior parte del tempo si è esposti al sole. L’ultimo pezzo, quando si comincia ad intravedere la croce credo sia quello un po’ più tecnico, tra passaggi stretti in mezzo alle rocce ma nulla di impossibile e non si necessità attrezzatura particolare. Ho trovato, però, molto utili le racchette, soprattutto consigliate per il ritorno che per le mie ginocchia sarebbe stato impossibile riuscirci altrimenti vista la pendenza. Sono salita in poco meno di due ore e un’oretta per scendere. La vista sulla cima è bellissima, anche se ti accompagna anche lungo il sentiero. Il bivacco è particolare, non ci sono letti all’interno, solo un tavolo e qualche panca. Avviso che spesso sulla cima si possono trovare delle capre. Non sono pericolose, però sono molto insistenti ed invadenti, soprattutto se si sta mangiando. Sono scesa dallo stesso sentiero dell’andata, l’ho trovato...
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