IL PONTE DI BARCHE DI Bereguardo merita una visita e una lettura di ciò che segue.
Il ponte di barche per la sua versatilità venne ideato e realizzato dai cinesi e poi utilizzato dai persiani, dai greci , dai romani e dai popoli che si sono susseguiti nel corso della storia fino ai giorni nostri. Formato da barche unite tra loro su cui veniva poggiata una passerella che permetteva il transito a uomini e cose, in caso di necessità, guerre, invasioni, calamità era di facile rimozione; non poteva essere sommerso da inondazioni perché alzandosi il livello dell'acqua si sarebbe ovviamente alzato anche il ponte e finita l'emergenza si poteva riposizionare rapidamente.
Il Ponte di barche di Bereguardo venne realizzato, per volere dei Visconti nel 1374, al fine di collegare le due sponde del Ticino che, come si vede dalle mie foto e video, oggi ha un livello di acqua decisamente basso, tant'è che ho camminato in lungo e in largo nel suo letto. I territori circostanti, da sempre ricchi di vegetazione con animali di ogni specie, erano prediletti dai signori di Milano per le battute di caccia e la necessità di passare rapidamente da una sponda all'altra per l'inseguimento delle prede fu una delle ragioni per cui venne costruito il ponte. Nel 1449, gli Sforza lo fecero sostituire da un ponte di chiatte stabile e nel 1913 furono posizionate le chiatte in cemento.
Oggi il destino di questo particolare manufatto è molto incerto perchè, a causa dei depositi di ghiaia e sabbia, le chiatte non poggiano nell'acqua ma su questi detriti e, non avendo più l'ammortizzazione adeguata, il ponte è in condizione disastrose. Non si riesce a trovare una soluzione... Chi ci ha preceduto nei secoli passati è sempre stato in grado di preservarlo, ma ora è fortemente a rischio.
La località particolarmente suggestiva e l'eccezionalità di questa opera, ha fatto sì che molte scene di importanti film italiani e stranieri siano state girate, anche recentemente, in questo luogo. Ricordiamo tra gli altri: "Il maestro di Vigevano" (1963) - "I girasoli" (1970) - "Di che segno sei?" (1975) - "Cara sposa" (1977) - "Mani di velluto" (1979) - "Il Bisbetico domato" (1980) - "I cammelli" (1988).
Questo ponte e l'area che lo circonda dovrebbero davvero essere valorizzati per la storia che li caratterizza e per le bellezze naturali che ancora resistono nonostante l'indifferenza dell'uomo. Il parco del Ticino, in cui si trova il ponte, è l'ultimo lembo della antica foresta di pianura che un tempo copriva l'Europa: è uno dei 610 ecosistemi esistenti al mondo sotto la tutela integrale dell'UNESCO. Infatti, rientra in un programma che si occupa della conservazione e protezione delle biosfere, preservando gli ecosistemi terrestri e marini. In questo luogo vivono molte specie animali, ormai altrove estinte, che si possono osservare. La visita della riserva della Zelata ci permette di vedere fiori piante, animali rari, tra cui le cicogne bianche che vi nidificano. Nelle immediate vicinanze del ponte si trovano diversi punti di ristoro, chioschi di bibite e panini di ogni tipo: ristoranti , trattorie, agriturismi, dove gustare piatti tipici della cucina locale e i prodotti del territorio. Un servizio di noleggio biciclette permette di percorrere le numerose piste ciclabili con ottimi itinerari per adulti e bambini , adatte anche ai pattinatori, che costeggiando le sponde del Ticino e offrono splendidi squarci paesaggistici su quello che è l'ultimo pezzo sopravvissuto dell'antica foresta, come già scritto, protetta dall'Unesco. Un maneggio offre la possibilità di passeggiate a cavallo. Si possono anche fare...
Read moreIt's a strange bridge but kind of cool, I don't think we appreciated the history etc but there is a width limit of 2.2m to cross just incase anyone else is driving a camper van! There is a car park just before it on the north side which we parked in for free and had a really lovely time on the beach and if you cross the bridge to the south and take a right there is a lovely walk through gorgeous wood land following the river past the water park which we did with the dogs. Just remember something for...
Read moreSempre affascinante, in tutte le stagioni è il traguardo di molti ciclisti, in estate, invece è la meta di moltissime persone che ci vanno per prendere il sole e fare un bagno. Ultimamente è un po' lasciato andare, le assi dovrebbero essere sostituite, anche perché il flusso di auto, ma soprattutto di moto, è abbastanza sostenuto, un po' per la curiosità di percorrerlo e un po' per lavoro, anche se il passaggio è interdetto ai mezzi pesanti e credo anche ai furgoni. Molto bella l'idea del "marciapiede" che permette di passare a piedi e di fermarsi in mezzo per le foto di rito alle barche e al fiume. I baretti, prima del ponte, offrono caffè, gelati, panini e quant'altro può servire per una merenda pomeridiana. Un po' di storia. Nel 1394, circa i Visconti decisero di unire, con un ponte di chiatte, la sponda di Bereguardo con quella di Zerbolò, gli Sforza fecero iniziare i lavori nel 1449 e dopo innumerevoli fasi di manutenzione, nel 1913 furono sostituite le chiatte in legno con chiatte in cemento. Da notare che prima dell'Unione dell'Italia, il ponte era il confine tra il regno Piemontese e l'impero austro-ungarico ed era presidiato da soldati e doganieri. Un'idea. Siccome è resisto 700 anni, 2 guerre e alle numerose piene del fiume alzandosi e abbassandosi secondo il flusso dell'acqua perché non mettere mano al portafoglio, sistemarlo e lasciarlo in bella mostra alle prossime...
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