l Bacchiglione è uno dei sistemi idrografici più importanti per le province di Vicenza e Padova e con i suoi 119 kilometri di lunghezza si colloca al ventinovesimo posto tra i corsi d’acqua italiani. Secondo alcuni studiosi il nome Bacchiglione va attribuito alla deformazione del verbo dialettale “bacaliare”, che significa “chiacchierare in continuazione”, termine attribuitogli probabilmente a causa del rumore delle risorgive vicentine che gli danno origine. Il fiume, che ha un bacino di raccolta che si estende per 1400 km², nasce dall’unione di due sistemi idrografici: il primo originato dalle risorgive in Comune di Dueville che danno vita al corso d’acqua chiamato nel suo primo tratto “Bacchiglioncello”; il secondo costituito dal sottobacino del Leogra-Timonchio che raccoglie le acque provenienti dal monte Pasubio che confluiscono nel Bacchiglioncello in corrispondenza di località Vivaro, incrementandone in modo cospicuo la portata. Dopo questa immissione il fiume prende il nome “Bacchiglione”. L’incontro di questi due distinti sistemi idrografici fa in modo che le tipologie fluviali che caratterizzano il corso d’acqua del Bacchiglione siano notevolmente diversificate e caratterizzate dalla contemporanea presenza di rii di risorgiva, torrenti montani e canali artificiali. Il regime idrologico del fiume Bacchiglione è di tipo “misto” ed è caratterizzato da rapide transizioni dallo stato di magra a quello di piena. I periodi di massima portata del fiume sono i mesi di novembre e maggio mentre i valori minimi si registrano generalmente ad agosto e gennaio. Il torrente Astichello in viale CricoliNel Comune di Vicenza il Bacchiglione riceve da destra le acque del fiume Retrone e da sinistra quelle del torrente Astichello. Altri affluenti giungono da sinistra a sud est del capoluogo: il fiume Astico - Tesina e il Ceresone. Dopo Selvazzano Dentro il fiume entra canalizzato nell'area urbana di Padova attraversando canalizzato tutta l'area sud della città da ovest a est. Nel tratto vicentino presenta un andamento ricco di meandri e anse mentre nel tratto padovano presenta una fisionomia differente con un corso rettilineo, con numerosi interventi dell'uomo. (Foto scattata maggio 2021 a...
Read moreRiprendo la recensione per sottolineare nuovamente la bellezza e tranquillità del percorso, ma soprattutto per puntualizzare la mancanza di educazione di alcuni proprietari di cani che oltre a disseminare oboli, calpestabili, dei loro animali, non utilizzano il guinzaglio!!! 😡😡😡 Non si fa di ogni erba un fascio...però🤷♂️. I loro "cuccioli" 🐕 saranno anche i più mansueti del mondo, ma quando un molosso si avvicina scondizzolando un attimo di apprensione mi viene😟, e le vostre rassicurazioni sul fatto che la "bestiolina" sia buona ed innocua non sono per nulla sufficienti...e non vi offendete se qualcuno vi richiama!!! Quindi, grandi o piccoli siano i cani, cortesemente rispettate la legge e le altre persone che hanno come voi il diritto ad un attimo di relax silvestre.
Per Padova un passaggio obbligato. Nel costeggiare (magari correndo o pedalando) le sue rive si entra in un mondo virtuale che riporta a tempi che furono quando la città era a misura d'uomo. Peccato per i maleducati odierni e per i passeggiatori di cani che rilasciano impunemente "sorprese e regali" non richiesti ed oggi purtroppo comuni... Lasciatevi però ammaliare dalle sue sponde, dagli innumerevoli paesaggi e dalla natura che se ne frega e ripropone sorniona la sua presenza. Le molteplici specie di fauna residenti e le acque frequentate non solo dall'ittica presenza vi faranno compagnia durante le vostre camminate. Ho avuto l'occasione rara di una percorrenza invernale, imbiancata e serale, e solo la parola Magia può descriverla. Da non molto riscoperto e frequentato, il fiume si allaccia ad arcani ricordi e a piacevoli quotidianità, un attimo di distacco dalla frenesia, un momento di quiete dalla...
Read moreNei tempi che furono i cani facevano la cacca sugli argini dei fiumi, così come i cavalli e gli altri animali. Ora qualcuno pretenderebbe che si "raccolgano" le "deiezioni" per non risultare maleducati. Non sui marciapiedi di città, bensì negli argini lungo i fiumi, immersi nella natura. L'umana civiltà. In una società dove nelle aziende agricole scompare l'uso del letame, impera la chimica applicata, i terreni diventano irreversibilmente impoveriti. L'umana civiltà. Dove un cane non può manco fare la...
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