Per raggiungere la Chiesa ed Monastero di San Secondo rispetto al punto di sbarco sull’Isola Polvese si può passare per la strada interna, più comoda, o dai sentieri che costeggiano il lago. La Chiesa di San Secondo risale all’anno 1014 ed è una costruzione romanica a tre navate costituita da abside semicircolare, presbiterio e cripta. La chiesa è quasi completamente crollata, rimangono la facciata, le navate e la cripta. La facciata è conservata fino a quasi la sommità, ha una porta d’ingresso con architrave e lunetta decentrata sulla destra, rosone centrale in cornice di arenaria e ai lati, due coppie di finestre sovrapposte in corrispondenza delle navate laterali. Non è possibile entrare nella cripta, che rimane comunque visibile attraverso una grata in ferro; la copertura della cripta è sorretta da una colonna monolitica in travertino con capitello in arenaria. Il campanile annesso alla chiesa è ben conservato ed è a pianta quadrata. A fianco alla chiesa sorge il Monastero di San Secondo, che risale al 1482 ed in cui hanno dimorato i monaci Olivetani fino al 1624. La parte esterna è stata ristrutturata di recente e dalla piazza esterna si gode di un bellissimo panorama sul lago Trasimeno, verso Castiglione del lago e sulle isole Maggiore e Minore. La chiesa è circondata da un bellissimo oliveto secolare, purtroppo non curato ed in stato...
Read moreDurante la visita all’Isola Polvese ci siamo imbattuti in un luogo sospeso nel tempo: il Monastero di San Secondo. La struttura, risalente al 1238, è un raro esempio di architettura romanica a tre navate, con abside semicircolare, presbiterio e una cripta del X secolo. Oggi l’edificio è in gran parte crollato, ma conserva ancora lacerti delle mura e dell’abside, che non superano i due metri d’altezza. Eppure, il fascino rimane intatto.
Il monastero si sviluppava su due piani, accanto alla chiesa omonima. Un portico lo collegava al lato destro della chiesa, mentre al piano terra si trovavano il refettorio e gli ambienti di servizio. Sopra la porta d’ingresso, incorniciata in arenaria, spicca ancora lo stemma dei monaci Olivetani. Nel refettorio, coperto da una volta a botte, si notano ancora i capitelli in arenaria, una grande nicchia destinata probabilmente a una statua della Madonna, e gli elementi decorativi originali dell’ordine.
Al piano superiore si trovavano le celle dei frati (forse separate da divisori in legno) e il capitolo. Una piccola stanza con capitelli scolpiti, usata come cappella per i frati malati, collegava direttamente alla chiesa.
L’ingresso è libero, il luogo è aperto e immerso nel verde, tra silenzio e storia. Una tappa da non perdere per chi visita l’isola e desidera un momento di...
Read moreUn luogo pacifico e isolato, che si può raggiungere con una lunga passeggiata panoramica, che costeggia il lago. Purtroppo la passeggiata non è stata vista lago, perchè c'era una vegetazione molto incolta che non permetteva di vedere quasi nulla. Quasi nessuna indicazione per capire se si stava procedendo nella giusta direzione e tantissima incuria. Anche il Monastero è lasciato in uno stato di abbandono, senza nessu cartello esplicativo, notizia storica o supporto per approfondire la visita. La maggio parte delle persone che si fermavano, si mettevo all'ombra per mangiare e lasciavano tutta la loro immondizia per terra. La strada per tornare all'imbarco traghetti è stata più bella, in collina e con delle belle viste che almeno ci hanno ripagati delle fatica fatta per...
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