Si trova nei pressi di Roccatamburo, nel comune di Poggiodomo, ma il complesso ricade per intero, sia pure per poche decine di metri, nel territorio comunale di Cerreto di Spoleto. Il primo insediamento, a valle dell’attuale, sorse presumibilmente nel secolo VII, come cella monastica benedettina, fu poi trasformata in monastero, che fu chiamato di San Benedetto in Faucibus (gole) o in Vallibus (valli) e posto alle dipendenze dell’abbazia di San Pietro in Valle. Il primo documento certo in cui si parla del monastero è una bolla pontificia con cui Gregorio IX, nel 1231, conferma all’abate di San Pietro in Valle i privilegi ed i possedimenti fra cui “in territorio Berardi Eclesias S. Benedicti de Valle..“. Il 3 agosto 1303, papa Bonifacio VIII a causa della vita non proprio irreprensibile condotta dai monaci di San Pietro in Valle, ne assegnò in via definitiva i beni, compreso il monastero di San Benedetto, al Capitolo Lateranense. Nel 1308 lo stesso Capitolo concesse ai frati Andrea Casotti da Mucciafora e Giovanni da Cascia, eremiti dell’ordine di Sant’Agostino di Cascia, e il permesso di edificare un Eremo, denominato Santa Croce, con il solo obbligo di versare un danaro all’anno in favore della chiesa di San Benedetto in occasione della festa del Santo, pena la decadenza della concessione. Risalita la stretta valle, i due eremiti diedero inizio all’opera di edificazione dell’eremo attuale che poi prese il nome di Santa Croce in Valle. Alla nuova chiesa, in parte ricavata scavando nella roccia, si aggiunsero con il tempo una decina di celle monastiche, ricavate anch’esse nella parete rocciosa con l’aggiunta di parti murarie, un refettorio, un forno e una chiesetta dedicata a San Bartolomeo. Sorgeva così una sorta di Laura dove la più recente esperienza cenobitica mutuava quella più antica degli eremiti orientali. Tra i due ordini dovette, evidentemente, nascere qualche attrito, tanto che il 5 dicembre 1336 il Capitolo Lateranense, tramite un suo procuratore, sentì il bisogno di ribadire la concessione precedente con un nuovo atto e di lì a poco, il 15 settembre 1337 l’agostiniano fra’ Bartolo di Cascia, vicario del cardinale diacono di Santa Maria in Aquiro, camerario della basilica lateranense, forse per scoraggiare definitivamente le ingiustificate pretese del rettore di San Benedetto sulle pertinenze dell’eremo e dell’adiacente chiesa di Santa Croce, fece nuovamente determinare i confini dell’insediamento agostiniano, minacciando di scomunica chiunque avesse ulteriormente molestato gli eremiti.
La memoria del luogo fu quasi persa fino al 1833, quando due pastorelli di Roccatamburo, Sabatino Bonelli e Innocenza Leopardi videro sbucare il volto di una Madonna in mezzo ai rovi, si gridò al miracolo, ma era solo uno dei vecchi affreschi che riemergeva dal passato. Riprese allora il culto da parte delle popolazioni dei paesi vicini e con le offerte ricavate dai fedeli fu restaurata la chiesa che da allora prese il nome di Madonna della Stella dalla veste indossata dalla Madonna dipinta sulla parete rocciosa, trapunta di croci a forma di stelle.
A Roccatamburo, alla cui parrocchia la chiesa della Madonna della Stella è soggetta, e che da sempre ne cura la manutenzione e il decoro, spetta l’onore di aprire, la prima domenica di maggio, il ripetersi...
Read moreAGGIORNAMENTO 9 Marzo 2019: Dopo un sopralluogo sul posto confermo che è di nuovo possibile raggiungere in macchina il punto di parcheggio. Dalla piazzola è obbligatorio proseguire a piedi con scarpe da trekking o da ginnastica. Purtroppo il letto del fiume e la valle sono stati sommersi dai detriti di una frana, tuttavia le scale che portano all'eremo sono percorribili in sicurezza. La chiesa che contiene l'affresco è chiusa, si può solo sbirciare dalle finestrelle dell'ingresso. L'area superiore con le celle dei monaci, il giardino ed un antico forno romano sono ancora accessibili e visitabili.
Ps. Al momento non ci sono punti di acqua potabile funzionanti, quindi munirsi di bottiglietta prima di arrivare.
Descrizione: In origine eremo dei primi monaci Siriaci che si insediarono nella Valnerina, dopo essere stato abbandonato fu ricostruito ed utilizzato attorno all'anno 1000. Anche S.Rita da Cascia venne in questo luogo in pellegrinaggio, si dice meditasse sotto la cascata che sgorgava nei pressi dell'eremo (che purtroppo a causa della frana è scomparsa). L'affresco all'interno rappresenta diverse scene, tra cui La Madonna che allatta, San Michele Arcangelo, il Cristo che risorge...
Read moreSituato in Val di Noce, sulla cresta del monte Maggio, il Santuario della Madonna della Stella venne fondato nel 1308 per iniziativa dei padri agostiniani. Visitato a Febbraio 2019 l’eremo è accessibile e si raggiunge dopo aver percorso un breve tratto da percorrere a piedi. Consigliato abbigliamento comodo, possibilmente con scarpe...
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