Un’esperienza dal potenziale inespresso
La prima impressione, all’ingresso, è stata molto positiva: un luogo suggestivo, che prometteva un’immersione autentica nei sapori della montagna e nei profumi genuini della cucina contadina. Un’atmosfera che lascia presagire una bella esperienza, legata alla tradizione e all’identità del territorio.
Purtroppo, una volta seduti, le aspettative hanno iniziato progressivamente a sgonfiarsi. La trasformazione di un agriturismo o di una realtà rurale in un ristorante di ispirazione gastronomica può essere interessante, ma comporta delle scelte delicate: il rischio è quello di smarrire l’anima originaria senza acquisire davvero i fondamenti dell’alta ristorazione. In questo caso, si è forse preteso troppo, senza però possedere le basi necessarie per sostenere una proposta gourmet. È bene ricordare che agriturismo e ristorante gastronomico sono due mondi distinti, entrambi validi, ma che devono mantenere coerenza e chiarezza nella propria identità.
Vorrei elencare alcuni aspetti critici riscontrati durante la serata, con l’auspicio che possano essere letti in ottica costruttiva: Servizio e preparazione del personale: La serata è iniziata con un approccio poco professionale da parte del presunto sommelier, che non appartiene né ad AIS né a FISAR. Alla richiesta di informazioni su un vino in carta, non è stato in grado di specificarne né il blend né il processo di maturazione. La risposta data a un commensale, sommelier AIS di terzo livello, è stata addirittura sprezzante, definendo i corsi AIS come “da principianti” – un’affermazione fuori luogo e irrispettosa verso una delle istituzioni più serie nel panorama della sommellerie italiana. Proposta gastronomica discutibile: Tra gli antipasti, è stata proposta una semplice insalata in foglia come piatto a sé, a un prezzo di 24€. Sebbene prodotta internamente, definirla antipasto è fuorviante: ci si aspetta un piatto pensato, con equilibrio, tecnica e sostanza, non un elemento da contorno elevato a portata principale. L’impressione è quella di una proposta sbilanciata, più vicina all’autocelebrazione che a una reale valorizzazione della materia prima. Servizio disattento: L’acqua è stata servita calda, il servizio al tavolo approssimativo e con una mise en place gestita in modalità quasi self-service. Se si sceglie di elevare il livello della cucina e dei prezzi, è fondamentale che il servizio sia all’altezza: la coerenza tra proposta e accoglienza è essenziale. Altrimenti, si rimane agriturismo nei fatti, ma con un listino da fine dining. Gestione delle criticità: Abbiamo segnalato più volte l’insoddisfazione per l’antipasto (insalata), lasciato a metà. Nessun riscontro da parte dello staff, nessuna attenzione o tentativo di mediazione: il piatto è stato regolarmente conteggiato nel conto, il che è formalmente corretto, ma umanamente poco elegante. L’empatia e la disponibilità all’ascolto sono elementi imprescindibili in qualsiasi contesto di ospitalità.
Nota positiva: I formaggi sono di livello decisamente alto e meritano attenzione. Tuttavia, in un ristorante, ciò che si cerca è la valorizzazione della materia prima attraverso la trasformazione, l’idea, la tecnica. Ottimi prodotti si possono trovare anche in uno spaccio aziendale o in una bottega con degustazione. In un ristorante, ci si aspetta un’esperienza, non solo un assaggio.
⸻
Conclusione: Il luogo ha indubbiamente fascino e potenziale, ma l’identità del progetto andrebbe rivista in modo più chiaro e coerente. Se si desidera restare fedeli all’anima rurale e agricola, è giusto farlo con autenticità. Se invece si vuole intraprendere una strada gastronomica, occorrono professionalità, competenze solide e, soprattutto, rispetto per chi si avvicina con curiosità e...
Read moreThis restaurant is an absolute beauty nestled amidst a bucolic setting. Dining here is an immersive experience that takes you into the heart of the countryside, serenaded by the gentle clinking of cowbells from the grazing herds nearby.
Every dish they serve sings a tale of freshness and the use of local produce. The butter, milk-based gelato, and the array of cheeses are all made from the milk of the resident cows. These products are simply fantastic, their freshness palpable in every bite.
In particular, the hamburger and sausage ragù tagliatelle were remarkable. The hamburger was cooked to perfection and the tagliatelle had the right balance of flavors. The incorporation of locally-sourced ingredients elevated these dishes to an extraordinary level.
In conclusion, this restaurant offers a magnificent combination of a picturesque environment and mouthwatering homegrown cuisine. An unforgettable dining experience that leaves you feeling refreshed and enchanted by the sheer charm of rural life. Highly...
Read moreSono cliente abituale e fidato del Brite de Larieto da anni, sia in estate che in inverno, ma purtroppo l’ultima esperienza è stata estremamente deludente e mi spinge a lasciare questa recensione negativa.
Per la prima volta ho pranzato in una situazione insostenibile: decine di mosche che hanno reso impossibile consumare il pasto in tranquillità. Non si è trattato di qualche insetto occasionale, ma di una vera e propria infestazione che ha compromesso l’intera esperienza, al punto che non siamo riusciti a terminare bevande come tè e birra perché continuamente invase dalle mosche.
A fronte di un conto di 132€ per due antipasti, due hamburger (30€ ciascuno), una birra, un tè e un’acqua, ci si aspetterebbe un livello di servizio e di attenzione completamente diverso. Senza entrare nel merito dei prezzi credo che il costo debba essere giustificato non solo dalla qualità del cibo, ma anche dal contesto e dal trattamento riservato ai clienti.
Nonostante avessimo segnalato immediatamente il nostro disagio al personale, non è stata offerta alcuna soluzione. Solo dopo aver insistito e proposto noi di cambiare tavolo, ci è stato detto che “le mosche si muovono ed è lo stesso per tutti i tavoli”. Questo ci ha spinti a rimanere al nostro posto e a concludere il pranzo in fretta.
Al momento del conto ci saremmo aspettati, quantomeno, un gesto di scuse o un piccolo sconto, che però non si è verificato. Solo dopo aver espresso chiaramente il nostro disappunto, la proprietaria — chiamata dal personale — si è presentata, giustificando il mancato gesto con il fatto che i collaboratori non sono autorizzati a fare sconti e che lei era occupata al telefono. Alla nostra presa di posizione rispetto ad una situazione che abbiamo ritenuto grave e sgradevole, la risposta è stata tutt’altro che professionale: toni alzati davanti agli altri commensali, insinuazioni sulla nostra critica e la proposta — sempre in pubblico — di restituirci 40€ (non sappiamo perché 40…) con delle modalità del tutto fuori luogo che ci hanno spinti a rifiutare il rimborso perché, di nuovo, il problema non era il conto di per sè ma tutto quello sopra esposto.
Ulteriori frasi come “Potevate cambiare tavolo, dentro era vuoto” (come se un cliente scegliesse di pranzare al Brite in una giornata di sole per rinchiudersi all’interno) o “Scusi, ma quanti anni ha?” (affermazione irricevibile e discriminatoria) hanno aggravato il nostro disappunto.
Dopo anni di frequentazione purtroppo devo constatare che la qualità complessiva dell’esperienza non è più quella di una volta. A questo si aggiungono politiche come la penale di 80€ a persona in caso di no-show o cancellazione tardiva che dovrebbero andare di pari passo con...
Read more