Ci siamo stati durante un pomeriggio piovoso. Abbiamo scoperto un piccolo scrigno, contenente la storia del nostro Cadore e dei rapporti con Venezia dal 1400 al secolo scorso. Il museo si sviluppa in tre piani espositivi, con didascalie e immagini molto esaustive. La persona presente al museo è stata gentilissima e, attraverso le sue parole, ci ha guidato alla scoperta della vita delle genti di montagna e dell'importanza del legname per la sopravvivenza di Venezia, per la costruzione di imbarcazioni, case, palafitte... È anche possibile visionare un filmato di circa 15 minuti e una segheria veneziana del 1883, ancora funzionante, fedelmente realizzata su progetto del grande Leonardo Da Vinci! Ci si rende conto che è attraverso la scoperta della storia, nel quotidiano, che si comprendono anche i...
Read moreHo visitato questo museo con la mia famiglia il 23 aprile; non essendo stagione estiva, ho telefonato al numero indicato sul loro sito e gentilmente abbiamo fissato l’orario in cui noi potevamo arrivare. Secondo me è un museo che val la pena di visitare; si riscoprono, infatti, antichi mestieri nonché una parte del corso del Piave che è stato distrutto dal disastro del Vajont e dall’alluvione del 1966. È gestito da volontari, e a loro va il mio ringraziamento. Alcune spiegazioni andrebbero rese attuali, ma il lavoro fatto è ottimo. Da non perdere il video girato nel 1922 che racconta la fluitazione da parte...
Read moreInteressante museo sulla storia degli zattieri e delle zattere. Probabilmente unico nel suo genere. Per secoli gli zattieri hanno portato i tronchi lungo il fiume Piave fino a Venezia. Era un lavoro difficile, impegnativo e rischioso. Venezia è stata costruita in gran parte con il legno proveniente dalle montagne del cadore e bellunese. I tronchi venivano impiantati in mezzo all'acqua come delle palafitte e sopra sono state costruite le case e i palazzi. Il museo merita una visita, per capire come lavoravano gli zattieri, come si fermavano i tronchi per mandarli alle segherie e scoprire un mondo che adesso...
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