✒️ "Solo le tombe dei giganti rispondono al vero carattere di questa terra e attestano una civiltà autoctona spentasi senza lasciare altre tracce".
Come scriveva Giuseppe Dessì, esistono fantasiose teorie e credenze popolari, per cui le cosiddette "Tombe dei Giganti" erano sepolture di genti ciclopiche, antichi abitanti della #Sardegna di cui non rimase alcuna traccia.
"Tumbas de sos mannos" un nome suggestivo con cui gli abitanti dell'Isola chiamano i resti di antichi monumenti sepolcrali risalenti all’età nuragica.
Il loro nome deriva da una leggenda secondo cui all’interno delle tombe furono trovate ossa di proporzioni enormi. Tuttavia ad oggi, non risultano testimonianze di oggetti o resti di ossa giganti, ma sono in molti a sostenere che siano stati fatti sparire per non avere testimonianze di popoli di epoche passate, possibili nostri antenati. Le uniche ossa presenti nei vari musei dell’isola, dimostrano soltanto la presenza di esseri umani di statura medio alta per l’epoca, ma non definibili “giganti” come in molti sostengono.
Quel che certamente sappiamo è che risalgono al terzo millennio a.C. e che erano tombe collettive, in cui gli antichi sardi ponevano i corpi dei defunti dopo l'asportazione della carne attorno all'osso. Il resto è tutta un’incognita poiché la civiltà nuragica non ha lasciato testimonianze scritte del proprio passaggio.
Secondo alcuni studi, la stele delle tombe dei giganti si presenta come una specie di antenna che riceve energia ed è in grado di irradiarsi anche nel corpo umano, con grandi benefici. Un tipo di energia magnetica che può essere paragonabile ad una magneto-terapia natura, in grado di migliorare lo stato di salute di chi ne beneficia. In alcuni siti, si sconsiglia, per via del magnetismo, l'utilizzo di cellulari. 🚫📱🧲
In Sardegna sono circa 800 le Tombe dei Giganti 🗿, la più antica è la tomba "Su Cuaddu ‘e Nixias", che vediamo nelle foto 📷. Caratterizzata da elementi costruttivi inusuali nel sud Sardegna, sorge nelle campagne di #Lunamatrona, lungo la strada che conduce alla vicina #Villanovaforru, immersa nell’incantevole paesaggio collinare della Marmilla, a ridosso della giara di #Siddi o "Corona arrubia" per via della colorazione rossa che prendono le sue pendici in primavera per l'infiorescenza della "sulla"🌿⚘️. Nonostante non sia tra quelle meglio conservate, colpisce la stele centinata al centro dell’esedra, elemento centrale delle tombe di Giganti. La stele, una roccia in arenaria alta circa tre metri con forma arcuata alla sommità, presenta la fronte divisa in tre fasce delimitate da listelli, decorata con un bordatura in rilievo. Si può notare un curioso foro circolare, realizzato in epoche successive, da cui deriva il nome del monumento: secondo una leggenda popolare al foro venivano legati "is cuaddus", i cavalli 🐎 , mentre "Nixias" è il nome della località.
✒️ "La Sardegna ❤️ , il più grande museo a cielo aperto europeo, uno dei più grandi...
Read moreLa tomba dei giganti di Su Cuaddu e’ Nixias si trova nel Comune di Lunamatrona, in località Nixias. Il suo nome deriva dal buco presente nella parte superiore della stele che, secondo le leggende popolari, aveva la funzione di legare i cavalli (il cavallo di Nixias). Molto probabilmente il foro è di età recente e non conosciamo il suo reale scopo. Sappiamo però che tra tutte le tombe dei giganti della Sardegna è la più antica, datata tra il 1700-1600 A.C. ed è raro trovare la stele centinata così a sud, essendo invece quasi tutte concentrate al nord dell’isola. Presumibilmente è una tomba collettiva del protonuraghe Trobas e nuraghe Pitzu Cummu siti nelle vicinanze e gli scavi archeologici hanno confermato che è stata costruita su una tomba più antica. La camera sepolcrale è lunga 10.30 mt e larga 60 cm, costruita con lastre di marna che, essendo molto friabile, risulta agevole da lavorare ma allo stesso tempo soggetta al passare del tempo e all’azione degli agenti atmosferici. Il fondo del cassone, quadrangolare e completamente chiuso, è stato costruito circa un secolo prima. Il tetto era formato da lastre poggiate in orizzontale. L’ingresso della tomba è dato da una stele in arenaria alta 2.90 mt e larga 2.70 con il bordo in rilievo ma priva della parte sinistra e una parte dell’arco superiore. Ai lati sono disposti lastroni verticali ad altezza decrescente che scendendo verso l’esterno vanno a formare l’esedra di 13.90 mt. Tra i reperti ritrovati (e ora esposti al museo di Genna Maria a Villanovaforru) troviamo un vaso biconico con orlo a tesa e spalla decorata con denti di lupo e scacchi riempiti di punteggiato e linee incise, databile al bronzo medio.
Sebbene abbia le caratteristiche delle altre tombe dei giganti presenti sull’isola, quel buco (anche se non preventivato al momento della sua costruzione) posto a quell’altezza, le da quasi sembianze umane, come un volto che a bocca aperta urla e ti guarda, sofferente per la parte sinistra mancante. Questa è la sensazione che mi ha dato nell’osservarla e diversamente dalle altre mi ha lasciato un senso di tristezza più marcato che mi sono gelosamente portata via. Un posto suggestivo, speciale e senza tempo.
Come arrivare: Una volta arrivati a Lunamatrona si percorre la strada provinciale per almeno 1.5 km seguendo le indicazioni turistiche che portano con facilità al sito, recintato da un muretto a secco con piccolo...
Read morePoco distante dall'abitato di Lunamatrona, in aperta campagna, una tomba dei giganti, o quel che resta, sorprende anche il visitatore più distratto. Si chiama Cuaddu de Nixias e un foro, certamente più recente, la distingue dalle altre presenti in Sardegna, oltre ad essere la più antica - risalente forse al XVI secolo a.C. fu costruita con la marna, una pietra locale dal colore rosso scuro. Sentinella sonnolente e mai doma, sembra ricordarci la nostra vita effimera e invita il visitatore a soffermarsi per recuperare...
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