Salire sul Monte Velino è stata un’avventura che porterò per sempre con me . Questa montagna, la più alta del gruppo del Velino-Sirente, domina l’Abruzzo con la sua imponenza e la sua eleganza, e da subito ho capito perché è così amata dagli escursionisti. Fin dall’inizio del sentiero ho percepito quell’atmosfera speciale che solo le montagne vere sanno regalare: silenzio, aria frizzante e un senso di libertà che cresce a ogni passo. Il percorso verso la vetta è impegnativo, ma ogni tratto ripaga con scorci spettacolari. Si passa tra boschi ombrosi, radure luminose e tratti rocciosi che richiedono attenzione, fino a raggiungere punti panoramici dove lo sguardo si perde verso l’infinito. Durante la salita, il paesaggio cambia continuamente: prati verdi punteggiati di fiori, rocce scolpite dal tempo e orizzonti che sembrano dipinti. Ho avuto la fortuna di avvistare anche qualche aquila in volo, segno di una natura ancora viva e selvaggia. Arrivare in cima è stata un’emozione indescrivibile. Da lassù, la vista spazia a 360 gradi su tutta l’Abruzzo e oltre: il Gran Sasso, la Maiella, il Sirente e, nelle giornate limpide, persino il mare Adriatico. È una sensazione che ti fa sentire piccolo di fronte alla grandezza della natura, ma allo stesso tempo profondamente parte di essa. Ho scelto di rimanere in vetta fino al tramonto e quello che ho visto rimarrà scolpito nella mia memoria: il sole che scivolava lentamente dietro le montagne, tingendo il cielo di sfumature arancioni, rosa e viola, mentre la luce calava dolcemente sulle valli sottostanti. In quel momento ho capito che il Monte Velino non è solo una montagna da scalare, ma un luogo da vivere e rispettare. Quello che più mi ha colpito è il senso di autenticità che questo luogo conserva. Qui non ci sono frenesia o turismo di massa, ma solo la forza pura della montagna, il respiro del vento e il ritmo lento della natura. Ogni passo, ogni respiro, ti riconnette con te stesso e ti ricorda quanto sia prezioso questo equilibrio fragile. Consiglio il Monte Velino a chiunque ami il trekking vero, quello che richiede impegno ma regala ricompense immense. Non è una salita da prendere alla leggera, ma con la giusta preparazione e il rispetto per l’ambiente, è un’esperienza che cambia il modo di guardare...
Read moreSono partita dalla chiesa di Santa Maria a Massa D'Albe e in circa 2h e mezza, sul sentiero n.5 della Direttissima, ho percorso 900m di dislivello (i cellulari prendono per tutto il tragitto). Ne mancavano altri 500m ma altri escursionisti incontrati nel cammino mi hanno detto che mancavano altre 2h abbondanti e se non si avevano scorte d'acqua a sufficienza, era improponibile arrivare alla vetta visto e considerato che, dopo Fonte Canale, non ci sono né rifugi, nè altre fonti a differenza del versante nord (come al solito l'Appennino Abruzzese è sempre ben servito........). Avrei tanto desiderato vedere recensioni dettagliate come questa ma purtroppo, vista la scarsità di informazioni attendibili riguardanti il percorso, mi sembra di aver buttato una giornata all'aria. Per carità, paesaggi molto belli ma se avessi trovato informazioni veritiere prima di partire (su un sito ho letto addirittura che la lunghezza complessiva del percorso fosse di 4km e mezzo e su un'altra fonte ho letto che la distanza dal parcheggio della chiesa fino a Fonte Canale era di un quarto d'ora.......) avrei affrontato il tutto in maniera più entusiasmante. È la seconda volta che tento di salire in una giornata questo monte senza riuscirci: la prima volta ero partita dalla Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta a Rosciolo (versante nord) facendo la via normale e mi ricordo che, solo per arrivare al Rifugio Capanna di Sevice, feci 15km a piedi di sola andata (non finiva più) e adesso ho cercato di riprovarci con la Direttissima ma le condizioni non lo permettevano. È un monte che demotiva anche gli escursionisti più allenati. Si deve per forza dividere in due l'escursione pernottando al Rifugio Capanna di Sevice (versante nord) o al rifugio Castel di Monte...
Read moreIl Monte Velino è la cima più elevata della catena Velino-Sirente con 2487 metri slm. Ci sono almeno quattro percorsi principali per arrivare in vetta, ognuno dei quali piuttosto impegnativo per dislivello, compresa la cosiddetta Via Normale che parte da Rosciolo. Da Massa D’Albe si arriva tramite la direttissima, o tramite il sentiero che passa per il Monte Cafornia. Infine l’altra possibilità è quella di arrivarci passando per il Rifugio Vincenzo Sebastiani.
La Via Normale del Velino permette di raggiungere con uno sforzo minimo in più anche il Monte Sevice (2.355 slm) e il Monte Costognillo (2.339 slm). Per il Monte Rozza (2.064 slm), serve invece una vera e propria deviazione così come per arrivare sul Monte Cafornia (2.424 slm). Il dislivello complessivo può variare dunque da circa 1.500 metri a circa 2.000.
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