Il monastero di San Pietro in Lamosa si trova presso Provaglio d'Iseo in provincia di Brescia e si erge sopra le torbiere del Sebino, dalle quali deriva il proprio nome[1].
Edificato in origine come chiesa privata, il cenobio provagliese viene donato nel 1083 all’ordine cluniacense. Nel 1535 è acquisito dai Canonici Regolari di San Salvatore, divenendo il luogo deputato alle funzioni parrocchiali di Provaglio. Acquistato sul finire del Settecento da privati, il complesso è ad oggi quasi interamente in possesso della comunità provagliese, visto che la chiesa è stata recentemente restituita alla parrocchia, mentre una parte dei locali è stata prelevata dal comune.
È possibile suddividere la storia del monastero in quattro periodi[2]:
Prima del 1083, per centinaia d'anni, questo luogo fu probabilmente visto e vissuto dall'uomo come sacro, per via della sua posizione e delle sue caratteristiche geografiche, e fu sede di culti prima pagani e poi cristiani. Qualche decennio prima del 1083 sull'area del monastero fu eretta una chiesetta privata della famiglia feudale de Ticengo.
Dal 1083 al 1535, la chiesetta, donata ai monaci cluniacensi dell'abbazia di Cluny, si trasformò in monastero che svolse importanti funzioni religiose, economiche, socio-assistenziali e culturali.
Dal 1535 al 1783, il monastero fu acquisito dai canonici regolari di san Salvatore di Brescia, che pensarono di costruire la cappella di fronte all'entrata. Il prestigio acquisito precedentemente ed il carattere 'romano' dei nuovi gestori favorirono la sua elezione a chiesa parrocchiale di Provaglio.
Dal 1783 ad oggi, il monastero è stato quasi ininterrottamente proprietà privata della famiglia Bergomi (poi divenuta Bonini-Bergomi); ora un'importante porzione è della famiglia Valgoglio-Beretta. Per questo motivo, la sua chiesa ha via via perso il ruolo di Parrocchiale ed ha assunto quello di chiesa privata, mentre gli altri ambienti sono stati ampliati e ristrutturati a fini residenziali. Nel 1983 i proprietari della chiesa l'hanno donata alla parrocchia di Provaglio mentre, negli ultimi anni, i locali dell'antica Disciplina ed alcuni piccoli spazi (tutto il resto dell'immobile è proprietà privata) sono stati affidati alla Fondazione culturale San Pietro in Lamosa per la loro ristrutturazione e per l'organizzazione di attività di carattere culturale[3].
Sorprendente!Consiglio la visita di questo bellissimo monastero ...la stanza della disciplina per gli affreschi lascia a bocca aperta😀☀️👍✋🙏⛪....
Read moreSabato 6 novembre 2021, vista la giornata stupenda, abbiamo deciso di fare una passeggiata nella Riserva delle Torbiere. Maps riporta il Centro Accoglienza Visitatori delle Torbiere ed abbiamo deciso di cominciare proprio da lì. Dopo aver lasciato la vettura nel parcheggio del Palaiseo, abbiamo preso l’accesso verso il Centro. Questo era chiuso ed abbandonato, il percorso verso sud non si è visto, quello verso nord, chiuso da strisce bianche e rosse, quindi ci siamo rivolti ad un ciclista di passaggio, il quale ci ha gentilmente consigliato di proseguire in auto sulla Via Sebina (SPXI) sino al Monastero di Provaglio, dove esiste un ingresso alle Torbiere. Così abbiamo fatto e raggiunta questa meta, abbiamo miracolosamente trovato un posto auto nel parcheggio lungo la Via Sebina. Raggiunto a piedi il punto di accesso con colonnina di distribuzione biglietto di ingresso, abbiamo preferito iniziare con dare uno sguardo al Monastero. Ne valeva la pena, perché ci siamo trovati immersi nel passato senza saperlo. Ammirato il paesaggio delle Torbiere dall’ampio terrazzo, siamo entrati nella Chiesa, ben accolti da volontari del Comune, che hanno verificato il nostro Green Pass. Grande è stato il nostro stupore di fronte alla quantità di opere d’arte risalenti all’inizio del medioevo, ricuperate da abili restauratori e ben illuminate. Poi dalla Chiesa una porticina ci immette nel piccolo Chiostro rettangolare con al centro un giardinetto ed un pozzo. Infine, dal Chiostro quattro gradini fanno salite nell’ampia sala denominata “La Disciplina”, ricca di stupefacenti affreschi che raccontano episodi della vita di Gesù Cristo e la sua Crocefissione. Un grande grazie a tutti quanti (Comune di Provaglio e Fondazione culturale San Pietro in Lamosa) si sono prodigati nel ricupero e si sforzano di conservare questi tesori per il futuro. Un membro della Fondazione ci ha anche fornito spiegazioni sui dipinti della Disciplina. Nel frattempo si è fatta sera ed abbiamo rimandato la visita alle Torbiere ad...
Read moreUna gemma medievale nel cuore della Franciacorta
Il Santuario di San Pietro in Lamosa è uno di quei luoghi che ti sorprendono per la loro semplicità e potenza insieme. Lo spazio è piccolo, raccolto, ma trasmette una forza antica, un senso di permanenza che appartiene solo ai luoghi che hanno davvero attraversato i secoli.
Gli affreschi che decorano le pareti sono di chiara impronta medievale: un’arte che conserva ancora quella purezza narrativa e quella spiritualità diretta, senza orpelli. È raro oggi trovarsi così vicino alla radice della nostra pittura sacra, e in un luogo tanto raccolto l’effetto è ancora più intenso.
La chiesa mostra in modo evidente le diverse stratificazioni architettoniche: ampliamenti, annessioni e trasformazioni che raccontano secoli di storia. Probabilmente è una delle chiese più antiche della zona, e il suo stato di conservazione è notevole.
C’è però un elemento che lascia un po’ l’amaro in bocca: una parte dell’edificio è privata. Scoprire che un bene di questo valore storico e spirituale sia stato in parte venduto e sottratto all’accesso pubblico lascia perplessi. Sarebbe auspicabile che un patrimonio di questo tipo fosse interamente tutelato e fruibile da tutti, come merita.
Durante la visita abbiamo incontrato una sola persona del personale, gentilissima e disponibile, che ci ha accolto con cura e ha saputo rispondere a ogni domanda. Anche nei giorni precedenti, quando avevamo chiesto informazioni, le risposte sono sempre state precise e cordiali.
In definitiva, siamo molto felici di aver visitato San Pietro in Lamosa. È un luogo che ricorda quanto spesso abbiamo, proprio vicino a casa, dei gioielli nascosti che non impariamo mai davvero a valorizzare. Questo santuario è uno di quei tesori: discreto, autentico e intriso di storia, testimonianza viva di un tempo in cui arte e spiritualità erano ancora...
Read more