L'eremo di Santo Spirito è stato un monastero della Congregazione dei Celestini che si trova sulla Maiella, nel comune di Roccamorice, ed è un monumento nazionale italiano. La data dell'origine dell'eremo non è nota, anche se si crede sia anteriore all'XI secolo e fondato da Monaci benedettini provenienti dal Monastero di San Benedetto di Montecassino. La prima fonte storica risale al 1055 e riporta la presenza del monaco Desiderio, il futuro papa Vittore III, che vi costruì una chiesa[3]. Nel 1246 vi dimorò Pietro da Morrone, il futuro papa Celestino V, che ristrutturò l'eremo e vi costruì l'oratorio e una prima cella, seguite da un secondo oratorio ed altre celle al crescere della comunità.[4]
Su richiesta di Pietro da Morrone, con una lettera del 1º giugno 1263 il papa Urbano IV chiese al vescovo di Chieti di incorporare i monaci dell'eremo nell'Ordine di San Benedetto e nel 1278 all'eremo venne concessa l'autonomia ed il titolo di monastero, rimanendo a capo dell'Ordine fino al 1293, quando la funzione di monastero principale dell'ordine passò all'Eremo di Sant'Onofrio al Morrone. Tra il 1310 ed il 1317 fu priore del monastero Roberto da Salle, mentre nel 1347 vi fu ospitato Cola di Rienzo.
Seguì un periodo di declino fino al 1586, quando l'eremo ottenne il titolo di Badia. Venne costruita la Scala Santa per l'accesso all'oratorio di Santa Maria Maddalena e l'11 aprile 1591 furono traslate a Santo Spirito le ossa di Stefano del Lupo dal monastero di Vallebona di Manoppello. Alla fine del XVII secolo il Principe Caracciolo di San Buono fece costruire l'edificio di tre piani della foresteria.
Con la soppressione degli ordini monastici del 1807, il monastero fu definitivamente abbandonato ed i beni al suo interno portati a Roccamorice.Molto...
Read moreSulle pendici del Monte Morrone, avvolto nella maestosa quiete del Parco Nazionale della Majella, si trova un luogo di incredibile spiritualità e bellezza: l'Eremo di Santo Spirito a Majella. In una splendida giornata di sole, la sua visita è un'esperienza davvero indimenticabile, che unisce la suggestione della storia alla magnificenza della natura. L'eremo, che si dice sia stato fondato da Pietro da Morrone (futuro Papa Celestino V), si integra perfettamente nel paesaggio roccioso circostante. Il sole illumina la pietra, mettendo in risalto la sua antica struttura e creando giochi di luce e ombra che rendono il luogo ancora più mistico e affascinante. È un posto dove il tempo sembra essersi fermato, permettendoti di sentire un profondo senso di pace e raccoglimento. Nonostante la sua posizione appartata, l'eremo è sorprendentemente facile da raggiungere. Un comodo sentiero ti guida attraverso la natura, e la passeggiata è piacevole e adatta a tutti. A ogni passo, l'attesa cresce e la ricompensa è enorme. Una volta arrivato, lo sguardo si perde su un panorama spettacolare che abbraccia l'intera valle. Le montagne, le distese di verde e i paesi che si intravedono in lontananza creano una cartolina mozzafiato, un quadro vivente che cambia con le sfumature della luce. In definitiva, l'Eremo di Santo Spirito a Majella in una giornata di sole non è solo una meta turistica, ma un vero e proprio viaggio per lo spirito. È il luogo perfetto per chi cerca pace, storia e paesaggi da sogno, il tutto racchiuso in un'escursione suggestiva e alla...
Read moreBellissimo e importantissimo eremo celestinano sulla Majella, circondato solo da rigorosi boschi verdi, fiume e uccellini. Parcheggio posto poco sotto l'ingresso, con spazio utile per un'affluenza media. È sempre presente un piccolo stand di prodotti del posto (amari, miele ecc.) all'imbocco della breve salita per l'eremo. Si entra pagando un biglietto alla cooperativa Majambiente che così trae i fondi per ridare sempre più lustro all'eremo, e si inizia un percorso interessante circondati da rocce sacre e silenzio, dopo aver scelto il biglietto con o senza guida. Nella chiesa, aperta, sono presenti resti di affreschi. Dopo il COVID è stata riaperta anche una saletta con interessanti scavi in mostra. È presente anche una mostra fotografica, attualmente. Alla fine del percorso c'è uno shop e all'ingresso, oltre alla biglietteria c'è un vero e proprio chiosco con presenti anche accessori inerenti l'eremo. La novità più bella presentata lo scorso anno è la foresteria: la possibilità di dormire in stanze simili alle celle degli eremiti, semplici e senza TV, per un'esperienza immersiva. Il periodo di attività va dalla primavera fino all'autunno, perché d'inverno c'è neve e arrivare in zona diventa un po' più ostico. La sera si cena con piatti semplici e abbondanti (antipasti, sagne e ceci, agnello cacio e uovo, dolce tipico e amari locali) con musica gregoriana in sottofondo e un affaccio davanti alla chiesa con le luci notturne e le storie sull'edificio. Consigliatissimo a tutti per staccare e respirare la magia di quel...
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