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Eremo di San Leonardo — Local services in Roccantica

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Eremo di San Leonardo
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Dolina del Revotano
02040 Roccantica Province of Rieti, Italy
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Eremo di San Leonardo
ItalyLazioRoccanticaEremo di San Leonardo

Basic Info

Eremo di San Leonardo

02040 Roccantica Province of Rieti, Italy
4.5(18)
Open until 12:00 AM
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attractions: Dolina del Revotano, restaurants: , local businesses:
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Mammas Pizza Class in the Countryside
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Sun, Feb 15 • 11:00 AM
00060, Capena, Lazio, Italy
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Dolina del Revotano

Dolina del Revotano

Dolina del Revotano

4.7

(39)

Open until 12:00 AM
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Reviews of Eremo di San Leonardo

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5.0
2y

Eremo di San Leonardo - Roccantica (RI)

L’Eremo di San Leonardo risale, presumibilmente, all’VIII-IX secolo. Lo si raggiunge a piedi con circa 30 minuti di cammino da Roccantica. Si trova in una zona assai frequentata nel Medioevo: il corridoio naturale che dalla Valle del Tevere, attraverso il valico del Tancia, portava alla valle reatina. Non è compreso nell’elenco di chiese del Registrum Iurisdictionis Episcopatum Sabinensis del 1343. Giambartolomeo Piazza nella sua “Della Gerarchia Cardinalizia” (1703) afferma: “S. Leonardo, Chiesa distante dalla Terra per un miglio, in forma di grotta, nella quale si celebra una volta nel giorno del medesimo Santo, il qual è in molta venerazione appresso il popolo”. Il Cardinale Corsini, nella sua visita pastorale del 1781, cita il “romitorio” ma, soprattutto, nomina “l’eremita”: dunque, alla fine del XVIII secolo l’eremo assolveva ancora alla sua propria funzione. L’arco di ingresso e i resti delle mura delimitano l’area dell’eremo. Saliti i pochi gradini, si trova di fronte l’abitazione dell’eremita: due stanze minuscole, al piano terra si trova un forno, probabilmente c’era la cucina, al piano superiore, con accesso indipendente, v’era, probabilmente la camera da letto. Nello spazio antistante l’abitazione v’era, forse un piccolo orto. Di lato alla misera abitazione, la grotta, una cavità carsica: suo interno v’è un ciborio con la volta a vela che accoglieva un tempo un altare; scavati nella roccia rudi sedute. Davanti al ciborio, sul limitare della grotta, si scorge un pozzetto d’acqua, che aveva fama di essere miracolosa. All’estremità di sinistra della grotta si trova un malridotto affresco della metà del ‘400 di Jacopo da Roccantica che raffigura tre figure di santi: il primo da sinistra potrebbe essere san Giacomo maggiore, lo si riconosce dal bastone di pellegrino, della seconda figura si è conservata solo la ruota, certamente vi era affrescata santa Caterina d’Alessandria, il cui volto è completamente perso, la figura di destra forse raffigurava san Leonardo, riconoscibile dal libro e dalla dalmatica. Poco a valle si trovano i resti di un antico mulino medioevale con deliziose cascatelle, risalendo attraversando il torrente, dopo un’impegnativa risalita, si gode una magnifica vista dall’alto della grande dolina carsica del Revotano. Si tratta di un impressionante fenomeno naturale che ha dato vita a molte leggende. Secondo una di queste qui un tempo un modesto villaggio, i cui abitanti però erano malvagi e blasfemi. Uno di loro aveva per moglie una graziosa ragazza dalla bionda chioma e un tenero figliolo. Un giorno la bella si recò al ruscello a lavare i panni, qui udì una voce salire dalle acque: preannunciava che Dio avrebbe scatenato la sua ira contro i miscredenti facendo tremare la terra, ma rassicurò la giovane dicendole che lei e suo figlio si sarebbero invece salvati. E fu così che venne davvero un grande terremoto, ma il ruscello chiamò la sposa e le disse «Corri bionda che la terra sprofonda». In tal modo lei si salvò e fondò un nuovo villaggio che divenne poi Roccantica. Il Revotano è una voragine, originatasi dal crollo della volta e delle pareti, che presenta delle impressionanti proporzioni, circa 250 m di diametro, ed è una delle formazioni carsiche più importanti...

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4.0
3y

Abbiamo raggiunto questo posto incantato in piena solitudine, io e mio figlio, sulla via del ritorno dalla grotta di San Michele verso Roccantica (lo consiglio in questa direzione onde fare in discesa il tratto che concentra la massima pendenza). È stato davvero un gran privilegio visitarlo nel silenzio più assoluto e coglierne appieno la spiritualità. Peccato per i muri coperti dalle firme degli idioti che tengono a farci sapere che sono passati da qui e che quel giorno magari si amavano pure. Peccato anche per il completo abbandono del...

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3.0
4y

Eremo rupestre risalente all'VIII-IX secolo, epoca in cui era fortissima la spinta al romitaggio ascetico propugnata da Leonardo da Noblac. Un gioiello tra le montagne, sicuramente opera di un seguace del Santo: due stanzette scavate nella roccia, una di abitazione ed una dedicata alla preghiera. Una polla d'acqua che misteriosamente mantiene sempre lo stesso livello. Un piccolo forno. Alle pareti alcuni affreschi molto successivi raffiguranti San Leonardo e Santa Caterina, riconducibili a Jacomo-Jacopo da Roccantica, "ragazzo di bottega"...

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Pierluigi CapotondiPierluigi Capotondi
Eremo di San Leonardo - Roccantica (RI) L’Eremo di San Leonardo risale, presumibilmente, all’VIII-IX secolo. Lo si raggiunge a piedi con circa 30 minuti di cammino da Roccantica. Si trova in una zona assai frequentata nel Medioevo: il corridoio naturale che dalla Valle del Tevere, attraverso il valico del Tancia, portava alla valle reatina. Non è compreso nell’elenco di chiese del Registrum Iurisdictionis Episcopatum Sabinensis del 1343. Giambartolomeo Piazza nella sua “Della Gerarchia Cardinalizia” (1703) afferma: “S. Leonardo, Chiesa distante dalla Terra per un miglio, in forma di grotta, nella quale si celebra una volta nel giorno del medesimo Santo, il qual è in molta venerazione appresso il popolo”. Il Cardinale Corsini, nella sua visita pastorale del 1781, cita il “romitorio” ma, soprattutto, nomina “l’eremita”: dunque, alla fine del XVIII secolo l’eremo assolveva ancora alla sua propria funzione. L’arco di ingresso e i resti delle mura delimitano l’area dell’eremo. Saliti i pochi gradini, si trova di fronte l’abitazione dell’eremita: due stanze minuscole, al piano terra si trova un forno, probabilmente c’era la cucina, al piano superiore, con accesso indipendente, v’era, probabilmente la camera da letto. Nello spazio antistante l’abitazione v’era, forse un piccolo orto. Di lato alla misera abitazione, la grotta, una cavità carsica: suo interno v’è un ciborio con la volta a vela che accoglieva un tempo un altare; scavati nella roccia rudi sedute. Davanti al ciborio, sul limitare della grotta, si scorge un pozzetto d’acqua, che aveva fama di essere miracolosa. All’estremità di sinistra della grotta si trova un malridotto affresco della metà del ‘400 di Jacopo da Roccantica che raffigura tre figure di santi: il primo da sinistra potrebbe essere san Giacomo maggiore, lo si riconosce dal bastone di pellegrino, della seconda figura si è conservata solo la ruota, certamente vi era affrescata santa Caterina d’Alessandria, il cui volto è completamente perso, la figura di destra forse raffigurava san Leonardo, riconoscibile dal libro e dalla dalmatica. Poco a valle si trovano i resti di un antico mulino medioevale con deliziose cascatelle, risalendo attraversando il torrente, dopo un’impegnativa risalita, si gode una magnifica vista dall’alto della grande dolina carsica del Revotano. Si tratta di un impressionante fenomeno naturale che ha dato vita a molte leggende. Secondo una di queste qui un tempo un modesto villaggio, i cui abitanti però erano malvagi e blasfemi. Uno di loro aveva per moglie una graziosa ragazza dalla bionda chioma e un tenero figliolo. Un giorno la bella si recò al ruscello a lavare i panni, qui udì una voce salire dalle acque: preannunciava che Dio avrebbe scatenato la sua ira contro i miscredenti facendo tremare la terra, ma rassicurò la giovane dicendole che lei e suo figlio si sarebbero invece salvati. E fu così che venne davvero un grande terremoto, ma il ruscello chiamò la sposa e le disse «Corri bionda che la terra sprofonda». In tal modo lei si salvò e fondò un nuovo villaggio che divenne poi Roccantica. Il Revotano è una voragine, originatasi dal crollo della volta e delle pareti, che presenta delle impressionanti proporzioni, circa 250 m di diametro, ed è una delle formazioni carsiche più importanti dell’Appennino centrale.
Michele MMMichele MM
Abbiamo raggiunto questo posto incantato in piena solitudine, io e mio figlio, sulla via del ritorno dalla grotta di San Michele verso Roccantica (lo consiglio in questa direzione onde fare in discesa il tratto che concentra la massima pendenza). È stato davvero un gran privilegio visitarlo nel silenzio più assoluto e coglierne appieno la spiritualità. Peccato per i muri coperti dalle firme degli idioti che tengono a farci sapere che sono passati da qui e che quel giorno magari si amavano pure. Peccato anche per il completo abbandono del preziosissimo affresco.
Felman73Felman73
Che dire il posto è fantastico perché per trovarlo è stata una caccia al tesoro, fantastico perché immerso nella natura, perché perfettamente incastonato nell'alveo di una grotta, il posto è magico perché ti porta indietro nel tempo, vale la pena trovarlo, venendo dalle pozze del diavolo disterà all'incirca quattro km, ma ogni fatica è ben ripagata. PS venendo dll'Eremo San Michele, in fondo ad una discesa dove c'è un piccolo spiano, il vialetto che porta a San Leonardo è sulla dx, nascosto dietro un cespuglio.
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Eremo di San Leonardo - Roccantica (RI) L’Eremo di San Leonardo risale, presumibilmente, all’VIII-IX secolo. Lo si raggiunge a piedi con circa 30 minuti di cammino da Roccantica. Si trova in una zona assai frequentata nel Medioevo: il corridoio naturale che dalla Valle del Tevere, attraverso il valico del Tancia, portava alla valle reatina. Non è compreso nell’elenco di chiese del Registrum Iurisdictionis Episcopatum Sabinensis del 1343. Giambartolomeo Piazza nella sua “Della Gerarchia Cardinalizia” (1703) afferma: “S. Leonardo, Chiesa distante dalla Terra per un miglio, in forma di grotta, nella quale si celebra una volta nel giorno del medesimo Santo, il qual è in molta venerazione appresso il popolo”. Il Cardinale Corsini, nella sua visita pastorale del 1781, cita il “romitorio” ma, soprattutto, nomina “l’eremita”: dunque, alla fine del XVIII secolo l’eremo assolveva ancora alla sua propria funzione. L’arco di ingresso e i resti delle mura delimitano l’area dell’eremo. Saliti i pochi gradini, si trova di fronte l’abitazione dell’eremita: due stanze minuscole, al piano terra si trova un forno, probabilmente c’era la cucina, al piano superiore, con accesso indipendente, v’era, probabilmente la camera da letto. Nello spazio antistante l’abitazione v’era, forse un piccolo orto. Di lato alla misera abitazione, la grotta, una cavità carsica: suo interno v’è un ciborio con la volta a vela che accoglieva un tempo un altare; scavati nella roccia rudi sedute. Davanti al ciborio, sul limitare della grotta, si scorge un pozzetto d’acqua, che aveva fama di essere miracolosa. All’estremità di sinistra della grotta si trova un malridotto affresco della metà del ‘400 di Jacopo da Roccantica che raffigura tre figure di santi: il primo da sinistra potrebbe essere san Giacomo maggiore, lo si riconosce dal bastone di pellegrino, della seconda figura si è conservata solo la ruota, certamente vi era affrescata santa Caterina d’Alessandria, il cui volto è completamente perso, la figura di destra forse raffigurava san Leonardo, riconoscibile dal libro e dalla dalmatica. Poco a valle si trovano i resti di un antico mulino medioevale con deliziose cascatelle, risalendo attraversando il torrente, dopo un’impegnativa risalita, si gode una magnifica vista dall’alto della grande dolina carsica del Revotano. Si tratta di un impressionante fenomeno naturale che ha dato vita a molte leggende. Secondo una di queste qui un tempo un modesto villaggio, i cui abitanti però erano malvagi e blasfemi. Uno di loro aveva per moglie una graziosa ragazza dalla bionda chioma e un tenero figliolo. Un giorno la bella si recò al ruscello a lavare i panni, qui udì una voce salire dalle acque: preannunciava che Dio avrebbe scatenato la sua ira contro i miscredenti facendo tremare la terra, ma rassicurò la giovane dicendole che lei e suo figlio si sarebbero invece salvati. E fu così che venne davvero un grande terremoto, ma il ruscello chiamò la sposa e le disse «Corri bionda che la terra sprofonda». In tal modo lei si salvò e fondò un nuovo villaggio che divenne poi Roccantica. Il Revotano è una voragine, originatasi dal crollo della volta e delle pareti, che presenta delle impressionanti proporzioni, circa 250 m di diametro, ed è una delle formazioni carsiche più importanti dell’Appennino centrale.
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Felman73

Felman73

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