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Hermitage of Calomini — Local services in Unione Comuni Garfagnana

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Hermitage of Calomini
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Le Capanne holiday house
Località Capanne di Sopra, 1, 55020 Fabbriche di Vergemoli LU, Italy
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Hermitage of Calomini
ItalyTuscanyUnione Comuni GarfagnanaHermitage of Calomini

Basic Info

Hermitage of Calomini

Località Eremo di Calomini, 5, 55020 Fabbriche di Vergemoli LU, Italy
4.6(345)
Open until 8:00 PM
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spot

Ratings & Description

Info

Cultural
Scenic
Relaxation
Off the beaten path
attractions: , restaurants: , local businesses:
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+39 331 145 7698
Website
eremodicalomini.it
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Reviews of Hermitage of Calomini

4.6
(345)
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5.0
6y

Il nome “Calomini” sembra derivare da Coffis Minor, probabilmente perché sorgeva su un’altura più bassa di quelle circostanti. Già anticamente, i pellegrini arrivavano ma non facilmente; vi giungevano a piedi o servendosi del sentiero che sale dalla strada sottostante all’Eremo fin sotto la recinzione del Santuario, oppure scendendo dal sovrastante paese di Calomini attraverso un caratteristico itinerario in meno ai boschi. Dalla metà del XII secolo circa, si assiste un pò ovunque ad uno straordinario sviluppo delle istituzioni eremitiche. Si deve in modo particolare all’Eremita Bartolomeo di Vergemoli la ricostruzione dell’altare della Madonna e le prime modifiche strutturali dell’edificio sacro. Tra il 1710 e il 1747 si registra un incremento di popolarità dell’Eremo; ed anche i lavori di perfezionamento dell’edificio sacro progrediscono in modo sorprendente: l’altare della Madonna nel 1718, l’altare di S. Biagio nel 1734, l’altare di S. Giuseppe attorno al 1743. A seguito delle leggi Napoleoniche nel territorio della Garfagnana furono soppresse oltre cento istituzioni religiose: tra queste figura la chiesa dell’Eremita e molti dei suoi beni furono confiscati. Su pressione del rettore di Vergemoli fu possibile recuperare, il simulacro della Beata Vergine che, nel frattempo, era stato trasferito a Castelnuovo. Inoltre il podestà di Vergemoli si impegnò affinché fosse ripristinato il culto nella Chiesa dell’Eremita e a richiamare in loco sia il cappellano che gli eremiti. L’anno 1871 segna la chiusura della secolare attività degli Eremiti presso il Santuario: gli amministratori dell’Eremo di Calomini inviarono infatti in quell’anno una relazione al Vescovo di Massa, Mons. Giacomo Bernardi, sottolineando le numerose difficoltà nel reperire nuove figure di laici a cui affidare la custodia del luogo sacro. Il Vescovo pertanto, affinché l’Eremo non andasse chiuso ne affidò la custodia al clero secolare esortando i Parroci e la popolazione locale a prendersi cura del complesso. Nel 1914 subentrarono i Padri Cappuccini che ne ebbero la custodia per 98 anni, fino al 2011. Dal 2011 il Santuario Eremo di Calomini, per espresso desiderio di Mons. Benvenuto Italo Castellani, Arcivescovo di Lucca è affidato alla famiglia religiosa dei “Discepoli dell’Annunciazione“, comunità proveniente dalla Diocesi di Prato. La chiesa è a navata unica scavata per venti metri nella roccia e ornata da particolari elementi artistici, l’Eremita sorge sulle fondamenta di una antecedente Cappella e si presenta con un porticato che introduce con tonalità solenne nella seicentesca Chiesa. Di particolare risalto troviamo: – il grande portale formato da uno spartito in quattro formelle grandi, in cui sono raffigurati i quattro Evangelisti, e due piccole, ove sono scolpiti due cherubini; -l’altare maggiore e il tabernacolo influissimo marno bianco, giallo e rosso; -gli altari laterali in marmo e in pietra locale; -gli antichi confessionali e pulpito in legno del XVIII secolo; – i due cori in legno dietro l’altare maggiore di noce intagliato del 1721-1722; – i pregevoli dipinti presenti nel Santuario raffiguranti: la natività della Beata Vergine con gli angeli, la Sacra Famiglia (chiamato anche Dipinto di San Giuseppe), San Matteo e l’angelo, San Marco Evangelista, Sant’Antonio da Padova, San Michele con San Luigi Gonzaga, San Biagio; – i grandi lacunari presenti sulla volta del presbiterio raffiguranti episodi biblici e iscrizioni degli operatori dei vari lavori all’Eremo; – La miracolosa effige della Beata Vergine dei Martiri situata dietro al presbiterio dentro una nicchia scavata nella roccia. Dalla chiesa si accede all’antica Sagrestia che fu il nucleo originario del luogo di culto. Probabilmente come l’antica cappella esterna al Santuario (detta Grotta), è stata scavata nella roccia intorno all’anno Mille. All’interno dell’Eremo, oggi non visitabile, anticamente si trovavano le cellette degli eremiti scavate nella roccia e i locali comuni...

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1.0
1y

Esperienza deludente in un luogo di spiritualità: una visita che non ha avuto luogo

La nostra visita all'eremo è stata purtroppo segnata da un'accoglienza a dir poco spiacevole. Noi, un gruppo di cinque adulti e cinque bambini, siamo arrivati puntuali, ma siamo stati lasciati ad attendere sotto il sole cocente per oltre 15 minuti. Quando finalmente è arrivata la guida, ci ha accolto con malcelata irritazione, chiedendo se davvero intendevamo fare la visita tutti insieme, come se il nostro gruppo rappresentasse un problema. Con un visibile sospiro e uno sguardo esasperato rivolto verso il cielo, ha dichiarato, davanti agli altri visitatori, che la nostra presenza avrebbe obbligato a fare una "visita ridotta".

Imbarazzati e desiderosi di non creare disagio, abbiamo chiesto cosa impedisse ai bambini di partecipare alla visita completa. La guida ha iniziato a farfugliare qualcosa su eventuali "spaventi" che i bambini avrebbero potuto subire, senza però fornire spiegazioni chiare. Dopo un breve scambio di opinioni e incoraggiati dagli altri visitatori, che ci hanno detto che la visita ridotta andava bene anche per loro, siamo finalmente entrati.

Una volta dentro, tuttavia, nella prima stanza, ci siamo trovati subito di fronte a una scala di pietra che portava al piano superiore. A quel punto, la guida è tornata a rivolgersi a noi, in particolare a me che tenevo in braccio mio figlio, dicendo che la scala non era adatta ai bambini. Ancora una volta, ci siamo sentiti al centro dell'attenzione in modo sgradito. A quel punto, stanchi dell’atteggiamento scortese e di sentirci costantemente fuori posto, abbiamo deciso di uscire.

Per ben due volte abbiamo percepito chiaramente di non essere graditi. Un'accoglienza pessima, soprattutto in un contesto cristiano che dovrebbe predicare ben altro. Ancora non abbiamo capito se il problema fosse il presunto "spavento" per i bambini (spavento di cosa, esattamente?) o se il percorso non fosse adatto a loro. Sarebbe stato sufficiente un cartello all'ingresso, con scritto "visita non adatta ai bambini sotto i sei anni" o "i bambini entrano a proprio rischio", per chiarire la situazione e evitare fraintendimenti.

Come se non bastasse, subito dopo essere usciti dalla porta, la guida ci ha seguito per ribadire che "non avevamo capito". Ma purtroppo, avevamo capito benissimo: il messaggio di non essere benvenuti era fin troppo chiaro. Sembra che la vita da eremita faccia perdere il contatto con le buone maniere e la capacità di comunicare con gentilezza e chiarezza.

Conclusione: sconsigliato per famiglie. Un’esperienza...

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5.0
2y

Un joli petit coin, pour admirer la nature, c'est le printemps toute l'année. L'accés est plus facile en voiture, c'est aussi agréable en vélo.

PRIÈRE à la Vierge de l'Ermite Ô Marie, notre Mère bien-aimée, tournez-vous vers nous, qui sommes venus vous visiter, ce regard bienveillant qui répand les bénédictions. A vous Mère de Dieu et notre Mère nous confions notre sort temporel et éternel. Accueillez-nous tous sous votre Manteau, car vous êtes toute l'aide, le Refuge, la Mère ; étendez votre protection sur l'épouse mystique de votre fils divin, l'Église catholique ; unissez et préservez notre patrie et toutes les nations dans l'amour et la concorde, vous qui saluez la Reine de la Paix. Regarde avec pitié nos familles, nos proches, ceux qui nous demandent des prières. Ah ! O Marie, que personne ne quitte le Sanctuaire de vos pitoyables faveurs sans le secours invoqué ; mais tous ceux qui se confient à vous, tous ceux qui souffrent, agonisent ou meurent, sentent que là-haut, dans le royaume de votre divin Fils, vous êtes sa puissante avocate, Mère miséricordieuse et pieuse. Amen. signé Giuseppe...

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Davide PizziDavide Pizzi
Il nome “Calomini” sembra derivare da Coffis Minor, probabilmente perché sorgeva su un’altura più bassa di quelle circostanti. Già anticamente, i pellegrini arrivavano ma non facilmente; vi giungevano a piedi o servendosi del sentiero che sale dalla strada sottostante all’Eremo fin sotto la recinzione del Santuario, oppure scendendo dal sovrastante paese di Calomini attraverso un caratteristico itinerario in meno ai boschi. Dalla metà del XII secolo circa, si assiste un pò ovunque ad uno straordinario sviluppo delle istituzioni eremitiche. Si deve in modo particolare all’Eremita Bartolomeo di Vergemoli la ricostruzione dell’altare della Madonna e le prime modifiche strutturali dell’edificio sacro. Tra il 1710 e il 1747 si registra un incremento di popolarità dell’Eremo; ed anche i lavori di perfezionamento dell’edificio sacro progrediscono in modo sorprendente: l’altare della Madonna nel 1718, l’altare di S. Biagio nel 1734, l’altare di S. Giuseppe attorno al 1743. A seguito delle leggi Napoleoniche nel territorio della Garfagnana furono soppresse oltre cento istituzioni religiose: tra queste figura la chiesa dell’Eremita e molti dei suoi beni furono confiscati. Su pressione del rettore di Vergemoli fu possibile recuperare, il simulacro della Beata Vergine che, nel frattempo, era stato trasferito a Castelnuovo. Inoltre il podestà di Vergemoli si impegnò affinché fosse ripristinato il culto nella Chiesa dell’Eremita e a richiamare in loco sia il cappellano che gli eremiti. L’anno 1871 segna la chiusura della secolare attività degli Eremiti presso il Santuario: gli amministratori dell’Eremo di Calomini inviarono infatti in quell’anno una relazione al Vescovo di Massa, Mons. Giacomo Bernardi, sottolineando le numerose difficoltà nel reperire nuove figure di laici a cui affidare la custodia del luogo sacro. Il Vescovo pertanto, affinché l’Eremo non andasse chiuso ne affidò la custodia al clero secolare esortando i Parroci e la popolazione locale a prendersi cura del complesso. Nel 1914 subentrarono i Padri Cappuccini che ne ebbero la custodia per 98 anni, fino al 2011. Dal 2011 il Santuario Eremo di Calomini, per espresso desiderio di Mons. Benvenuto Italo Castellani, Arcivescovo di Lucca è affidato alla famiglia religiosa dei “Discepoli dell’Annunciazione“, comunità proveniente dalla Diocesi di Prato. La chiesa è a navata unica scavata per venti metri nella roccia e ornata da particolari elementi artistici, l’Eremita sorge sulle fondamenta di una antecedente Cappella e si presenta con un porticato che introduce con tonalità solenne nella seicentesca Chiesa. Di particolare risalto troviamo: – il grande portale formato da uno spartito in quattro formelle grandi, in cui sono raffigurati i quattro Evangelisti, e due piccole, ove sono scolpiti due cherubini; -l’altare maggiore e il tabernacolo influissimo marno bianco, giallo e rosso; -gli altari laterali in marmo e in pietra locale; -gli antichi confessionali e pulpito in legno del XVIII secolo; – i due cori in legno dietro l’altare maggiore di noce intagliato del 1721-1722; – i pregevoli dipinti presenti nel Santuario raffiguranti: la natività della Beata Vergine con gli angeli, la Sacra Famiglia (chiamato anche Dipinto di San Giuseppe), San Matteo e l’angelo, San Marco Evangelista, Sant’Antonio da Padova, San Michele con San Luigi Gonzaga, San Biagio; – i grandi lacunari presenti sulla volta del presbiterio raffiguranti episodi biblici e iscrizioni degli operatori dei vari lavori all’Eremo; – La miracolosa effige della Beata Vergine dei Martiri situata dietro al presbiterio dentro una nicchia scavata nella roccia. Dalla chiesa si accede all’antica Sagrestia che fu il nucleo originario del luogo di culto. Probabilmente come l’antica cappella esterna al Santuario (detta Grotta), è stata scavata nella roccia intorno all’anno Mille. All’interno dell’Eremo, oggi non visitabile, anticamente si trovavano le cellette degli eremiti scavate nella roccia e i locali comuni della comunità.
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Giovanni CaciGiovanni Caci
Bellissimo luogo di silenzio, preghiera e natura. Lasciare la macchina al parcheggio e seguire il sentiero pedonale. Tenere la sinistra al bivio. Vicino via è agriturismo per mangiare. Peccato assenza di visite in orario mattutino e grotta interdetta. Bel punto di riposo e relax
AldoAldo
Siamo passati a visitare questo luogo in una splendida giornata di giugno. Si respira un'atmosfera di pace e serenità. Simone, la guida che ci ha accompagnato ed illustrato ogni particolare, è una persona estremamente gentile e disponibile. L'eremo è incassato e parzialmente scavato nella roccia. Gli ambienti, con arredi del XV/XVIII secolo, hanno una temperatura molto gradevole d'estate e sono immersi in un silenzio assoluto. Il panorama che si gode dalla terrazza, a picco sulla valle sottostante, è veramente stupendo. Dalla terrazza, attraverso una porticina mimetizzata nella parte, si accede al palco dell'organo della retrostante cappella. Simone ci ha anche mostrato uno dei passaggi segreti all'interno della chiesa. L'eremo ha riaperto al pubblico da un mese ed abbiamo conosciuto il nuovo frate cistercense che dimora nella struttura. Tutto molto bello e suggestivo. Da visitare.
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Davide Pizzi

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Giovanni Caci

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Aldo

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