Non è proprio una vera e propria via ferrata. E' sicuramente una palestra di roccia. Molto corta ma tecnica. Si può affrontare anche solo con le basi dell'arrampicata e un po' di esperienza. Scarpette da arrampicata o da montagna con punta rigida, consigliati guanti da lavoro o mani nude per migliore presa. Consigliatissimo l'imbrago e magari il casco. Si sviluppa in circa 4 tratti distinti. Sin dal primo attacco se ne intuisce il grado di difficoltà e si può intuire se è adatta alle proprie capacità . La difficoltà non aumenta salendo. A metà ferrata e in vetta ci sono due sentieri di fuga molto semplici. Ognuno dei 4 tratti ha un modo di approccio diverso da sviluppare per via delle prese diverse. Prese sempre presenti e anche di maggior quantità rispetto a quante necessitano Dopo il primo tratto si può andare sulla sinistra per un tratto inizialmente comodo e poi sempre semplice ma esposto, il tratto chiude e bisogna tornare indietro, ma vale la pena farlo per il panorama. Molto consigliato in autunno per temperatura e vicinanza alla città . Non andateci se piove o ha piovuto, diventa...
   Read moreHai le mani in prese svase, con un braccio tiri, con l'altro spingi. Sei completamente pieno di sabbia, sembra che ti sia rotolato in una spiaggia. I piedi sono da qualche parte in spalmo.. si tolgono dei pezzetti di roccia, senti sotto la punta la sabbia che si muove. Il prossimo spit è vicino ma non abbastanza, lo scorso non ti fa sentire al sicuro. Sullo sfondo senti i camion dell'A1. Sei alla Rocca di Badolo, una falesia molto grande, con gradi per tutti i gusti ma niente di banale. Prese scavate (o persino prese da palestra inchiodate nella roccia!!!), roccia sabbiosa, spit quasi solo a grossi fittoni. Ci sono molti motivi per non sopportarla, tra cui il fatto che probabilmente dovrai lavare corda, sacco e scarpette una volta tornato a casa... Ma imparerete anche ad apprezzarla e ad apprezzarne la scalata atletica...
   Read moreUna ferrata diversa dal solito in un luogo fantastico. Dico diversa perchÊ le prese sono scavate nell'arenaria, una pietra che sulla carta è molto brutta per arrampicare, ma che regala un bel colore giallo alla parete. In verità la via è ben fatta e tante prese sono tasche che permettono di essere usate nella maggior parte del tragitto, se si riflette e ci si prende il proprio tempo non servirà usare molto il cavo, nonostante la verticalità pressochÊ continua. Una chicca per i piÚ coraggiosi sarà cercare e attraversare la cengia (credo sia quella intermedia?) orizzontale, dove per risolvere lo strapiombo bisognerà sporgersi nel vuoto di schiena, affidandosi al cavo con buona tenuta di braccia e core. Una volta in cima, godetevi la vista e il bosco di querce che ne...
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