Introduzione:
La vetta del Rocciamelone domina la valle di Susa con i suoi 3538 m di altitudine. Il 5 Agosto è meta di un pellegrinaggio religioso che porta in cima migliaia di persone.
Accesso:
Accesso: da Susa seguire in auto le indicazioni per per l´abitato di Mompantero seguire le indicazioni per "Rocciamelone", in circa 35/40 minuti di tragitto in auto, misto asfalto-sterrato, si raggiunge un piccolo pianoro con sulla sinistra la partenza di una teleferica (2.110 m) diretta al Rifugio privato "Ca´ d´Asti" (2854 mt) situato all´incirca a metà dell´ascensione.Si parcheggia l’auto accanto alla teleferica e si imbocca il sentiero (segnavia bianco-rossi) a sinistra della carreggiata.
Descrizione della salita:
Il sentiero sale sino alla cresta del crinale (circa 15 ‘) dove si trova un vascone ed una fontana (2215 m). Al di sotto di questo punto si trova il Rifugio la Riposa (2200 m), sorto sui ruderi di un ex-fortino chiamato appunto "La Riposa". Da questo punto si segue il sentiero, sempre ben segnato, che si inerpica sui pendii erbosi verso la cima. Continuando a salire ci si trovera’ al di sotto di una parete rocciosa sulla cui cima vi sono delle bandiere,prendendo verso destra in breve tempo si raggiunge il Rifugio Ca’ D’Asti (2854 mt). Dal Ca’ D’Asti il sentiero sale lungo una pietraia ripiegando poi verso sinistra con una lunga serie di tornanti, a quota 3300 mt si incontra una croce in ferro posta su di un pilone , da qui il sentiero si fa pianeggiante per un tratto quindi riprende a salire con tratti scavati nella roccia e tornanti , arrivati all’ultimo tratto, vi sono corde fisse e catene che agevolano la salita, da qui la cima dista pochi minuti.
Discesa:
Come per la salita.
Note:
Nelle giornate piu’ terse il panorama è stupendo su tutte le Alpi occidentali, si puo’ vedereil MonViso, le Barre des Ecrines a O, il Monte Bianco e Gran Paradiso a N, il Monte Rosa a NE e la collina torinese a SE. Più vicine sono ben visibili tutte le altre cime della zona e non, dalla Punta dell´Aquila sino al Robinet, Cristalliera e Orsiera, dallo Chaberton alla Grand´Hoche, Cima del Vallonetto, Niblè, Sommelier, Rognosa d´Etiache, Denti d´Ambin, Pierre Menue ai monti di Bardonecchia, dalla Vanoise alle valli di Lanzo con l´Albaron di Savoia, Uja di Ciamarella, Uja Bessanese, Croce Rossa, Punta d´Arnas e Monte Lera. Sotto il ROcciamelone è ben visibile tutta la val di Susa fino al Monginevro, la val Cenischia fino al lago del Moncenisio (il forte Varisello e la diga) e la Val di Viù con il ghiacciaio del Rocciamelone.Dal lago di Malciaussia (Val di Viu’) partono altri due percorsi diretti alla vetta, uno escursionistico attraverso il Colle della Croce di Ferro e uno alpinistico attraverso il Rifugio Tazzetti e il ghiacciaio del Rocciamelone.Sulla cima trovano posto la famosa statua bronzea della Madonna e il Rifugio Santa Maria, bivacco sempre aperto con 13 posti letto di proprietà dell´Associazione "Giovane...
Read moreIl Rocciamelone (Rociamlon [rʊʧamˈlʊŋ] in piemontese, è una montagna delle Alpi Graie della Catena Rocciamelone-Charbonnel, alta 3.538 m s.l.m., situata in Piemonte, al confine tra la Valle di Susa e la Valle di Viù, sulla cui vetta convergono i territori comunali di Mompantero, Novalesa e Usseglio. Nel medioevo era considerato la più alta cima delle Alpi. Questa convinzione, che oggi sappiamo errata, era supportata da diversi fattori: il monte infatti incombe su Susa con un balzo che supera i tremila metri; inoltre era ben visibile per la sua caratteristica forma conica dalla frequentatissima Via Francigena, che portava oltralpe attraverso il Moncenisio, palesandosi anche al viaggiatore più distratto in un periodo in cui vaste zone alpine erano pressoché inesplorate. La prima Prima ascensione avvenne nel medioevo vi furono diversi tentativi di salita alla vetta, compreso uno da parte dei monaci dell'abbazia di Novalesa che - si legge negli annali dell'Abbazia - vengono respinti da vento e grandine. La prima salita documentata risale al 1º settembre 1358, probabilmente un primato nell'arco alpino. Il crociato astese Bonifacio Rotario, catturato dai Turchi, si affida alla Madonna, promettendo, qualora fosse tornato in patria, di dedicarle un simulacro sulla vetta della prima montagna che avesse visto tornato sul suolo natio. Assistito da alcuni portatori, raggiunse effettivamente la vetta portando con sé come ex voto un pregevole trittico in bronzo inciso con il bulino, fatto realizzare a Bruges e dedicato appunto alla Madonna. Collocò l'opera in una grotta scavata nella roccia sulla cima della montagna. Questo storico evento alimentò per secoli una importante devozione popolare verso la Madonna, e molti altri pellegrini si aggiunsero a Bonifacio Rotario. Il 5 agosto 1673 però un tale Giacomo Gagnor, soprannominato "il matto di Novaretto", fece un pellegrinaggio sul Rocciamelone e si portò via il famoso trittico dalla vetta recapitandolo poco tempo dopo al castello di Rivoli, convinto di fare un piacere al Duca di Savoia Carlo Emanuele II affinché potesse ammirarlo con la sua corte senza doversi sobbarcare la faticosa ascesa. Successivamente la preziosa opera fu collocata all'interno della cattedrale di San Giusto a Susa e, a partire dal 2000, è possibile ammirarlo presso il Museo Diocesano di Susa dove è attualmente conservato ed esposto al pubblico. Mio padre molti anni orsono...
Read moreEscursione dal parcheggio La Riposa dislivello m 1488
Da Susa lungo la SS 25 si svolta a dx seguendo le indicazioni per Monpantero e Rocciamelone; si supera la frazione Urbiano e si inizia a salire lungo la strada asfaltata, sempre seguendo indicazioni per La Riposa e Rocciamelone. Gli ultimi 5 km di questa strada (che ne misura 20) sono su discreto sterrato. Si parcheggia nell'ampio piazzale dove parte la teleferica del Rifugio Ca' d'Asti a quota circa 2050 m. Si può anche proseguire fino sotto al Rifugio La Riposa, posteggiando a bordo strada prima della barra (pochi posti).
Dal parcheggio all’inizio della teleferica (fontana) si procede in direzione nord per l’evidente sentiero, che tra i radi pini mughi conduce ad un colletto a poca distanza dal Rifugio La Riposa (altra fontana). Seguendo le indicazioni e le tacche di vernice bianca/rossa, si inizia a salire con percorso abbastanza sostenuto, con numerose svolte lungo le pendici erbose della montagna. Si raggiunge lo sperone roccioso che sorregge il Rifugio Ca’ d’Asti (2854 m), a cui si perviene con un ultimo strappo. A monte del rifugio si riprende la salita sempre evidente; l’ambiente cambia e i prati lasciano spazio alla pietraia. Senza alcuna difficoltà ci si inerpica prima con un lungo traverso verso est, poi con numerose svolte in direzione del pilone della Crocetta, ben visibile in alto. Raggiunta la Crocetta (3306 m), appare finalmente la cima; si prosegue su un’ampia cengia a mezzacosta in leggera salita, fino alla verticale sotto la cima, dove si sale con andamento più ripido, su cenge e roccette piuttosto esposte, attrezzate con corde. Superate le ultime roccette si perviene al piazzale antistante santuario e bivacco Santa Maria. Ancora qualche passo di salita e si può toccare la statua della Madonna posta proprio in cima. Nn Bivacco attualmente senza materassi.
Cit. Gulliver
Acqua: fontana al parcheggio, presso La Riposa e presso il Ca' D'Asti (in bottiglia)
Connessione internet poco...
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