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Pizzo Coca — Local services in Valbondione

Name
Pizzo Coca
Description
Pizzo Coca is a mountain that straddles the Val Seriana and the Valtellina in Lombardy, Italy. It is the highest peak in the Bergamo Alps. Its height is 3,050 metres with a prominence height of 1,878 metres and a saddle of 1,172 metres. A post-glacial valley exists near a point called Ometto in sassi at 2,400 meters.
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Pizzo Coca
ItalyLombardyValbondionePizzo Coca

Basic Info

Pizzo Coca

24020 Valbondione, Province of Bergamo, Italy
4.9(67)
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Pizzo Coca is a mountain that straddles the Val Seriana and the Valtellina in Lombardy, Italy. It is the highest peak in the Bergamo Alps. Its height is 3,050 metres with a prominence height of 1,878 metres and a saddle of 1,172 metres. A post-glacial valley exists near a point called Ometto in sassi at 2,400 meters.

Outdoor
Adventure
Scenic
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Andrea BovoneAndrea Bovone
Salita al Pizzo Coca (3052 metri) per la via Normale effettuata in due giorni tra il 10 e l'11 Agosto. Percorso: Valbondione, Rifugio Merelli al Coca, Bocchetta dei Camosci, Pizzo Coca. Durata: salita al rifugio, 1 ora e 50 minuti. Dal rifugio al Pizzo, 3 ore. Discesa: 2 ore e 30 dal Pizzo al Rifugio, 1 ora e 30 minuti dal Rifugio a Valbondione. Difficoltà: A, F. 1° giornata, partenza pomeridiana da Valbondione direzione Rifugio Merelli al Coca (1892 mr). Sentiero intrapreso con pioggia abbastanza intensa e imprecazioni annesse. Percorso comunque interessante, soprattutto in uscita dal tratto boschivo, con qualche roccetta e tratti attrezzati negli ultimi metri di dislivello. Abbastanza rapida e ripida, in generale, in quanto si compiono 1000 metri di dislivello in poco meno di 3 km e sotto le due ore con passo normale. 2° giornata: sentiero 323 direzione Bocchetta dei Camosci (2719 mt). Primo tratto fino al lago di Coca (o poco prima) facile. Da qui, deviazione a destra che sale potentemente tra roccette di I grado massimo e bolli non particolarmente visibili (nel nostro caso c'era la nebbia che non aiutava). All'arrivo alla bocchetta si intraprendono gli ultimi 300 metri, decisamente i più interessanti della via. Difficoltà sempre abbastanza contenute: primo canalino, che raggiunge il II grado abbondante di arrampicata, divertente ma breve. Scelta la variante facile, si sale su per canalini sfasciumosi, roccette di massimo II grado, alcuni tratti camminabili e qualche placchetta sul finale. Vista dalla vetta sicuramente spettacolare se non ci fosse stata una nuvola a coprire tutto. Nel nostro caso, quindi, non si è visto un bel nulla assoluto. La soddisfazione di aver raggiunto la cima ha rimediato a questa assenza. Discesa sulla stessa via di salita, rognosa ma mai difficile. Raramente si disarrampica. In generale, percorso da intraprendere con rispetto, difficoltà mai trascendentali ma da attenzionare. Serve un buon grado di allenamento e buona esperienza in ambienti severi come questo. Via comunque frequentata. A tratti si è venuta a creare una fila, specie in discesa. PS: ottimo per disponibilità, simpatia e capacità gastronomiche il pernottamento al Rifugio Merelli al Coca.
Gabriele BusnelliGabriele Busnelli
A 3054 metri sul livello del mare, il Pizzo di Coca è la vetta più alta delle intere Alpi Orobie. L’itinerario di salita più praticato sale dal versante bergamasco di Valbondione, con un valido punto di appoggio nel rifugio Merelli- dove è consigliabile, vista la durata e il dislivello, di pernottare prima di affrontare l’ascesa. L’itinerario, consultabile facilmente anche su internet, non è proibitivo, ma consiste comunque di roccette sulle quali è necessario avere un minimo di dimestichezza in arrampicata (grado III UIAA), e bisogna ponderare i fattori di rischio. In particolare, nel punto in cui si incontra una variante etichettata “difficile”, il mio consiglio è di salire dall’itinerario normale. È indispensabile l’uso almeno del caschetto, viste le caratteristiche della roccia che “scarica”.
Nicola SalviNicola Salvi
Cima più alta della bergamasca con i suoi 3050 m. Con un normale allenamento e un buon passo la si sale in circa 4h altrimenti 5-6h partendo da Valbondione. Partendo dal rifugio Coca 2-3h. Consiglio di salirla la mattina molto presto se si vuole godere della vista spettacolare che offre perché già da metà mattina cominciano a salire e ad addensarsi le nebbie e le nuvole, anche con tempo bello fa il cosiddetto cappello. Salita estiva dalla normale relativamente facile, attenzione solo alla discesa scivolosa. Salita primaverile dal canale nord più alpinistica.
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Salita al Pizzo Coca (3052 metri) per la via Normale effettuata in due giorni tra il 10 e l'11 Agosto. Percorso: Valbondione, Rifugio Merelli al Coca, Bocchetta dei Camosci, Pizzo Coca. Durata: salita al rifugio, 1 ora e 50 minuti. Dal rifugio al Pizzo, 3 ore. Discesa: 2 ore e 30 dal Pizzo al Rifugio, 1 ora e 30 minuti dal Rifugio a Valbondione. Difficoltà: A, F. 1° giornata, partenza pomeridiana da Valbondione direzione Rifugio Merelli al Coca (1892 mr). Sentiero intrapreso con pioggia abbastanza intensa e imprecazioni annesse. Percorso comunque interessante, soprattutto in uscita dal tratto boschivo, con qualche roccetta e tratti attrezzati negli ultimi metri di dislivello. Abbastanza rapida e ripida, in generale, in quanto si compiono 1000 metri di dislivello in poco meno di 3 km e sotto le due ore con passo normale. 2° giornata: sentiero 323 direzione Bocchetta dei Camosci (2719 mt). Primo tratto fino al lago di Coca (o poco prima) facile. Da qui, deviazione a destra che sale potentemente tra roccette di I grado massimo e bolli non particolarmente visibili (nel nostro caso c'era la nebbia che non aiutava). All'arrivo alla bocchetta si intraprendono gli ultimi 300 metri, decisamente i più interessanti della via. Difficoltà sempre abbastanza contenute: primo canalino, che raggiunge il II grado abbondante di arrampicata, divertente ma breve. Scelta la variante facile, si sale su per canalini sfasciumosi, roccette di massimo II grado, alcuni tratti camminabili e qualche placchetta sul finale. Vista dalla vetta sicuramente spettacolare se non ci fosse stata una nuvola a coprire tutto. Nel nostro caso, quindi, non si è visto un bel nulla assoluto. La soddisfazione di aver raggiunto la cima ha rimediato a questa assenza. Discesa sulla stessa via di salita, rognosa ma mai difficile. Raramente si disarrampica. In generale, percorso da intraprendere con rispetto, difficoltà mai trascendentali ma da attenzionare. Serve un buon grado di allenamento e buona esperienza in ambienti severi come questo. Via comunque frequentata. A tratti si è venuta a creare una fila, specie in discesa. PS: ottimo per disponibilità, simpatia e capacità gastronomiche il pernottamento al Rifugio Merelli al Coca.
Andrea Bovone

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A 3054 metri sul livello del mare, il Pizzo di Coca è la vetta più alta delle intere Alpi Orobie. L’itinerario di salita più praticato sale dal versante bergamasco di Valbondione, con un valido punto di appoggio nel rifugio Merelli- dove è consigliabile, vista la durata e il dislivello, di pernottare prima di affrontare l’ascesa. L’itinerario, consultabile facilmente anche su internet, non è proibitivo, ma consiste comunque di roccette sulle quali è necessario avere un minimo di dimestichezza in arrampicata (grado III UIAA), e bisogna ponderare i fattori di rischio. In particolare, nel punto in cui si incontra una variante etichettata “difficile”, il mio consiglio è di salire dall’itinerario normale. È indispensabile l’uso almeno del caschetto, viste le caratteristiche della roccia che “scarica”.
Gabriele Busnelli

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Cima più alta della bergamasca con i suoi 3050 m. Con un normale allenamento e un buon passo la si sale in circa 4h altrimenti 5-6h partendo da Valbondione. Partendo dal rifugio Coca 2-3h. Consiglio di salirla la mattina molto presto se si vuole godere della vista spettacolare che offre perché già da metà mattina cominciano a salire e ad addensarsi le nebbie e le nuvole, anche con tempo bello fa il cosiddetto cappello. Salita estiva dalla normale relativamente facile, attenzione solo alla discesa scivolosa. Salita primaverile dal canale nord più alpinistica.
Nicola Salvi

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Reviews of Pizzo Coca

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La più bella montagna delle Orobie!! Salita partendo da Valbondione (solo per escursionisti esperti con un gamba ben allenata in quanto il dislivello è veramente notevole). Si parte dall’abitato di Valbondione seguendo il sentiero 301 che porta al Rifugio Coca e passa subito in mezzo ad una zona piena di massi utilizzati dagli appassionati di bouldering (passaggi estremi di arrampicata a livello del suolo), il sentiero per il rifugio si alza abbastanza ripido sulla montagna (d’altronde siamo nella zona più selvaggia delle Orobie dove trovano posto il Pizzo Coca, il Pizzo Redorta e la Punta Scais), una volta raggiunto il rifugio Coca si prosegue per il lago di Coca che si trova appena sopra. Arrivati al lago si trova un masso che indica verso dx la bocchetta dei camosci e qui inizia la salita vera e propria al Pizzo Coca (ci sono ancora 950 mt di dislivello dal lago alla vetta da farsi in ambiente assolutamente alpino e bellissimo). Si attacca quindi il ripido pendio verso la bocchetta dei camosci ed una volta raggiunta si piega verso sinistra dove ci aspetta un arrampicata di secondo grado per un tratto di almeno 60/70 mt. Attenzione che da questo punto in poi non sono ammessi passi falsi e l’attenzione deve essere massima in quanto non siamo più su un semplice sentiero dove ci guardiamo attorno mentre camminiamo, se vogliamo ammirare quello che ci circonda ci fermiamo. Si prosegue il tracciato segnalato con i bollini rossi alpinistici ed arrivati ad un bivio si trova una scritta “facile/difficile” seguire assolutamente la direzione facile in quanto quella difficile porta direttamente in piena parete quindi solo per chi sa cosa sta percorrendo. Si prosegue sempre seguendo i bollini rossi facilmente individuabili fino al raggiungimento della vetta del Re delle Orobie che vi regalerà una vista senza pari. Vista la quota che si raggiunge e la zona molto impervia nella quale si trova consiglio di arrivare entro la mattina per godersi un po’ la bellezza della cima e prendere la via del ritorno abbastanza presto, prendersi un temporale estivo sul Pizzo Coca non è una situazione proprio piacevole. Comunque assolutamente da provare, almeno nella versione spezzata in due tappe, vi farà sentire dei veri alpinisti e vi darà la spinta per affrontare nuovi obiettivi sempre più arditi!!!!! Buon...

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Salita al Pizzo Coca (3052 metri) per la via Normale effettuata in due giorni tra il 10 e l'11 Agosto. Percorso: Valbondione, Rifugio Merelli al Coca, Bocchetta dei Camosci, Pizzo Coca. Durata: salita al rifugio, 1 ora e 50 minuti. Dal rifugio al Pizzo, 3 ore. Discesa: 2 ore e 30 dal Pizzo al Rifugio, 1 ora e 30 minuti dal Rifugio a Valbondione. Difficoltà: A, F. 1° giornata, partenza pomeridiana da Valbondione direzione Rifugio Merelli al Coca (1892 mr). Sentiero intrapreso con pioggia abbastanza intensa e imprecazioni annesse. Percorso comunque interessante, soprattutto in uscita dal tratto boschivo, con qualche roccetta e tratti attrezzati negli ultimi metri di dislivello. Abbastanza rapida e ripida, in generale, in quanto si compiono 1000 metri di dislivello in poco meno di 3 km e sotto le due ore con passo normale. 2° giornata: sentiero 323 direzione Bocchetta dei Camosci (2719 mt). Primo tratto fino al lago di Coca (o poco prima) facile. Da qui, deviazione a destra che sale potentemente tra roccette di I grado massimo e bolli non particolarmente visibili (nel nostro caso c'era la nebbia che non aiutava). All'arrivo alla bocchetta si intraprendono gli ultimi 300 metri, decisamente i più interessanti della via. Difficoltà sempre abbastanza contenute: primo canalino, che raggiunge il II grado abbondante di arrampicata, divertente ma breve. Scelta la variante facile, si sale su per canalini sfasciumosi, roccette di massimo II grado, alcuni tratti camminabili e qualche placchetta sul finale. Vista dalla vetta sicuramente spettacolare se non ci fosse stata una nuvola a coprire tutto. Nel nostro caso, quindi, non si è visto un bel nulla assoluto. La soddisfazione di aver raggiunto la cima ha rimediato a questa assenza. Discesa sulla stessa via di salita, rognosa ma mai difficile. Raramente si disarrampica. In generale, percorso da intraprendere con rispetto, difficoltà mai trascendentali ma da attenzionare. Serve un buon grado di allenamento e buona esperienza in ambienti severi come questo. Via comunque frequentata. A tratti si è venuta a creare una fila, specie in discesa.

PS: ottimo per disponibilità, simpatia e capacità gastronomiche il pernottamento al Rifugio...

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A 3054 metri sul livello del mare, il Pizzo di Coca è la vetta più alta delle intere Alpi Orobie. L’itinerario di salita più praticato sale dal versante bergamasco di Valbondione, con un valido punto di appoggio nel rifugio Merelli- dove è consigliabile, vista la durata e il dislivello, di pernottare prima di affrontare l’ascesa. L’itinerario, consultabile facilmente anche su internet, non è proibitivo, ma consiste comunque di roccette sulle quali è necessario avere un minimo di dimestichezza in arrampicata (grado III UIAA), e bisogna ponderare i fattori di rischio. In particolare, nel punto in cui si incontra una variante etichettata “difficile”, il mio consiglio è di salire dall’itinerario normale. È indispensabile l’uso almeno del caschetto, viste le caratteristiche della roccia...

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