Le sponde del Meschio nel primo Novecento hanno assistito a un notevole sviluppo industriale, rivolto soprattutto alla produzione della seta: dalla bachicoltura, praticata nelle campagne, alla filatura della fibra tessile, negli opifici mossi dalla forza idraulica. L'attività è cessata negli anni Sessanta, ma la sua storia è raccontata dal Museo del baco da seta, segnalato dalla ciminiera della filanda dismessa che lo ospita. Dal gelso ai rocchetti di seta l'esposizione è oltremodo varia, – strumenti e attrezzature, pubblicazioni e manifesti, foto e filmati storici, materiali connessi all'attività del locale centro bacologico, – a testimonianza di quella che è stata non solo una delle primarie risorse economiche del Vittoriese, motore di grandi trasformazioni sociali, ma anche motivo di specifica rilevanza della città a livello nazionale. Estratto da «Vittorio Veneto e le Prealpi Trevigiane» (Francesco Soletti, Touring...
Read moreEsposizione molto interessante. Si parte dall'origine della seta, a come è giunta nel nostro paese. Si passa poi nelle sezioni che riguardano l'allevamento dei bachi da seta fino alla prodizione del filato stesso. Importanti testimonianze con filmati d'epoca dell'Istituto Luce, dei vari processi di lavorazione. Sale espositive dettagliate anche con gigantografie. Importante l'esposizione delle attrezzature usate per le varie tipologie di lavorazione. Bello il catalogo in vendita. Solo una pecca, mi pare poco pubblicizzato e di conseguenza, poco frequentato. Ci siamo accorti per caso di un piccolo cartello che indicava la...
Read moreLa visita è stata molto piacevole, un tuffo nel passato. Se si vuole assaporare ogni passaggio c'è bisogno di tempo. Per chi non ha vissuto quel tipo di allevamento non è facile coglierne le difficoltà e le speranze. Sarebbe utile una guida che accompagna nel percorso. Mi aspettavo solo di trovare maggiori spiegazioni sull'animale baco da seta, ad esempio più fotografie degli stadi della crescita...perché per me è un bruco...
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