Per me e Watson non è stato semplice trovare un locale per questa fine settimana: affaccendati sino al venerdì, alla sera i ristoranti delle province limitrofe a quella di Novara sono spesso al completo. È stato quindi per esclusione che abbiamo fermato un tavolo all'osteria Cascina dei fiori a Borgo Vercelli. Non segnata in modo adeguato sul territorio (i cartelli indicatori si trovano se si proviene da Vercelli e non per chi arriva da Novara), la Cascina dei Fiori è un piccolo locale country che, pur ricordando nei segni la campagna circostante, ha un che di britisch così come il titolare che funge anche da mètre e da cameriere avendo frequentato l'istituto alberghiero di Varallo ed avendo lavorato (anche durante gli studi) nell'albergo dei genitori sulla riviera adriatica. Il padrone di casa, gentilissimo, professionale, ma affabile ci porta velocemente menù e carta dei vini. Cominciamo con un'entrée a base di acciughe alla veneziana; l'antipasto: uno sformato alle verdure e fonduta di taleggio è spettacolare così come il primo, un risotto allo zafferano ed asparagi. Superlativo anche il mio secondo, la guancia di vitello al barbaresco su letto di purè (non mi è neppure stato dato il coltello tanto era tenera! ) così come quello di Watson, il petto di faraona cotto sottovuoto e rosolato con bacche di ginepro, accompagnato da crema di lenticchie rosse e curcuma e da radicchio. Anche il dolce (che, purtroppo ancora una volta viene indicato come sorbetto), del gelato al limone e mandarino, pulisce stupendamente la bocca. Il caffè (anche se non nelle mie corde per una miscela troppo amara per i miei gusti) conclude la cena. Accompagniamo il tutto con 2 bottiglie da 0,75 di acqua Sanpellegrino ed una bottiglia di Monferrato rosso doc "Le Grive" dell'azienda Forteto della Luya di Loazzolo (un cuvee di pinot nero e Barbera), elegantissimo. In due spendiamo € 189 dove il vino ha pesato per € 40 e il coperto per € 4 ciascuno. Da menzionare la serietà dello chef che, lasciata la cucina, si è presentato ad un terzetto di avventori che avevano chiesto il risotto allo zafferano ed asparagi appena prima del dolce (ed essendosi presentati in sala non certo all'apertura alle 20); scusandosi ha dovuto negare il piatto perché la comanda era arrivata oramai troppo tardi per una tale preparazione già lunga di suo e perché la cucina è tarata per una sola...
Read moreL eleganza del cibo cozza con l arroganza la presunzione e la falsa cortesia del titolare. Deludente Lei è certamente libero di decidere chi ospitare e chi no a casa sua ...ci mancherebbe... ma il problema non è lei caro Milan che non ci ospiterà più ma noi a NON VENIRE PIÙ... La sua arroganza non ci ha per nulla stupiti....anzi è stata una conferma della sua finta gentilezza riscontrata in altre occasioni. Purtroppo a lei è mancato il senso di comprensione verso clienti che purtroppo in quella serata e in quel preciso periodo, e Lei ne era a conoscenza, hanno avuto problemi decisamente seri da DIMENTICARE probabilmente la revoca della prenotazione presso il Suo ristorante...ma questo per lei "è irrilevante ". Nella vita talvolta occorre essere anche umani, e non pensare solo a fare cassetto, ....e ciò che stupisce è che ci ha stupiti è soprattutto questo atteggiamento proprio da parte sua che purtroppo spesso nel suo cammino ha provato il sapore delle problematiche di salute. E chiudiamo qui questo penoso siparietto ... Che...
Read moreAbbinare l'aggettivo "arrogante" alla figura, all'educazione e alla cortesia di Paolo Milan è uno degli esercizi di contorsionismo logico più complessi e imbarazzanti che possa partorire una mente umana. Forse perché mi ha fatto sempre sentire a casa, ogni volta che sono stato suo ospite, forse per l'atmosfera calda e ovattata dell'interno che contrasta col panorama della profonda campagna vercellese intorno. È un posto per quei pochi che sanno cogliere le sfumature che fanno la differenza. Non per tutti. Ricorderò sempre una intima cena infrasettimanale con la cara Julia, che viene dalla terra del ghiaccio, solo noi due nel locale, il fuoco schioppettava nel camino e il tempo si era fermato fuori dalla porta mentre il buon Paolo ci coccolava con le sue...
Read more