È raro, persino per un viaggiatore disincantato, imbattersi in un’esperienza gastronomica tanto desolante da meritare di essere incisa a futura memoria come monito. Eppure, in questo angolo che potrebbe essere un piccolo gioiello della nostra regione — con un piazzale delizioso, un contesto che griderebbe accoglienza e calore — ciò che si consuma è invece uno spettacolo di decadenza familiare e malintesa tradizione.
È un peccato, un vero peccato per la regione, che potrebbe brillare di eccellenze culinarie e invece si ritrova macchiata da un ristorante che affida l’intero servizio a nipotini sorridenti — sfruttati con la complicità di nonno e nonna, più impegnati a scannarsi a vicenda che a governare la cucina o a curare la sala.
Ci è stato servito un cosiddetto Aperol Spritz che dell’originale conserva solo il nome — forse — e un cervo crudo che, più che una delizia di selvaggina, era un insulto alle papille gustative e alla sicurezza alimentare. La polenta? Una massa anemica e spugnosa, come se fosse stata prima affogata, poi rianimata senza alcuna dignità gastronomica.
Il finale, degno di una tragicommedia di provincia: al momento di saldare il conto — con una pazienza che già rasentava l’eroismo — la nonna-padrona pretende una confessione, una dichiarazione di colpevolezza da parte del cliente: «Mi dica cosa non andava bene!». E quando, per non infierire oltre, ho tentato di chiudere civilmente la questione, mi sono ritrovato coinvolto in una scenetta surreale, costretto a insistere per pagare e ad assistere a un comizio di offese.
Ho chiesto di portare via gli avanzi — almeno i miei cani, pensavo, avrebbero saputo trarne un senso. «Loro sono più dignitosi di lei», ha chiosato la nonna. E come negarlo? Forse sì.
Tutto, fino all’ultimo centesimo, preteso senza sconto, senza ritegno, senza vergogna.
È una vergogna, sì: per la gastronomia, per l’ospitalità, per quel pezzo di territorio che meriterebbe ben altri ambasciatori del gusto. Spero solo che i nipoti, un giorno, ricordino con lucidità questi pomeriggi rubati e decidano di fare...
Read moreGiorno di Ferragosto... Si sa, tanta gente in giro e possibile confusione anche a tavola. Ma un servizio così mai visto in vita mia! Sorvolo sul forte ritardo nel portare i piatti pronti al tavolo. Abbiamo preso 2 piatti di selvaggina e una trifolciccia: pochissima carne e tanta polenta pagati 16€ cadauno. Il tris di carne da 18€ invece era onestamente corretto. Abbiamo chiesto un vino rosso tra quelli nel menù ed era finito. Abbiamo allora ordinato 2 birre da 66 cl e ne è arrivata 1 da 33cl (si è alzata un'altra commensale a riparare l'ordine). Abbiamo chiesto la possibilità di avere del formaggio (generico) grattugiato e il cameriere giovanissimo ci ha risposto che era terminato. Nel frattempo ho assistito a varie discussioni: persone che avevano prenotato ed non avevano il posto, gente che si lamentava per la cucina eccessivamente lenta e un signore che era molto scontento del rapporto quantità/prezzo del piatto ordinato. Praticamente abbiamo fatto noi da self service nonostante io abbia contato circa 5 cameriere/i. Sia il caffè e le grappe siamo andati a prenotarli al banco e portati al nostro tavolo. I tavoli che venivano lasciati non venivano nemmeno sparecchiati e puliti: le persone che man mano arrivavano si sedevano con i piatti sporchi delle persone precedenti. Ma sono rimasta inorridita quando la responsabile ha cacciato uno dei camerieri perché ubriaco!!!!!! Ben due volte l'ho beccato sputare per terra e quando parlava si era capito subito che era alticcio. Parolacce e parole poco educate nei confronti del popolo lombardo. Per concludere: l' unica nota positiva è rimasta la vista panoramica ai nostri occhi merito solo...
Read morePartendo dal presupposto che i gusti sono indubbiamente soggettivi,i piatti erano passabili nulla di eccezionale. Quello che ho visto un sacco di polente lasciate quasi per interne e piatti che tornavano indietro in cucina. Abbastanza buono il tagliere con affettati misti. Non male gli spätzle alla boscaiola. Ma con il servizio si è completamente fuori strada. Si parla di oltre un'ora di attesa per avere da bere e poi un tagliere su due,e nemmeno giusto rispetto quelli ordinati,dopo altri 45 minuti è arrivato il primo,e il secondo lo abbiamo annullato altrimenti venivamo via a mezzanotte. Continui litigi tra personale di sala e cucina,inchiodata e in tilt,con frasi scortesi verso i commensali. Poi parte del personale impreparato(nn sapeva nemmeno descrivere i piatti). Il salame di cioccolato assolutamente immangiabile,e la crostata se pur un pó meglio si vedeva che non era fresca, la crema aveva il giallo tipico di quando sta in frigo da un giorno almeno. In conclusione i prezzi esposti sul menù sbagliati rispetto alla realtà, due euro di differenza sui taglieri ovviamente abbiamo pagato in più,ma per non litigare abbiamo lasciato perdere. Ci è venuto il dubbio di essere su Cucine da incubo in incognito. 1 tagliere "grande",3 primi, un bicchiere di vino 2 dolci 64 euro Non consiglio assolutamente questo locale.Peccato perché il posto è il panorama sono straordinari infatti è lunica foto che merita di...
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