Ho scoperto per caso questo ristorante, mentre programmavo un breve giro nell'entroterra di Ponente, in agosto. È un po' nascosto (ma c'è un cartello sulla strada prima della piazza del paese). Cadò significa "lavanda" (siamo nei posti della lavanda) e color lavanda è l'esterno e tanti accessori all'interno. Ci abbiamo pranzato in tre, in una giornata da 30°, in cui però il cielo è stato clemente e si è ricoperto di nuvole, e abbiamo così potuto godere della terrazza con la vista su Cosio d'Arroscia. Ci sono tornato per il cenone di Capodanno, (questa volta all'interno!!); 130 km per arrivarci, ma ne valeva la pena. Grande gentilezza e grande passione dei proprietari, lui originario "doc" del posto, entrambi con la passione per le radici della cultura e dei prodotti locali, sia di verdura che di carne, che vengono preferiti nelle preparazioni. Tra gli antipasti ricordo la tartare con carne a km zero, il roast beef con crema di nasturzio, un eccezionale brandacujun, il crostino con la geleé di parmigiano e i chips di zucca: nei primi, i cappellacci di ricotta e trota salmonata, gli gnocchi di semola col pesto di cavolo nero. Ma non ci sono problemi di scelta, va tutto bene. Originali tra i dessert (tutti fatti in casa) il gelato oppure la panna cotta alla lavanda, e favoloso il torrone. Servizio attento e preciso, con le spiegazioni su ciascun piatto, brevi tempi di attesa e ambiente raccolto (un po' di rumore sì, col pienone e i festeggiamenti di Capodanno, ma in giorni normali molto quieto e con...
Read moreNon mi dispiacciono i menù a prezzo fisso, e non solo per una questione di (evidente) risparmio: è che a volte sento il desiderio di fidarmi di quel che c'è anche se non puoi scegliere, come se andassi a cena da un amico.. quindi anche un modo di rilassarsi, perché non devi fronteggiare il famoso "imbarazzo della scelta".. e in questo caso Cadó ti viene doppiamente incontro, perché ti dà l'opportunità di provare tante pietanze (in porzioni ovviamente contenute, ma altrettanto ovviamente ben dosate nel conto totale di quanto mangi).. ed è ragionevole pensare che, alla fine, si debba congelare ben poco e buttar via pressoché nulla.. ma torniamo alla cena: ottima cadenza nel servizio delle portate, cura per il dettaglio e la ricerca di soluzioni interessanti senza allontanarsi dalla materia prima del territorio, il tutto doviziosamente descritto dallo chef, in un contesto di sincera cortesia verso il cliente interessato alla buona cucina (quale è quella proposta) e di appassionato entusiasmo per la ristorazione (proposta, non è superfluo sottolinearlo, a prezzi onestissimi), ciò che in un luogo remoto e turisticamente poco battuto come la valle arroscia, diventa quasi una scommessa. Possano vincerla a mani basse, perché sono bravi e ci mettono...
Read moreInatteso: sei in mezzo ai monti, sei in un paesino "arrampicato", hai intorno case antiche rimaneggiata tra i '50 ed i' 60...poi entri lì, in Cadò, da Antonio e ti trovi in un luogo che non si maschera da chissssacché, ma si "veste" con cura e armonia x accogliere con garbo ed attenzione. Poi, con una personalità partecipe e mai invadente, Antonio e "i suoi" ti portano in tavola cose buone e tante e di bella quantità (anche in bis!) ...essssí xchè anche questa è tradizione: nutrirsi in abbondanza, ma forse solo questa è la tradizione seguita pedissequamente di questo locale... le altre cose, i cibi sono sì tradizione da CADÓ, ma non tradizionali xchè qualcosa li distingue sempre: un retrogusto, una salsina che accompagna, un abbinamento che è ricercatezza, un dettaglio croccante e sapido che è stato parecchio indagato prima d'entrare nel menù ... Da CADÓ ci si sorprende xchè lassù, nel posto più bello del mondo, come dice Antonio, lui è stato capace di investire SORPRENDENTEMENTE in ogni piccola o grande componente del suo...
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