Premessa. Mi servivo da voi, in modo occasionale, fin dagli anni '80. Ieri pomeriggio sono entrato per prendermi un caffè e ho assistito a una scena che mi ha infastidito molto. Motivo per cui non ho potuto fare a meno di scrivere quanto segue.
Titolo: Un banconista più Signore dei "signori".
All'interno del bar c'erano una donna e una bambina. A un certo punto è entrato un gran maleducato, chiedendo un cannolo da consumare subito; probabilmente per addolcire il suo triste giorno di San Valentino, amareggiando però quello degli altri. Il banconista, in modo molto professionale, ha leggermente avvolto il cannolo in un tovagliolo antiaderente, in quanto secondo il decreto ancora in vigore non era ancora possibile consumare al bancone né tanto meno all'interno del locale. In tutta risposta, il cliente cafone, anziché ringraziare per essere stato servito, ha risposto dicendo: "di comu mi dasti stu cannolu, fussi cosa di mpicaritillu n'ta facci! Ti rissi ca mu manciu subitu. Chi spacchiu ciammogghi có tovagliolu?" E permanendo all'interno del bar ha iniziato a mangiare il cannolo continuando a fare battute fuori luogo, trovando riscontro unicamente nel modo in cui il presunto titolare lo assecondava ridendo di fronte a quella volgarità gratuita, patetica, becera e altezzosamente zingaresca e arrogante. Finché sono intervenuto, facendo notare a quel cliente che il ragazzo che l'ha servito era stato più che professionale. Il banconista non ha fatto altro che confermare la sua professionalità continuando a lavorare in silenzio.
Punto numero 1. Il banconista oltre a essere stato professionale stava rispettando un decreto in corso, poiché avvolgendo il cannolo nel tovagliolo stava a indicare che il cannolo andava consumato fuori dal locale. Così come ho fatto io con il mio caffè in plastica. Così facendo, il titolare stesso evitava di incorrere in potenziali sanzioni a sorpresa.
Punto numero 2. Quel cliente in quel momento non era l'unica persona presente all'interno del locale. Oltre a esserci io, c'erano anche altri due ragazzi e soprattutto una donna con una bambina e infine una ragazzina che è entrata, proprio in quell'istante, semplicemente per acquistare dei baci Perugina.
Punto numero 3. Il banconista ha mostrato una grandissima professionalità, educazione e compostezza. Credo che colui che sarebbe dovuto intervenire, anziché ridere, sarebbe dovuto essere stato il supposto titolare, nonché cassiere. Nonostante quel cliente per il titolare potesse rappresentare un portafoglio aperto, di clienti in quel momento ce n'erano altri sei, me compreso. Io di sicuro non ci tornerò più. La donna e la bambina, a giudicare dalla loro aria perplessa, penso altrettanto. La ragazzina invece, credo che stesse unicamente pensando al ragazzo a cui avrebbe regalato i baci Perugina.
Morale. Un solo ragazzo al bancone e sette clienti da servire. Tu, presunto titolare, seduto alla cassa e un gran cafone entra in casa tua insultando, offendendo e facendo perdere tempo a chi lavora per te e nel pieno rispetto dei tuoi interessi e tu che fai? Ridi? Personalmente lo trovo altrettanto cafone, offensivo, becero e volgare. In primo luogo nei confronti del dipendente e degli altri clienti presenti e soprattutto per te stesso, per la tua intelligenza e per la tua attività.
Conclusioni. Invito il titolare a ridere e sorridere con chi se lo merita e soprattutto a prestare più attenzione a chi fa la differenza; sia d'immagine che di qualità, nel rispetto dell'onore di quel cognome che questo bar porta avanti;...
Read moreArriviamo nel pomeriggio. Entriamo e salutiamo, il banconista ci lancia un'occhiata annoiata. Chiediamo uno straccio per pulire le sedie che erano sporche di gelato. Il banconista fa segno con la mano di aspettare, evidentemente parlare gli costava troppo. Straccio mai arrivato. Ordiniamo il gelato e ci viene servito con un'arroganza, maleducazione e voglia di non essere lì, fuori dal comune. La consistenza del gelato non voglio neanche commentarla: un blob semi sciolto amalgamato malissimo. Alla mia richiesta di un gelato senza latte, prima mi viene detto che il cioccolato fondente viene prodotto senza latte, poi che in verità non lo sanno. Chiedo se lo producessero loro, se avessero una carta degli allergeni, e il solito banconista, ormai stanco persino di ascoltarmi, mi dice che lui non sa niente e va via. Il proprietario giustifica tutto dicendo che col reddito di cittadinanza nessuno vuole lavorare e quel banconista in realtà è il loro frustrato pasticcere, che si ritrova lì per coprire ruoli differenti dal proprio. E continua dicendo che da loro non c'è uno standard, che la carta degli allergeni c'è ma non c'è, che i gelati un giorno sono fatti col latte, l'altro con la panna, quello dopo chissà come... Non credo il proprietario fosse in mala fede, ma l'esperienza viene rovinata dalla maleducazione, l'arroganza e il pressapochismo di certi personaggi....
Read moreNonostante mi serva occasionalmente da loro, dopo ieri sera, non ci rimetterò più piede dentro... Vado a comprare dei cannoli con la ricotta, manco il tempo di arrivare a casa, come li ho aperti e li assaggio, mi accorgo che la ricotta era acida e andata a male! Cosa da denuncia ai carabinieri e segnalare la cosa ai NAS! Vado subito al bar a chiedere spiegazioni al proprietario e al pasticcere e loro cercano di rigirare la cosa dicendo che i cannoli erano buoni, quando palesemente erano acidi. In conclusione, mi sono fatto ritornare i soldi indietro! Per non dire che, nonostante ne ho mangiato uno di quei cannoli, mi sono sentito pure male la sera stessa! È stato e non sarà mai più! La merce la devono dare buona, come buoni erano i soldi che gli ho dato! Non si scherza sul cibo, visto che la licenza HACCP serva per tutelare e garantire la qualità del proprio prodotto e garantire pure il cliente che entra a...
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