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Archaeological Museum of the Tiber Sabines — Attraction in Fara in Sabina

Name
Archaeological Museum of the Tiber Sabines
Description
Nearby attractions
Monastero Clarisse Eremite
Via IV Novembre, 1, 02032 Fara In Sabina RI, Italy
Nearby restaurants
L'Antica Bottega
Via del Popolo, 35, 02032 Fara in Sabina RI, Italy
Ego - Food Spirits & wine
Via del Popolo, 40, 02032 Fara in Sabina RI, Italy
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Archaeological Museum of the Tiber Sabines
ItalyLazioFara in SabinaArchaeological Museum of the Tiber Sabines

Basic Info

Archaeological Museum of the Tiber Sabines

Piazza Duomo, 3, 02032 Fara In Sabina RI, Italy
4.5(55)
Open 24 hours
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spot

Ratings & Description

Info

Cultural
Family friendly
Accessibility
attractions: Monastero Clarisse Eremite, restaurants: L'Antica Bottega, Ego - Food Spirits & wine
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+39 380 283 8920
Website
visitfarainsabina.it

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4.6

(182)

Open 24 hours
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Things to do nearby

Handmade fettuccine & ravioli
Walk at Villa DEste
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Fri, Jan 2 • 10:45 AM
00019, Tivoli, Lazio, Italy
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Discover the Truffle Experience, the truffle hunt
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Sat, Jan 3 • 10:00 AM
02049, Torri in Sabina, Lazio, Italy
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Time travel while exploring charming Turano Valley
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Fri, Jan 2 • 10:00 AM
02020, Castel di Tora, Lazio, Italy
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L'Antica Bottega

Ego - Food Spirits & wine

L'Antica Bottega

L'Antica Bottega

4.4

(277)

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Ego - Food Spirits & wine

Ego - Food Spirits & wine

5.0

(3)

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Francesco GrassoFrancesco Grasso
Il Museo archeologico di Fara in Sabina è ospitato nell’elegante palazzo rinascimentale della famiglia Brancaleoni eretto sulle preesistenti strutture tardo medievali appartenute alla famiglia Castellani. Si tratta di un piccolo gioiello che raccoglie i ritrovamenti sepolcrali del circondario di Fara e li coordina egregiamente in un percorso che testimonia la cultura e la civiltà sabina nei secoli in cui i Sabini, all’apice della loro potenza, hanno visto sorgere all’orizzonte la città rivale- Roma- e ne hanno contrastato l’espansionismo. I reperti sono presentati con una sequenza cronologica che ne rende agevole la lettura. Il Cippo di Cures con i suoi caratteri mutuati dalle culture spartana ed etrusca e adattati alla fonetica delle valli sabine, chiude la visita alla prima sezione del Museo. Una seconda, ma preziosa sezione si trova nella Sala del Monte Frumentario, al primo piano del palazzetto rinascimentale che sorge di fronte a Palazzo Brancaleoni, proprio sopra al forno. All’interno un coinvolgente allestimento multimediale che contestualizza il trono di Eretum ritrovato nella tomba di un re sabino nella necropoli di Colle del Forno. Il Museo archeologico è un’opportunità da non perdere sia per i contenuti che per l’allestimento. Complimenti allo staff, consapevole di custodire un vero gioiello di storia e di cultura. Il Museo di Fara in Sabina merita una visita non frettolosa inserita anche nel contesto più ampio del borgo antico e dei suoi vicoli silenziosi. Tornerò a visitare il Museo con più tempo a disposizione. Lo merita davvero.
domenico colafraladomenico colafrala
Il Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina ospita da poco più di due mesi una mostra <Strada facendo, il lungo viaggio del carro di Eretum>: in questo caso si può ben dire che si tratta di un ritorno a casa piuttosto atteso dagli addetti ai lavori e dagli appassionati. Di fatto fa da conclusione ad una vicenda tra le più travagliate ed avventurose dell'archeologia romana e riguarda il ritorno di un patrimonio di grande valore per la Sabina, frutto dell'attività preziosa della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio per l'area di Roma e la provincia di Rieti. Parliamo del carro di Eretum e di tutto il suo corredo proveniente dalla necropoli di Colle del Forno (territorio di Montelibretti). La tomba XI che lo conteneva fu trovata durante lavori clandestini ed entrò illegalmente nel commercio antiquariato negli anni '70 . Il corredo al carro, una sorta di calesse a due cavalli, il corredo esposto comprende ritrovamenti effettuati a Cures ed Eretum con regolarità dopo gli anni sopra citati. Il carro comprende alcune lamine di bronzo lavorate a sbalzo e realizzate da artisti etruschi. Queste lamine mostrano uccelli ed animali fantastici che si rincorrono, compresi leoni e leonesse. Il principe di Eretum era un personaggio illustre, sicuramente un condottiero e per il suo rango e status sociale se ne doveva conservare la memoria dopo la morte.
Angelo TulliAngelo Tulli
Un piccolo Museo Archeologico civico ma pieno di storia con stupendi manufatti della nostra bella terra sabina. Alloggiato nel palazzo dei Brancaleoni conferisce un'atmosfera incantevole. Professionalità e spiegazioni da parte della nostra guida Valentina. Da non perdere il carro del principe (tomba11) e il trono (tomba36). Vasellame, armi e monili lasciano stupefatti. Un'ora ripagata.
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Il Museo archeologico di Fara in Sabina è ospitato nell’elegante palazzo rinascimentale della famiglia Brancaleoni eretto sulle preesistenti strutture tardo medievali appartenute alla famiglia Castellani. Si tratta di un piccolo gioiello che raccoglie i ritrovamenti sepolcrali del circondario di Fara e li coordina egregiamente in un percorso che testimonia la cultura e la civiltà sabina nei secoli in cui i Sabini, all’apice della loro potenza, hanno visto sorgere all’orizzonte la città rivale- Roma- e ne hanno contrastato l’espansionismo. I reperti sono presentati con una sequenza cronologica che ne rende agevole la lettura. Il Cippo di Cures con i suoi caratteri mutuati dalle culture spartana ed etrusca e adattati alla fonetica delle valli sabine, chiude la visita alla prima sezione del Museo. Una seconda, ma preziosa sezione si trova nella Sala del Monte Frumentario, al primo piano del palazzetto rinascimentale che sorge di fronte a Palazzo Brancaleoni, proprio sopra al forno. All’interno un coinvolgente allestimento multimediale che contestualizza il trono di Eretum ritrovato nella tomba di un re sabino nella necropoli di Colle del Forno. Il Museo archeologico è un’opportunità da non perdere sia per i contenuti che per l’allestimento. Complimenti allo staff, consapevole di custodire un vero gioiello di storia e di cultura. Il Museo di Fara in Sabina merita una visita non frettolosa inserita anche nel contesto più ampio del borgo antico e dei suoi vicoli silenziosi. Tornerò a visitare il Museo con più tempo a disposizione. Lo merita davvero.
Francesco Grasso

Francesco Grasso

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Il Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina ospita da poco più di due mesi una mostra <Strada facendo, il lungo viaggio del carro di Eretum>: in questo caso si può ben dire che si tratta di un ritorno a casa piuttosto atteso dagli addetti ai lavori e dagli appassionati. Di fatto fa da conclusione ad una vicenda tra le più travagliate ed avventurose dell'archeologia romana e riguarda il ritorno di un patrimonio di grande valore per la Sabina, frutto dell'attività preziosa della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio per l'area di Roma e la provincia di Rieti. Parliamo del carro di Eretum e di tutto il suo corredo proveniente dalla necropoli di Colle del Forno (territorio di Montelibretti). La tomba XI che lo conteneva fu trovata durante lavori clandestini ed entrò illegalmente nel commercio antiquariato negli anni '70 . Il corredo al carro, una sorta di calesse a due cavalli, il corredo esposto comprende ritrovamenti effettuati a Cures ed Eretum con regolarità dopo gli anni sopra citati. Il carro comprende alcune lamine di bronzo lavorate a sbalzo e realizzate da artisti etruschi. Queste lamine mostrano uccelli ed animali fantastici che si rincorrono, compresi leoni e leonesse. Il principe di Eretum era un personaggio illustre, sicuramente un condottiero e per il suo rango e status sociale se ne doveva conservare la memoria dopo la morte.
domenico colafrala

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Un piccolo Museo Archeologico civico ma pieno di storia con stupendi manufatti della nostra bella terra sabina. Alloggiato nel palazzo dei Brancaleoni conferisce un'atmosfera incantevole. Professionalità e spiegazioni da parte della nostra guida Valentina. Da non perdere il carro del principe (tomba11) e il trono (tomba36). Vasellame, armi e monili lasciano stupefatti. Un'ora ripagata.
Angelo Tulli

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Il Museo archeologico di Fara in Sabina è ospitato nell’elegante palazzo rinascimentale della famiglia Brancaleoni eretto sulle preesistenti strutture tardo medievali appartenute alla famiglia Castellani. Si tratta di un piccolo gioiello che raccoglie i ritrovamenti sepolcrali del circondario di Fara e li coordina egregiamente in un percorso che testimonia la cultura e la civiltà sabina nei secoli in cui i Sabini, all’apice della loro potenza, hanno visto sorgere all’orizzonte la città rivale- Roma- e ne hanno contrastato l’espansionismo. I reperti sono presentati con una sequenza cronologica che ne rende agevole la lettura. Il Cippo di Cures con i suoi caratteri mutuati dalle culture spartana ed etrusca e adattati alla fonetica delle valli sabine, chiude la visita alla prima sezione del Museo. Una seconda, ma preziosa sezione si trova nella Sala del Monte Frumentario, al primo piano del palazzetto rinascimentale che sorge di fronte a Palazzo Brancaleoni, proprio sopra al forno. All’interno un coinvolgente allestimento multimediale che contestualizza il trono di Eretum ritrovato nella tomba di un re sabino nella necropoli di Colle del Forno. Il Museo archeologico è un’opportunità da non perdere sia per i contenuti che per l’allestimento. Complimenti allo staff, consapevole di custodire un vero gioiello di storia e di cultura. Il Museo di Fara in Sabina merita una visita non frettolosa inserita anche nel contesto più ampio del borgo antico e dei suoi vicoli silenziosi.

Tornerò a visitare il Museo con più tempo a disposizione. Lo...

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Il Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina ospita da poco più di due mesi una mostra : in questo caso si può ben dire che si tratta di un ritorno a casa piuttosto atteso dagli addetti ai lavori e dagli appassionati. Di fatto fa da conclusione ad una vicenda tra le più travagliate ed avventurose dell'archeologia romana e riguarda il ritorno di un patrimonio di grande valore per la Sabina, frutto dell'attività preziosa della Soprintendenza delle Belle Arti e Paesaggio per l'area di Roma e la provincia di Rieti. Parliamo del carro di Eretum e di tutto il suo corredo proveniente dalla necropoli di Colle del Forno (territorio di Montelibretti). La tomba XI che lo conteneva fu trovata durante lavori clandestini ed entrò illegalmente nel commercio antiquariato negli anni '70 . Il corredo al carro, una sorta di calesse a due cavalli, il corredo esposto comprende ritrovamenti effettuati a Cures ed Eretum con regolarità dopo gli anni sopra citati. Il carro comprende alcune lamine di bronzo lavorate a sbalzo e realizzate da artisti etruschi. Queste lamine mostrano uccelli ed animali fantastici che si rincorrono, compresi leoni e leonesse. Il principe di Eretum era un personaggio illustre, sicuramente un condottiero e per il suo rango e status sociale se ne doveva conservare la memoria...

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1.0
1y

Ho dato solo una stella per tutto quanto segue. La prima domenica di novembre siamo stati a visitare Fara Sabina ... una delusione su tutti i fronti. Le uniche 2 cose da vedere che ci sono oltre il pozzo in piazza e la chiesa trovata chiusa di domenica mattina sono il convento ed il museo archeologico praticamente impossibili da visitare. Al museo leggiamo che si può accedere solo ad orari precisi ...ok aspettiamo... Ma è tutto chiuso e al panificio di fronte chiediamo informazioni libci dicono che c'è un solo custode anzi una che fa tutto, biglietti e guida del museo e per questo è tutto chiuso, la biglietteria apre solo pochi minuti prima dell'orario di visita. Ok aspettiamo.... poi scopriamo che se a quell'ora gli aspiranti visitatori son solo due come nel nostro caso il giro visita "salta" ... non vale la pena accompagnare solo due persone. 😡 I'ex convento di clausura invece Idem! ora è praticamente visibile solo ai gruppi o forse anche singoli che vi alloggiano a pensione per alcuni giorni in ritiro spirituale ... i visitatori occasionali non riescono a vedere ne una monaca né un custode a cui chiedere informazioni e possono praticamente vedere solo parte delle mura dall'esterno. Per me è inutile andare a fare una gita...

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