Il santuario di S. Miro al Monte fu edificato tra il 1643 e il 1660 lungo la Val Ravella (clicca qui per approfondire) dai canzesi, in onore del loro santo concittadino, San Miro Paredi (Canzo, 1306 - Sorico, 1381). La tradizione vuole che il luogo laddove oggi sorge questo modesto ma interessante santuario, si trovasse l'eremo di S. Miro, che lì visse in solitudine, penitenza e preghiera per tutta la vita. Il piccolo edificio (con annesso un convento attualmente non abitato) sorge in posizione rialzata rispetto al torrente che scorre proprio lì sotto (torrente Ravella), circondato da scoscesi pendii rocciosi. Per raggiungerlo si può arrivare con l'auto fino alle fonti Gajum (485 m); lasciata l'auto, si prende il sentiero geologico "Giorgio Achermann" (di facile percorrenza e solo in leggera salita nel finale) che scorre sempre lungo il torrente Ravella fino a raggiungere il santuario, presso il quale si trovano anche delle fontanelle da cui sgorga acqua particolarmente buona e fresca.
Una bella e semplice passeggiata dalle fonti Gajum e si raggiunge questo isolato e semplice santuario e propio dietro ai piedi del ruscello vi è una cavita nella roccia dove si rifugiava il Santo🏰👍🙏😀....
Read moreDal parcheggio di Canzo in via Gajum si dirama la via Geologica che porta verso il santuario di S. Miro. Disposto a quota 606 mt. s.l.m. l'eremo si staglia sullo sfondo delle montagne e accanto ad un ruscello che produce acqua fresca per i visitatori. Dopo circa 40 minuti di salita non impegnativa e adatta anche ai bambini, alcuni salgono anche in bicicletta, si arriva al santuario. Le indicazioni che si trovano al parcheggio sono chiare ed esaustive e il percorso è facile ed intuitivo. Lungo la strada si diramano poi altri sentieri che si riallacciano a molti siti della zona. Si narra che S. Miro fosse un pellegrino che cercò riparo presso la zona di prima Alpe. Venne ospitato nelle stalle e gli venne raccontato che di notte anche con la luna piena ed il cielo terso, si potevano vedere lampi e sentire tuoni dovuti ai demoni che scagliavano massi sulla valle, (i massi erratici). Quella notte accadde proprio quanto detto e S. Miro cominciò a maledire i demoni. Il mattino successivo gli abitanti poterono osservare la valle squassata da enormi promontori, (i corni di Canzo), che intrepretarono come i diavoli precipitati sulla terra e trasformatisi in roccia. Molto suggestiva questa...
Read moreCi siamo stati Domenica, Bellissimo Santuario, tranquillo e pulito, si passa attraverso una via, dove si intersecano Alpi, e boschi, a un certo momento in zona Gajum albergo si divide in due, e diventa spirito del bosco, sentiero, con statue artigianali in legno, in mezzo hai boschi, e le montagne, andando dritto invece si arriva a via x San miro dove alla fine trovi, un santuario molto bello, piccolo, paesaggio bellissimo, tra Alpi e boschi, noto anche come geosito della Insubria, dove sono presenti, massi erratici, venuti da Svizzera, Valtellina, valchiavenna, valmalenco, ecc perché caduti staccatisi negli anni, in alcuni punti ci sono cartelli, scritte che descrivo. Tutta la storia di quel territorio presenti anche fossili, e montagne di più di 300 milioni di anni, da visitare, vedere adatto...
Read more