Un luogo isolato e dallo spirito mistico che offre un menabò di interpretazioni suggestive, appartenenti ad un pezzo di storia del territorio reatino.
STORIA L'ex convento di San Nicola a Scandriglia presso Rieti rappresenta un esempio di organismo architettonico complesso e articolato che trova le proprie radici nella storia del Territorio e degli avvenimenti che sin dalla sua nascita hanno determinato le numerose trasformazioni.
L'incipit insediativo che colloca il convento sulla cima del monte Peratti a poco piĂš di 690 metri di altitudine va ricercato nella leggenda della protezione di San Nicola dalla caduta dei massi: naturalmente oggi sappiamo che le motivazioni che hanno dato origine anche al primitivo impianto derivano semplicemente da scelte di carattere strategico volti al controllo dei territori ed in particolare i possedimenti dello Stato Pontificio.
La Lettura del testo archittetonico, coerentemente con le risultanze dellâindagine storica, conduzono allâipotesi di un primo impianto chiesastico a nave unica: una piccola cappella costruita (XIII sec.) nelle immediate vicinanze della parete rocciosa sulla prima vetta del promontorio.
Si pensa che lâampliamento dellâimpianto chiesastico possa essere databile nel periodo che ha portato allâaggiunta del corpo della torre sino ad un livello precedente lâattuale sopraelevazione. L'ingrandimento della nave, inoltre, sarebbe rintracciabile nella presenza di uno scalino costituito da blocchi di pietra, posto proprio in corrispondenza di dove si pensa iniziasse il primo impianto.
[XIX] Nello sviluppo dellâipotesi ricostruttiva del convento e dello spazio aperto da esso delimitato (âchiostroâ) intervengono testimonianze dirette, ovvero lâindividuazione di singolaritĂ : il braccio ovest del âchiostroâ sembra appoggiarsi alla facciata principale del convento, determinando una soluzione dâangolo allâaltezza di quella che, apparirebbe come una linea di gronda della copertura che avrebbe racchiuso il nuovo spazio ricavato accanto allâultima cappella aggiunta. Alcune tracce di discontinuitĂ e di possibili precedenti fasi, sono denunciate nella parte che si pensa appartenga alle ultime fasi di traformazione, vale a dire il corpo che avrebbe concluso la forma a C attorno allo spazio aperto: segni di una precedente sistemazione a doppia falda inclinata, unita allâipotesi che lâattuale quinta muraria costituisse un confine esterno (ora muro interno) date le caratteristiche di alcune aperture.
[XX] Lâevidenza di soluzioni di continuitĂ nella realizzazione di quello, che costituiterebbe, una fase terminale dellâevoluzione del convento, vale a dire il corpo est, cui anche la testimonianza storica, inndica un periodo di prima relizzazione intorno al primo ventennio del â900, con successive operazioni di trasformazione, come la probabile suddivisione spaziale con solai intermedi ed il conseguente rialzamento delle murature perimetrali e del tetto.Risalgono probabilmente a questo periodo la trasfigurazione dello spazio al primo piano, riconfigurato con setti a metĂ altezza e finte volte in legno, ricavate tagliando le precedenti strutture (capriate) e...
   Read moreWent there 10 years ago with family, what a beautiful view, wish someone could restore and turn it into a place where people would go to stay or just visit,,,,recommended going to have a look...
   Read moreQueste Monastero stato in parte restaurato dell suo proprietario Roberto Baglieri. Io ho partecipato del progetto che senza il aiuto dal governo e tutta la sua fatica ha potuto portare avanti fino alla sua morte.
Io ho avuto la fortuna di vivere nel monastero in pro al suo sviluppo come Agriturismo (1998-2001) pero non abbiamo potuti da soli.
Adesso e abbandonato rovinato e mai nessuno ha fatto...
   Read more