Approfittando della concomitante 51° Mostra del vino di Boca, io e Watson abbiamo portato le nostre indagini sino a Grignasco, località che segna uno dei confini del comprensorio del vino Boca doc. Qui, previa prenotazione, abbiamo sottoposto ad un attento esame la Brandosteria, un locale a metà strada tra un bistrot ed un' osteria d'altri tempi, ma con un tocco di eleganza. L'accoglienza è cordiale e professionale e lo chef Matteo Brandoni è affabile e gioviale oltre che preparato avendo studiato da Gualtiero Marchesi ed avendo lavorato con molti prestigiosi guru della cucina italiana. Subito a nostro agio, dai menù anziché quello alla carta scegliamo “Gli intramontabili”: il vitello tonnato, gli spaghettoni cacio e pepe, la tagliata con patate con la loro buccia, una rivisitazione del tiramisù; oltre ai diversi tipi di pani e crostini ci viene servito anche un appetizer con burro tiepido. Tutto è buonissimo ed il locale è ordinato e pulito così come i bagni con asciugamani di stoffa. Accompagniamo la cena con una bottiglia di vino rosso cuvée fra nebbiolo e cabernet di Casa Baricalino (buono, ma per un palato abituato ai nebbioli dell'alto Piemonte, un po’ leggero) e il dessert con un bicchiere di erbaluce millesimato: notevole! Con il caffè è la minerale spendiamo circa € 70 a testa. Da provare quando siete stanchi e volete essere coccolati da piatti della tradizione splendidamente...
Read moreAbbiamo pranzato da Brandosteria dopo una passeggiata all’oasi Zegna. Il locale ha pochi coperti, ma nonostante questo siamo riusciti a trovare un tavolo senza prenotazione. Brandosteria offre menu alla carta, oppure l’opzione di antipasti misti e primo a 22€, bevande escluse. Noi abbiamo optato per il menu alla carta. Abbiamo scelto l’antipasto misto: bruschette con alici, vitello tonnato, soufflé di cipolle (buono, ci è piaciuto). Porzioni un po’ ridotte, forse perché il prezzo era abbastanza contenuto (15€/2persone). Il primo, a base di conchiglioni al ragù bianco, ci ha molto deluso. Piatto insipido e privo di qualsiasi nota di gusto. Buoni i secondi, abbiamo provato le costine di maiale accompagnate da verza e la costata con le patate. Forse la portata più interessante è stato il dolce, il Brandomisu: una rivisitazione ben riuscita, in termini di gusto e vista, del classico tiramisù. Per essere un’osteria senza infamia e senza lode reputo 40€/testa eccessivo per le portate e i sapori presentati a tavola, senza contare che 3€/testa di coperto, a pranzo, non si paga...
Read moreSiamo capitati per caso a Grignasco e da allora ogni volta che passiamo in zona la sosta alla Brandosteria è d'obbligo.
La prima cosa che colpisce è l'attenzione alla materia prima: ogni ingrediente è di primissima scelta, fresco e selezionato con cura. Questo è solo l'inizio di un'esperienza culinaria che si distingue per gli accostamenti azzeccati dello chef Matteo che sa come trasformare ogni piatto in una "opera d'arte".
Antipasti di vario tipo: fra salumi, vitel tonné e tartare di manzetta si fa fatica a scegliere, sicuramente tutti sul podio.
Fra i primi è immancabile la "cacio ai tre pepi" da fare invidia ai gettonati ristoranti romani a Trastevere: la combinazione dei tre tipi di pepe eleva il classico cacio e pepe a livelli di eccellenza.
Menzione d'onore per il Brandomisù, rivisitazione del tiramisù tanto bello da vedere quanto da assaporare, per la ricercata cantina nonché per le proposte fuori menù.
Brandosteria non è solo un ristorante, è un'esperienza di cucina tradizionale italiana con un tocco di innovazione e...
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