Viaggio della speranza con un camion veramente malridotto e con accompagnatore pensionato in stato di agitazione continua. Al ritorno quando l'ansia si era smorzata, siamo stati colti da un pericolosissimo colpo di fame, complici l'arietta di montagna e i continui cambi di altitudine. Il mio accompagnatore pensionato ricordava di questo posto dove aveva mangiato anni prima: "é una signora che cucina a casa sua". Giriamo un po' per trovare la signora ma niente, mi lancio sul navigatore e trovo vari nomi ma la risposta del mio accompagnatore pensionato é sempre la stessa: "no il nome é troppo raffinato non può essere", appena nomino "lo stinco" il mio accompagnatore dice: "si andiamo". Individuiamo da lontano quello che pensiamo possa essere il marito della signora, lo incalziamo con un : "si mangia?!?" E lui: "qua si magna sempre". Parcheggio davanti a una bellissima fonte antichissima. Entrati saltano subito all'occhio le tovaglie comprate su postalmarket e una sala che trasuda storia da tutte le parti, ti senti subito a casa. Ci sediamo di fianco a una stufa della Nordica, che come minimo avrà bruciato tutta la foresta amazzonica, tenuta sempre alla massima potenza dal padrone di casa e immediatamente sublimano tutte le fatiche della giornata. Il mio accompagnatore pensionato, fissato con la trippa provata anni prima, non fa altro che ripetere alla signora "voglio la trippa" mentre cercavamo di ordinare e quindi per sbloccare la situazione dico alla signora: "faccia lei". Scelta azzeccatissima, arriva all'istante un vassoio con coppa e prosciutto di una qualità ottima con piacevoli sentori d'arancia, bruschette fatte al volo sul fuoco con l'aglio (potentissimo ho fatto scappare le persone per giorni, quindi cosa positivissima), vino rosso e acqua frizzante. Non ha deluso le aspettative la trippa che mi veniva pubblicizzata da ore: un bel testo che le persone normali consumerebbero in 4, piccante e non troppo sciacquata e piccanti anche i broccoli che la accompagnavano. La genziana amarissima non ha fatto altro che confermare il pranzo non adatto ai palati delicati e anche lei apprezzatissima. I servizi di piatti tutti diversi, l'amorevolezza della signora e il cibo, mi hanno fatto sentire veramente a casa, grazie di tutto. Fortunatamente il mio accompagnatore pensionato dopo il pranzo si é...
Read moreAvvicinarsi a questo luogo implica spogliarsi un poco di alcune sovrastrutture a cui siamo abituati. È un'osteria? È una trattoria? In realtà è come andare a pranzo o a cena a casa dei nonni. Locale da pochi coperti, ma con spazio esterno allestito nelle giornate soleggiate ed estive. Non troverete camerieri e il servizio, come la cucina, è a conduzione familiare. Nessun impiattamento particolare. L'acqua, buonissima e freschissima, proviene dalla fonte a due passi. Non c'è un menù à la carte, perché si cucina in base a piatti fissi e disponibilità delle materie prime. I prezzi finali sono accessibilissimi. Quindi? Quindi la signora Mimma è la regina della cucina, ma anche della sala. I piatti sono tutti buonissimi e con portate abbondanti, non uscirete di certo affamati. Ho avuto la possibilità di pranzare diverse volte qui e posso dire con certezza che Mimma fa una Gricia da leccarsi i baffi. La metto tranquillamente sui primi gradini del mio podio personale. È ottima anche la trippa, secondo la tradizione romana, con quella menta che la rende irresistibilmente equilibrata ai sensi. Poi le fettine panate... Un piatto semplicissimo, ma fatto veramente a dovere, l'unico in grado di risvegliare il bambino sopito che le mangiava davvero a casa dei nonni. Sapori di una volta, semplici, diretti, prelibati. Se la location spartana non è un limite per voi, andate a "Lo Stinco" il prima possibile. Sarete accolti da quel calore familiare che condisce ancora meglio le...
Read moreAl momento della prenotazione e dopo aver letto le recensioni, le nostre aspettative era alte, ma non per l’ambiente ed il servizio che da subito immaginavamo fossero “alla mano” , quanto soprattutto per il cibo. Eravamo 4 adulti ed un bimbo di 2 anni. Siamo arrivati alle 12,50. Alle 13,30 ci sono state servite le bevande: acqua liscia, acqua gassata e mezzo litro di vino rosso. Alle 14,00 ci è stato portato l’antipasto composto da: un vassoio di affettati misti, 5 fette di formaggio, un piattino di zucchine trifolate, un piattino di peperoni, un piattino di melanzane. Dopodiché abbiamo optato per le mezze maniche alla amatriciana. Ci è stato portato un bel vassoio di pasta, invitante alle vista ma terrificante al gusto perché più che un’amatriciana, sembrava un’arrabbiata considerando pure che c era un bimbo di 2 anni che poverino, non ha potuto mangiare nulla. Non abbiamo preso il secondo perché erano ormai le 16,00 passate ed il bambino si era stranito. Ci siamo fatti portare solo 4 caffè. Morale della favola la signora ci presenta un conto di euro 140,00 che abbiamo pagato “rigorosamente” in contanti. Non credo serva...
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