As twilight draped its velvet shawl over Fiorano Modenese, I found myself once again at the threshold of a culinary haven where I had previously feasted—an experience that had lingered on my palate, beckoning me back. The anticipation was akin to a familiar melody, promising yet another symphony of flavors.
From the moment I stepped inside, I consciously decided to forgo the urge to capture the artistry on my plate. The new autumnal menu deserved undivided attention, a feast for the eyes as much as for the soul. I chose to immerse fully in the experience, savoring the anticipation of each course as it was unveiled, preserving the allure of surprise for future patrons.
The gastronomic ballet began, and with each course, it became evident that this was no ordinary encore. It was a crescendo of tastes, a jubilant celebration of the season's bounty that danced upon my taste buds with the same exhilaration as the first time. The vegetarian dishes, a realm I tread lightly, were a revelation here. Crafted with such ingenuity, they transported me to another dimension where every morsel was a testament to plant-based alchemy.
Impeccable service wove seamlessly through the evening's tapestry, attentive yet unobtrusive, elevating the dining experience to an art form. I recalled my previous visit, where I had penned a heartfelt review sprinkled with gentle suggestions. To my delight, those whispers had not vanished into the void; they were embraced and woven into the restaurant's ever-evolving narrative—a testament to their meticulous attention to detail and the genuine value they place on a diner's insight.
Dining here is not just a meal; it's a journey—one that has reclaimed its rightful place as my pinnacle of dining excellence. My culinary compass has spun the globe, from the rustic charm of Osteria del Teatro in the heart of Italy to the avant-garde Arca amidst the tropical allure of Tulum. Yet, as I linger over the last bite of my dessert, gazing out into the Italian stars, I am certain. The crown has returned to its homeland, this enchanting enclave in Fiorano Modenese, where every dish is a verse in a love song to Italian cuisine—a song that resonates with the harmonies...
Read moreSera del 15/12/2022. Temp Outside 3gradi.. totale commensali presenti sulla terrazza 8 persone. Temperatura inside forse 14 gradi... un freddo inimmaginabile. Fatto ordinativo.. obbligo (per 4 pax) o menu degustazione o menu alla carte.. nessuna possibilità di mix, cioè un commensale che non voleva fare il menu degustazione (tra soli due possibili) non mangia! Quindi abbiamo tirato la monetina per come ordinare... Menu a la carte..pessima scelta perché topperrano le portate. Fatta la comanda abbiamo espresso che avessimo freddo... portata altra stufetta iperdesign ma che non scalda... risultato stesso freddo di prima. Il cortese cameriere ci informa che la direzione sa del problema... ci vede insofferenti ... teme una recensione negativa... e alla fine sale la direttrice che si scusa, ci informa che l'aria é ripartita (a secondo servito) informandoci che con la pioggia va in tilt.. (manco fossimo nel sahara che non piove mai) e presto dovrebbe migliorare. Ci informa altresì che saremmo stati ospiti per il disagio della cena. Ignara del fatto che le portate erano state "toppate" (2 antipasti uguali diventati due diversi ed un secondo non ordinato) ma ciliegina sulla torta.. alla richiesta della seconda bottiglia di vino (della medesima marca e modello del primo del valore in acquisto di forse 15 euro e di vendita di 30 credo o meno) ci viene detto che quella però NON era compresa nell'omaggio della cena... splendido!!! Manco avessimo ordinato Crystal o Krug Rose millesime... Acqua che grondava dalle vetrate e filtrava dal pavimento.. Siete a Fiorano modenese... avete una temperatura media invernale non credo simile a Palermo.. forse .. e scrivo forse... prima di servire una cena in una terrazza chiusa (pure male) non dovreste verificare che gli ospiti siano innanzitutto a loro agio? La cena... vi giuro passata in secondo piano... Se credete che la targa Michelin all'ingresso vi dia forza... beh sbagliate perché la forza dovrebbero essere i clienti.. cioè noi... non la critica...
Read moreRecentemente ho avuto il piacere di cenare in questo ristorante, un luogo che aspira chiaramente alla Stella e che, a mio avviso, non ne è lontano. La prima cosa che colpisce è l'eleganza della location: un ambiente raffinato e accogliente, sebbene le sedute potrebbero guadagnare in stabilità. Il servizio, gestito da due giovani camerieri, ha brillato per cortesia e preparazione. Il ragazzo, benché già bravo nel suo ruolo, potrebbe elevare ulteriormente la sua performance con un tocco di empatia in più e affinando la presentazione dei piatti. Per quanto riguarda la cameriera, mi ha fatto domandare se avesse la spilla da sommelier, dettaglio che potrebbe arricchire ulteriormente il servizio.
La proposta culinaria è stata una piacevole sorpresa: tre menù degustazione, ben equilibrati e costruiti con cura. Personalmente, sono impaziente di assaporare le proposte autunnali. La carta dei vini, ampia e diversificata, propone opzioni per ogni budget, tenendo conto dell'ambito prestigioso del ristorante. Un piccolo appunto: sarebbe stato gradito sapere in anticipo del costo del calice di benvenuto, una piccola sorpresa al momento del conto.
Abbiamo optato per il menù "mente aperta" e siamo rimasti particolarmente colpiti dalle portate vegetariane; meno entusiasti forse per animelle e piccione. Unico vero rammarico della serata? La mancanza dello chef al tavolo, un gesto sempre apprezzato in luoghi di questo calibro.
Concludendo, questa è stata un'esperienza enogastronomica di alto livello. Credo sinceramente che questo ristorante sia tra i migliori della provincia e, con qualche piccolo accorgimento, vedrà presto la...
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