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Home Restaurant "Il Viandante" Canossa — Restaurant in Val d’Enza

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Home Restaurant "Il Viandante" Canossa
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Castle of Canossa
SP73 Loc. Castello di, 42026 Canossa RE, Italy
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Fattoria Branciana
Via Rossena, 93, 42026 Canossa RE, Italy
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Home Restaurant "Il Viandante" Canossa
ItalyEmilia-RomagnaVal d’EnzaHome Restaurant "Il Viandante" Canossa

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Home Restaurant "Il Viandante" Canossa

loc. Castello di Canossa 31, 42026 Canossa RE, Italy
4.7(70)
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attractions: Castle of Canossa, restaurants:
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Castle of Canossa

Castle of Canossa

Castle of Canossa

4.4

(932)

Open 24 hours
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Fri, Jan 2 • 8:30 AM
43122, Parma, Emilia-Romagna, Italy
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Viale Paolo Borsellino 43122, Parma, Emilia-Romagna, Italy
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Alessandro BaccariniAlessandro Baccarini
Arriviamo all’ingresso di una bellissima villetta con giardino e immediatamente veniamo raggiunti da una simpatica ragazza, che si presenta “Ciao sono Giusy”, ha in testa un foulard di seta arrotolato, dal quale fuoriescono ciuffi di capelli castani, è gentilissima e ci fa capire, chiamandomi per nome, che siamo arrivati nel posto giusto. Immediatamente penso ecco “la grancontessa”, ci fa accomodare in un tavolino a ridosso della finestra della cucina. La vista è un valore aggiunto, affianco a noi un tavolo con una comitiva di otto persone, estremamente silenziose. Penso sia quasi la perfezione, immediatamente veniamo raggiunti dal marito di Giusy, Ivan che veste i panni di cameriere e ci illustra il menu. È ferragosto, un menu per vegetariani e uno per onnivori, la scelta tra 6 vini tutti del territorio. Avendo una moglie carnivora immediatamente la scelta verge sul menu onnivoro, antipasto con crostino e formaggi del territorio con verdure bio, ravioli al burro fuso e Parmigiano Reggiano di 40 mesi (qui non potrebbe essere diversamente!) con ripieno di cavolo cappuccio e patate, filetto di cinghiale in umido servito con delle patatine al forno, pane cotto a vapore e per finire una spuma di mascarpone spolverizzata di liquerizia con mandorle tostate. Immediatamente dall’antipasto capiamo che oltre alla maestria c’è di più nell’arte di Giusy, e come diceva Andy Warhol credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa; cucinare, per esempio. Questa mia sensazione viene immediatamente confermata dalla stessa Giusy che ci racconta di essere diplomata all’istituto d’arte. Arrivano i ravioli… mi lasciano senza parole veramente notevoli, praticamente perfetti, e come in ogni cosa perfetta imperfetti, come nel concetto di Wabi-sabi giapponese e l’arte del kintsugi, invece di cercare di nascondere le “imperfezioni”, l’artigiano le evidenzia rendendole un valore aggiunto. Sono di Bologna per noi la sfoglia è una religione, e la sfoglia di quei tortelli era leggermente troppo grossa, ma l’arte di Giusy ha trasformato quel difetto, per me, in un magnifico punto di forza, perfettamente cotti e altrettanto perfettamente conditi. La cialda di Parmigiano a latere dei ravioli dava al piatto la croccantezza che il palato cercava. Imperfetti MERAVIGLIOSI. Il filetto in umido di cinghiale, leggermente insipido, perfettamente marinato, con delle squisite patatine al forno hanno sicuramente centrato il loro obiettivo. Anche qui Giusy ha avuto ragione la leggera sapidità dello spezzatino di filetto di cinghiale è stata perfetta, denotando una grande conoscenza delle materie prime, in una giornata calda la carne di cinghiale avrebbe provocato in noi commensali arsura, e il fatto di tenerle leggermente insipida è risultato un perfetto stratagemma. A causa di un errore di Ivan (grazie mille!), che ha contabilizzato un coperto in più ne silenziosissimo tavolo affianco al nostro, in un’ottica di non sprecare il cibo ci è stato offerto un assaggio anche del piatto vegetariano, falafel su crema di lenticchie, che devo dire era squisito, morbido non secco veramente gustoso, è piaciuto pure a quel T-Rex che ho spostato che vivrebbe di carne. Premetto non amo il mascarpone… ognuno ha le sue pecche, ma la grande spumosità di questo e il sapiente equilibrio con la liquerizia, altro alimento che non amo particolarmente, e la mandorla tostata e la mora di rovo a decorazione ha reso questo dessert veramente piacevole. Caffè e amaro di erbe fatto in casa per finire!
Alessandra BorelliAlessandra Borelli
La prima cosa che colpisce è la collocazione del ristorante, su una terrazza sovrastata dalle rovine del castello di Canossa che si affaccia sulle colline circostanti. Il cibo è semplicemente delizioso, ricercato nella scelta delle materie prime, nelle combinazioni e nei sapori e accompagnato dalla descrizione dei piatti da parte della cuoca Giusy e del marito Ivan (bravissimo artista che sarà felice di portarvi a visitare il suo laboratorio e le sue opere). Ambiente familiare e accogliente, rallegrato dai racconti dei gestori sulla storia della zona e della loro originale iniziativa di ristorazione.
Maurizio GandiniMaurizio Gandini
Un esperienza piacevolissima. Perfetta accoglienza, calda ospitalità, ottima cucina con prodotti locali ben presentati da Giusy, cuoca e padrona di casa. Abbiamo condiviso il tavolo con due signore sconosciute di buona compagnia. Non abbiamo potuto godere del panorama ma, complice la nebbia ( e la stufa accesa), abbiamo fatto conoscenza con due persone fuori dal comune. Ivan artista nella pittura, Giusy artista in cucina. Anche i bambini, Amarita e Gabriel, simpaticissimi, ci hanno fatto compagnia al termine del pranzo , senza la minima invadenza. Ottimo x chi non cerca solamente un pranzo..
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Arriviamo all’ingresso di una bellissima villetta con giardino e immediatamente veniamo raggiunti da una simpatica ragazza, che si presenta “Ciao sono Giusy”, ha in testa un foulard di seta arrotolato, dal quale fuoriescono ciuffi di capelli castani, è gentilissima e ci fa capire, chiamandomi per nome, che siamo arrivati nel posto giusto. Immediatamente penso ecco “la grancontessa”, ci fa accomodare in un tavolino a ridosso della finestra della cucina. La vista è un valore aggiunto, affianco a noi un tavolo con una comitiva di otto persone, estremamente silenziose. Penso sia quasi la perfezione, immediatamente veniamo raggiunti dal marito di Giusy, Ivan che veste i panni di cameriere e ci illustra il menu. È ferragosto, un menu per vegetariani e uno per onnivori, la scelta tra 6 vini tutti del territorio. Avendo una moglie carnivora immediatamente la scelta verge sul menu onnivoro, antipasto con crostino e formaggi del territorio con verdure bio, ravioli al burro fuso e Parmigiano Reggiano di 40 mesi (qui non potrebbe essere diversamente!) con ripieno di cavolo cappuccio e patate, filetto di cinghiale in umido servito con delle patatine al forno, pane cotto a vapore e per finire una spuma di mascarpone spolverizzata di liquerizia con mandorle tostate. Immediatamente dall’antipasto capiamo che oltre alla maestria c’è di più nell’arte di Giusy, e come diceva Andy Warhol credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa; cucinare, per esempio. Questa mia sensazione viene immediatamente confermata dalla stessa Giusy che ci racconta di essere diplomata all’istituto d’arte. Arrivano i ravioli… mi lasciano senza parole veramente notevoli, praticamente perfetti, e come in ogni cosa perfetta imperfetti, come nel concetto di Wabi-sabi giapponese e l’arte del kintsugi, invece di cercare di nascondere le “imperfezioni”, l’artigiano le evidenzia rendendole un valore aggiunto. Sono di Bologna per noi la sfoglia è una religione, e la sfoglia di quei tortelli era leggermente troppo grossa, ma l’arte di Giusy ha trasformato quel difetto, per me, in un magnifico punto di forza, perfettamente cotti e altrettanto perfettamente conditi. La cialda di Parmigiano a latere dei ravioli dava al piatto la croccantezza che il palato cercava. Imperfetti MERAVIGLIOSI. Il filetto in umido di cinghiale, leggermente insipido, perfettamente marinato, con delle squisite patatine al forno hanno sicuramente centrato il loro obiettivo. Anche qui Giusy ha avuto ragione la leggera sapidità dello spezzatino di filetto di cinghiale è stata perfetta, denotando una grande conoscenza delle materie prime, in una giornata calda la carne di cinghiale avrebbe provocato in noi commensali arsura, e il fatto di tenerle leggermente insipida è risultato un perfetto stratagemma. A causa di un errore di Ivan (grazie mille!), che ha contabilizzato un coperto in più ne silenziosissimo tavolo affianco al nostro, in un’ottica di non sprecare il cibo ci è stato offerto un assaggio anche del piatto vegetariano, falafel su crema di lenticchie, che devo dire era squisito, morbido non secco veramente gustoso, è piaciuto pure a quel T-Rex che ho spostato che vivrebbe di carne. Premetto non amo il mascarpone… ognuno ha le sue pecche, ma la grande spumosità di questo e il sapiente equilibrio con la liquerizia, altro alimento che non amo particolarmente, e la mandorla tostata e la mora di rovo a decorazione ha reso questo dessert veramente piacevole. Caffè e amaro di erbe fatto in casa per finire!
Alessandro Baccarini

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La prima cosa che colpisce è la collocazione del ristorante, su una terrazza sovrastata dalle rovine del castello di Canossa che si affaccia sulle colline circostanti. Il cibo è semplicemente delizioso, ricercato nella scelta delle materie prime, nelle combinazioni e nei sapori e accompagnato dalla descrizione dei piatti da parte della cuoca Giusy e del marito Ivan (bravissimo artista che sarà felice di portarvi a visitare il suo laboratorio e le sue opere). Ambiente familiare e accogliente, rallegrato dai racconti dei gestori sulla storia della zona e della loro originale iniziativa di ristorazione.
Alessandra Borelli

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Un esperienza piacevolissima. Perfetta accoglienza, calda ospitalità, ottima cucina con prodotti locali ben presentati da Giusy, cuoca e padrona di casa. Abbiamo condiviso il tavolo con due signore sconosciute di buona compagnia. Non abbiamo potuto godere del panorama ma, complice la nebbia ( e la stufa accesa), abbiamo fatto conoscenza con due persone fuori dal comune. Ivan artista nella pittura, Giusy artista in cucina. Anche i bambini, Amarita e Gabriel, simpaticissimi, ci hanno fatto compagnia al termine del pranzo , senza la minima invadenza. Ottimo x chi non cerca solamente un pranzo..
Maurizio Gandini

Maurizio Gandini

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Arriviamo all’ingresso di una bellissima villetta con giardino e immediatamente veniamo raggiunti da una simpatica ragazza, che si presenta “Ciao sono Giusy”, ha in testa un foulard di seta arrotolato, dal quale fuoriescono ciuffi di capelli castani, è gentilissima e ci fa capire, chiamandomi per nome, che siamo arrivati nel posto giusto. Immediatamente penso ecco “la grancontessa”, ci fa accomodare in un tavolino a ridosso della finestra della cucina. La vista è un valore aggiunto, affianco a noi un tavolo con una comitiva di otto persone, estremamente silenziose. Penso sia quasi la perfezione, immediatamente veniamo raggiunti dal marito di Giusy, Ivan che veste i panni di cameriere e ci illustra il menu. È ferragosto, un menu per vegetariani e uno per onnivori, la scelta tra 6 vini tutti del territorio. Avendo una moglie carnivora immediatamente la scelta verge sul menu onnivoro, antipasto con crostino e formaggi del territorio con verdure bio, ravioli al burro fuso e Parmigiano Reggiano di 40 mesi (qui non potrebbe essere diversamente!) con ripieno di cavolo cappuccio e patate, filetto di cinghiale in umido servito con delle patatine al forno, pane cotto a vapore e per finire una spuma di mascarpone spolverizzata di liquerizia con mandorle tostate. Immediatamente dall’antipasto capiamo che oltre alla maestria c’è di più nell’arte di Giusy, e come diceva Andy Warhol credo che sia un artista chiunque sappia fare bene una cosa; cucinare, per esempio. Questa mia sensazione viene immediatamente confermata dalla stessa Giusy che ci racconta di essere diplomata all’istituto d’arte. Arrivano i ravioli… mi lasciano senza parole veramente notevoli, praticamente perfetti, e come in ogni cosa perfetta imperfetti, come nel concetto di Wabi-sabi giapponese e l’arte del kintsugi, invece di cercare di nascondere le “imperfezioni”, l’artigiano le evidenzia rendendole un valore aggiunto. Sono di Bologna per noi la sfoglia è una religione, e la sfoglia di quei tortelli era leggermente troppo grossa, ma l’arte di Giusy ha trasformato quel difetto, per me, in un magnifico punto di forza, perfettamente cotti e altrettanto perfettamente conditi. La cialda di Parmigiano a latere dei ravioli dava al piatto la croccantezza che il palato cercava. Imperfetti MERAVIGLIOSI. Il filetto in umido di cinghiale, leggermente insipido, perfettamente marinato, con delle squisite patatine al forno hanno sicuramente centrato il loro obiettivo. Anche qui Giusy ha avuto ragione la leggera sapidità dello spezzatino di filetto di cinghiale è stata perfetta, denotando una grande conoscenza delle materie prime, in una giornata calda la carne di cinghiale avrebbe provocato in noi commensali arsura, e il fatto di tenerle leggermente insipida è risultato un perfetto stratagemma. A causa di un errore di Ivan (grazie mille!), che ha contabilizzato un coperto in più ne silenziosissimo tavolo affianco al nostro, in un’ottica di non sprecare il cibo ci è stato offerto un assaggio anche del piatto vegetariano, falafel su crema di lenticchie, che devo dire era squisito, morbido non secco veramente gustoso, è piaciuto pure a quel T-Rex che ho spostato che vivrebbe di carne. Premetto non amo il mascarpone… ognuno ha le sue pecche, ma la grande spumosità di questo e il sapiente equilibrio con la liquerizia, altro alimento che non amo particolarmente, e la mandorla tostata e la mora di rovo a decorazione ha reso questo dessert veramente piacevole. Caffè e amaro di erbe fatto in...

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5.0
19w

Esperienziare e scoprire questo gioiellino di posto, non solo ti lascia soddisfatto della ristorazione, ma è una vera e propria esperienza a 360 gradi.

In una domenica di agosto,a pranzo, ci hanno accolti Giusy, Ivan, e i loro meravigliosi bimbi. L'impatto umano e la loro ospitalità ed accoglienza, sono state squisite, come tutto il resto.

Abbiamo pranzato sulla loro terrazzina panoramica, proprio ai piedi del castello. Che pace. È stato come sentirsi a casa; intimità e la natura e tutto il contesto circostante, a fare da padroni.

INCANTEVOLE tutto.

Alla fine del pranzo, l'intera famiglia ci ha fatto compagnia. Siamo stati tutti sul terrazzino a raccontarci un po'. Tutti parlavamo e tutti ci ascoltavamo. Bimbi compresi. Una vera e propria rarità, ascoltarsi e parlare tutti, e soprattutto dare delle regole ai figli, anziché permettere tutto perché "dai, sono bimbi".

Giusy è stata un'ottima cuoca, dolcissima e davvero molto ospitale e cordiale. Anche i bimbi, sono stati molto partecipativi, all'opera, e di compagnia. Il marito Ivan è un artista pittore, trasferitosi da Milano. Ci ha fatto visitare, su nostra richiesta, anche il suo laboratorio e luogo in cui crea ed espone le sue Opere, proprio dietro casa loro. Espone anche in gallerie d'arte in tutta Italia.

Seppur a poco tempo dalla città di Reggio Emilia e di Parma, chi sceglie di vivere in un contesto come quello, decide di conseguenza, anche un certo tipo di vita, oltre che di vivere più a contatto non solo con la natura, ma anche con le persone.

Rinunciate una o due volte ad uscire nel classico ristorante, o in postacci di scarsissima qualità, per fare un'esperienza di questo tipo, che di conseguenza ha un altro costo, rispetto posti più tristemente frequentati, i quali hanno l'obiettivo di riempire e chiamare quantità di persone, e non certamente di offrire qualità. Qualità che va oltre servizio e gli alimenti, perché arriva in maniera completa, alle persone che ci hanno ospitati e regalato questo bellissimo momento. Grazie di tutto. Silvia...

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5.0
24w

Il ristorante Viandante ve lo consiglio . Siamo entrati in questo luogo magico e la titolare Giusy e il marito ci hanno accolti con una solarità professionale . Per me e gli amici che abbiamo incontrato per caso li è stata una serata magica e divertente.Abbiamo respirato un ambiente familiare e l'accoglienza di due bambini con dei valori che al mondo di oggi vederli è veramente raro. Nella trattoria potrai gustare piatti semplici leggeri e gustosi. Chi vuole togliersi dal caldo della città, vi consiglio di andare a Canossa e godervi un fresco impagabile. Alla sera potrete ammirare le stelle e la luna piena. Se per caso nelle vostre giornate è andato qualcosa di storto, lì troverete la pace e l'atmosfera nobile di Matilde di Canossa. Poi Giusy vi darà la copertina di cortesia e da lì che è iniziata la nostra avventura con i nostri amici che abbiamo riso tutta la serata . Se siete curiosi raggiungete il ristorante e Giusy vi racconterà la storia di questa copertina di cortesia raccontata dalla sottoscritta. Altra cosa chi vuole bere acqua benedetta recatevi nel ristorante e Giusy con la sua pacatezza vi racconterà la leggenda di quel posto. Portate i vostri bambini a guardare le stelle a cielo Aperto in quanto i figli di questa famiglia sana ne sanno più di quanto una Docente possa spiegarne a scuola. Grazie per la vostra ospitalità ci rivedremo❤️ come non ritornare in una trattoria dove si respira energia positiva e di altri...

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