Torre Roca Vecchia si erge su un piccolo isolotto, nei pressi di Roca Vecchia, fiorente città distrutta dai turchi. In passato era conosciuta anche come “Torre di Maradico”, termine corrispondente alla dizione dialettale di “malarico”, che sta ad indicare la natura umida e paludosa della zona circostante.
Si racconta che nel XIV secolo, il conte Gualtiero di Brienne decise di edificare in questo luogo una cittadella fortificata, attratto della sua posizione strategica, e la chiamò Roche, da cui Roca. Parte degli abitanti di Roca (Vecchia) dopo la presa di Otranto del 1480 e le incursioni alla città, fondarono il piccolo villaggio di Roca Nuova, mentre altri si rifugiarono nei casali vicini.
Fu costruita dal maestro Giovanni Tommaso Garrapa al quale fu ordinato che i lavori terminassero entro sei mesi a partire dal 15 aprile 1568 e che si attenesse ai disegni dati dall’ingegnere Regio Giovanni Tommaso Scala. Di fatto, la costruzione della torre dopo varie vicende fu ultimata molto tempo dopo dal fratello, Giovanni Angelo, che ereditò la commissione dal fratello.
La torre è indicata in tutta la cartografia antica a partire dal XVI secolo, inizialmente coi nomi di “Torre di punta Rocca Vecchia” o “Torre de Voga”. Negli Elenchi del Vicerè è segnalata agibile nel 1569. Essa rimane attiva per circa due secoli. All’inizio del XIX secolo è censita in cattivo stato e nel 1842 risultava abbandonata perché diruta.
Il rudere è stato recentemente oggetto di importanti interventi di consolidamento.
Tratto da: Torri costiere del Salento