La parrocchiale di S. Nicola domina da un poggio l’abitato di Ottana e s’impianta su una chiesa preesistente, ad aula mononavata con abside a est, individuata nel corso dei restauri del 1973-76 e forse altomedioevale, stante l’intitolazione al santo vescovo di Mira, trattenuta dall’edificio romanico. La diocesi di Othana è documentata nel 1112 (“Iohannes episcopus othanensis”), nel 1116-39 con sede a Orotelli, nel 1160 con sede a Ottana, dove restò fino al 1502, quando fu unita a quelle di Castra e Bisarcio e traslata ad Alghero. Secondo V. Angius fu allora che la cattedrale di S. Maria maggiore, «non più curata, crollò per vetustà, sì che oggidì difficilmente si riconoscerebbero le fondamenta della medesima», e che il parroco si trasferì nella chiesa di S. Nicola, lasciata dai «benedettini pisani». La notizia non è verificabile, per la scarsità dei ruderi della S. Maria di Ottana e per il silenzio delle fonti circa l’appartenenza del S. Nicola a un monastero benedettino. L’impianto romanico è a croce commissa, con abside orientata, bracci del transetto voltati a botte, aula mononavata con copertura lignea. La fabbrica si svolse in due tempi: al primo spettano l’abside, il transetto e il fianco settentrionale, al secondo la facciata e il fianco meridionale, dove la linea di sutura s’individua lungo i conci di ammorsatura del campanile a canna quadrata, che non superò la fase progettuale. Il carattere unitario della fabbrica è provato dall’uniformità dei paramenti murari in cantoni trachitici di media pezzatura; le differenze sono dovute alla diversità di scelte, operate nel partito strutturale e decorativo dei muri esterni. Cambiano forme e ritmi delle archeggiature, che nell’abside e nel fianco nord sono a doppia ghiera tagliata a filo e s’impostano su lesene intervallate secondo un numero variabile di archetti, mentre nel fianco sud e nella facciata hanno ghiere modanate e raccordano coppie di lesene, scandendo un numero di specchi corrispondente a quello degli archetti. Il frontone est e le testate orientali del transetto, privi di lesene, hanno piccoli archetti semicircolari; vi si aprono rispettivamente una luce cruciforme e monofore centinate a doppio strombo, con davanzale segnato da cornice modanata. Nella centina interna della monofora absidale è scolpita una croce greca. La testata nord del transetto è bipartita da lesena, che muore all’altezza del davanzale della monofora aperta sul medesimo asse e centinata a doppio strombo come quelle dei fianchi. Nella facciata e nel fianco sud sono le basi delle lesene a interrompere la scarpa dello zoccolo, mentre nel prospetto orientale e nel fianco nord sono i plinti dadiformi, che le innalzano. La facciata frontonata è divisa in tre ordini di false logge, date da arcatelle su lesene. Negli specchi mediani del primo e del secondo ordine si aprono il portale architravato con arco di scarico e una bifora. Le arcatelle delimitano specchi con losanghe a più rincassi in bicromia; anche un tratto di paramento del fianco nord è messo in opera alternando filari di trachite bruno-rossiccia ad altra rosata. Nel terzo ordine le arcatelle sono cinque anziché tre; gli specchi ospitano bacini ceramici di colore verde acido venato di giallo....
Read moreSplendida chiesa romanica in trachite, con pianta a croce commissa, navata unica e die transetti laterali. Edificata nel XII secolo in stile romanico pisano, si identificano due diverse maestranze e tempi di costruzione fino ad arrivare alla sua consacrazione nel 1160 ad opera del vescovo Zaccaria. È chiesa cattedrale fino al 1504, quando per editto di Giulio II la sede vescovile viene accorpata alle diocesi (gia soppresse) di Castro e Bisarcio e traslata ad Alghero. Appartiene in epoca giudicale alla curatoria Dore e, in quanto parte del giudicato di Arborea, racchiude al suo interno una delle rare rappresentazioni del Donnicello Mariano d'Arborea (futuro Giudice e padre della celeberrima Giudicessa Eleonora D'Arborea), raffigurato nella cuspide della cosidetta 'Pala di Ottana', genuflesso ai piedi della Vergine in compagnia del vescovo committente dell'opera. La pala di Ottana, politico trecentesco ora situato nel transetto sinistro raffigura scene della vita di San Francesco d'Assisi e di San Nicola da Mira...
Read moreEx cattedrale della diocesi di Ottana, la chiesa dedicata al culto di San Nicola di Mira rappresenta un mirabile esempio del più autentico stile Romanico. Recentemente ristrutturata, la chiesa sorge su una collinetta alla quale si accede a mezzo di una gradinata. All'interno sono custoditi un crocifisso ligneo cinquecentesco, e nel braccio sinistro un polittico trecentesco, noto con il nome "pala di Ottana" o "dei santi Francesco d'Assisi e Nicola di Bari". Nella pala sono inoltre rappresentati anche due personaggi storici, identificati da un'iscrizione come il vescovo francescano di Ottana Silvestro e il donnicello (erede al trono giudicale), futuro Mariano IV d'Arborea (Fonte Wikipedia). Di pregio anche un organo a canne di fattura Napoletana perfettamente funzionante. Degna di nota la descrizione fatta dal suo parroco veramente degna del più esperto...
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