Tipico esempio di casa agricolo-gentilizia umbra, in origine fu residenza estiva della famiglia perugina dei Graziani, erede insieme agli Ansidei e ai Baglioni della signoria di Rosciano; a seguito del matrimonio di Anna, ultima discendente della famiglia Graziani, con il conte Pietro Baglioni, nel 1774, il Palazzo acquisĂŹ il doppio appellativo.
La sobria struttura, che risale alla fine del XVII secolo e ingloba al suo interno i resti di edificazioni piĂš antiche, è articolata in tre piani; allâingresso è ubicata una lapide di terracotta con inciso lâanno 1694, forse a memoria della fine dei lavori di costruzione.
La facciata principale volge verso Corso Vittorio Emanuele II, sul quale si aprono sia il portone principale, che dĂ accesso alla scalinata attraverso cui si raggiunge la parte residenziale dellâedificio, che il portone secondario; questâultimo costituiva lâingresso alla parte agricola dellâedificio, con locali un tempo adibiti allâamministrazione della proprietĂ terriera, alle attrezzature per la lavorazione delle derrate agricole e allâimmagazzinamento dei prodotti.
Oggi da questo ingresso si accede al Museo del Vino, un museo privato nato nel 1974 per volontĂ e impegno di Giorgio e Maria Grazia Lungarotti. Il suggestivo percorso museale si articola in tre piani: piano terra, seminterrato e mezzanino; i criteri di restauro seguiti per lâadattamento museale degli ambienti espositivi hanno rigorosamente rispettato strutture e materiali originari.
La parte residenziale, fino a tempi recenti ancora adibita ad abitazione privata dagli eredi della famiglia Baglioni, conserva al piano nobile una galleria affrescata nella seconda metĂ del XVIII secolo da Paolo Brizi (1702-1773), con una raffigurazione dei quattro continenti, una biblioteca arricchita da edizioni colte di testi teologici e letterari e numerose sale arredate con mobili dâepoca. Nel grande salone delle armi, ai lati dellâimponente camino, si conservano ancora due cannoncini dâallegrezza della fine del XVI secolo e altri pezzi dâartiglieria.
Un altro lato del palazzo si affaccia su un bel giardino, delimitato dal seicentesco muro di cinta e da quelle che un tempo erano le scuderie. Allâesterno, in una nicchia, si può ammirare lâaffresco di Mario Madiai (Siena, 1944), Resurrezione del 1998, uno dei segni contemporanei presenti in cittĂ .
Di fronte all'ingresso principale del palazzo vi è un altro giardino, inquadrato da una settecentesca ed elegante architettura in cotto e chiuso da un cancello di ferro sovrastato dallo stemma della gentilizia...
   Read moreFantastic place with great pizzas and impresive selection of wines, mainly local from Tuscany, but also from other Italian...
   Read moreConsigliatissimo, soprattutto per gli amanti della storia...
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