La chiesa di Santa Maria della Neve sorge ai margini di Pisogne, sotto lo spuntone di roccia reciso dalla strada che porta alla frazione di Fraine. La chiesa fu edificata nella seconda metà del XV secolo per volere della comunità di Pisogne. Il monogramma cristologico di San Bernardino posto al centro dell'architrave del portale (assieme all'affresco scomparso raffigurante il Dogma della morte che stava sulla facciata[1]). La facciata, molto semplice, con tetto "a capanna", è decorata a rombi policromi; il sobrio portale, in arenaria rossa, è ornato sui piedritti da candelabre e porta sull'architrave -assieme al monogramma bernardiniano- l'immagine di due teste di santi. Esso è sormontato da una nicchia semicircolare con una statua raffigurante la Madonna col Bambino, con due angeli affrescati sullo sfondo. Sul lato sinistro è posto un portichetto, che mostra tracce di affreschi attribuiti a Giovanni da Marone: tra essi i resti di una Madonna col Bambino e Santi) (1486) L'interno è costituito da un'aula unica, divisa in tre campate da archi acuti che portano all'arco trionfale e all'abside. Una sola fonte di luce, quella dell'oblò sulla facciata, illumina gli affreschi del Romanino, terminati nel 1534, che ornano la chiesa. Il pittore bresciano fece chiudere le preesistenti finestre laterali per poter sfruttare interamente ed in modo uniforme lo spazio delle pareti. Nel 1588 i frati Agostiniani su sollecitazione di San Carlo Borromeo presero in carico la chiesa, costruendo accanto ad essa un convento (ora ampiamente ristrutturato ed adibito a...
Read moreQuasi sempre solitaria, l'antica chiesa mostra anche all'esterno resti dell'antica decorazione ad affresco, e, se non impressione per grandezza, certo ha un suo fascino discreto. Ma appena dentro vi trovate immersi e coperti dagli affreschi con le tonalità azzurrine del Romanico, questo Michelangelo di provincia, che rimane un grande artista. La scena della crocifissione porta molto personaggi della sua epoca in contemplazione della croce e li rappresenta con un realismo impressionante. Molto belle le scene della passione e morte di Cristo dall'ingresso a Gerusalemme fino alla fine, una via crucis realista e drammatica nonostante il Romanino non calchi la mano. Questa chiesa viene chiamata la cappella Sistina dei poveri,a non ha niente di povero. E una fortuna potersela godere senza code ed affollamenti in una visita intima e privata a cui non siamo più abituati. Un piccolo bar fuori, sul sagrato, spiegazioni poi che degne nei cartelloni. Andati, discretamente, come con discrezione vi...
Read morePiccola chiesa nata come sede della Confraternita dei Flagellanti che, tra il 1532 e il 1534, dettero l' incarico al bresciano Girolamo Romanino di affrescarla con temi legati alla vita di Cristo. L'interno presenta un'unica aula divisa in tre campate coperte da volte a crociera, con abside semicircolare. Le pareti sono state interamente dipinte da Romanino con Storie della Passione, morte e resurrezione di Cristo, sulle volte si affacciano figure di sibille e profeti, nell'abside sono conservati due frammenti di affreschi dello stesso autore raffiguranti il corteo dei Re Magi, strappati nella parete laterale della chiesa nel 1878 prima della demolizione del porticato. Attualmente la chiesa è utilizzata come spazio espositivo e per...
Read more