Bello accogliente, è disponibilità al cliente 👍👍👍👍👍QUANDO ARRESTAVANO E PROCESSAVANO I BAMBINI. NUOVI DOCUMENTI SUL BRIGANTAGGIO PER LA VERGOGNA DI CHI FECE TUTTO QUESTO IN PASSATO E DI CHI LO NEGA OGGI. Non esiste uno studio serio che neghi il dramma della guerra del cosiddetto "brigantaggio". Del resto chiunque dia un occhio ai documenti superstiti (migliaia di faldoni presso gli archivi locali, l'archivio dell'esercito, quello centrale dello Stato o quelli della Camera) ha l'idea di trovarsi di fronte ad una pagina molto brutta della nostra storia e "agli avanzi di un naufragio" per le condizioni in cui versano quei documenti in gran parte perduti (sono le espressioni usate dai Molfese come dai Cesari, gente che trascorse la vita negli archivi). Anche con delle semplici proiezioni statistiche, come ho fatto spesso nei miei libri sulla base di quegli studi e dei miei studi (altri in corso e di prossima pubblicazione anche da parte di qualche coraggioso accademico), siamo di fronte a centinaia di migliaia di "vittime" se consideriamo le persone uccise negli scontri, fucilate (e a volte "decapitate per comodità di trasporto"), arrestate e tenute in galera per mesi e anni (spesso senza processo), deportate da soldati e da civili al Nord, private delle loro attività produttive (masserie abbattute, cani ammazzati, leva obbligatoria di 7 anni). Tutti fenomeni mai registrati nel corso della ultrasecolare storia del Sud dell'Italia ed è un assurdo storiografico e logico parlare di "brigantaggio endemico" o addirittura di "guerra civile tra meridionali" pur sapendo di oltre 120.000 soldati sabaudi arrivati dalle parti del Sud e per oltre 10 anni. Qualcuno parla di "memorie divisive" ma prima o poi dovremmo chiedergli se è più "divisivo" o meno "divisivo" negare o cancellare queste memorie come ha fatto la storiografia ufficiale per un secolo e mezzo e anche se è più "divisivo" chi fa ricerche volontarie e autofinanziate sui "briganti" o un Paese che da un secolo e mezzo non assicura pari diritti al Nord e al Sud. Poi viene fuori, tra i tanti, un documento del Tribunale Militare di Guerra di Chieti e si ricostruiscono altre verità vergognose con buona pace di chi (inutilmente e pateticamente, ormai) cerca di negarle. Durante quella guerra si mettevano in prigione i bambini. In questo caso, ad Orsogna in Abruzzo, con la moglie di un "sospetto brigante" (Salvatore Scenna), "Caterina Marinucci di anni 34" e i suoi bambini, "Defendente Scenna di anni 7 e Viola Scenna di anni 7, tutti e tre arrestati e detenuti per connivenza al brigantaggio dal 6 aprile 1864" (Archivio centrale dello Stato, Roma, fondo Tribunali Militari Straordinari, Chieti, Busta 115). In questo caso, forse, quella bimba e quel bimbo (l'età delle mie figlie) furono fortunati, a differenza di altri (la piccola Angelina Romano fu uccisa in Sicilia). Una vergogna che tutto questo sia successo nella nostra storia. Una vergogna che qualcuno continui a negarlo. Gennaro De Crescenzo
Grazie, per il documento, a Ivan Cuocolo
P.S. A qualcuno che potrebbe fare la solita osservazione (“è un caso”) rispondiamo come al solito con i documenti: da una ricerca superficiale risultano “arrestati” molti altri bambini (e bambine), tutti per il vago reato di “connivenza con briganti”: Potito Giuseppe, di anni 11; Russo Giovanni, di anni 12; Pisaniello Pasquale, di anni 14; Cioffi Francesco, di anni 14; Ferro Antonio, di anni 13; Pisanello Rocco, di anni 14 (tutti di Cervinara, Fondo Brigantaggio, Archivio di Avellino, Tribunali Straordinari); Canino Domenico, di Vitaliano di anni 11 (“corrispondenza con malfattori”!), aprile 1864, Catanzaro); Remollino Sebastiano d'anni 11, detenuto (Potenza); Bruno Antonio d'anni 7; Marchese Luigi (Avellino); Di Salvo Pasquale, contadino di anni 12, ditenuto (Frosolone); Rizzo Antonio da Platania (Nicastro), di anni 12, ditenuto; Domenico di Bruno, bracciante di anni 13 (1865, Catanzaro); Cannella Luigi da Itri d'anni 12, detenuto; Guglielmi Domenica Maria, di Avigliano, contadina, d'anni 13, detenuta; Piscitelli Prudenzia,...
Read moreAbbiamo scelto questo locale per festeggiare i 7 anni di nostro figlio con i compagni di classe. La struttura ha una bella sala riservata dedicata ai compleanni, al primo piano, con pista da bowling ed ambientazione west molto dettagliata. Nonostante avessimo prenotato con settimane di anticipo e chiesto fino a due giorni prima se la sala fosse dedicata solo a noi (avendone conferma), al nostro arrivo troviamo un altro compleanno già iniziato con la sala divisa in due e a noi riservata la parte più piccola e scomoda vicino la pista da bowling utilizzata anche dalla seconda festa. Si è creata una spiacevole confusione sia di rumore che negli ordini di piatti e bevande. Il tavolo dei bimbi non è stato sparecchiato dopo il pasto fino a fine festa, ed era l'unico posto dove i piccoli potevano sedersi e mangiare la torta. Nei menù dei bimbi non è stato servito alcun gadget nemmeno i pastelli come concordato. Per gli adulti abbiamo ordinato alla carta ma i tavoli non sono stati preparati, le pietanze sono state servite senza posate, senza tovagliette e senza tovaglioli (arrivati dopo nostra richiesta) le bibite ordinate per gli adulti sono state poggiate su una mensola chiedendo che ognuno si prendesse la sua, per giunta passando davanti ai bimbi che giocavano con le animatrici. Nel conto finale agli adulti è stato caricato cmq il costo del coperto per 2 euro ciascuno. Infine nella zona riservata a noi non funzionava l'illuminazione per cui gli adulti erano seduti nella penombra, dopo sollecito a fine festa le luci sono tornate funzionanti. Per due ore di festa con 16 bimbi e alcuni genitori il costo complessivo è stato di 480 euro, in una situazione scomoda e confusionaria perchè di fatto tra tavoli e sedie non c'era lo spazio fisico nè per mangiare nè per muoversi, sarebbe stato diverso se le feste fossero state divise o sfalzate come orario. Per come è andata a noi non ci sentiamo di consigliare...
Read moreMa è lo stesso OWW del maximall? A quello al maximall sono sempre andata con molto piacere, il cibo mi ha sempre soddisfatta molto e allo stesso modo il personale, esperienza completamente opposta a questo da siniscalchi. Partiamo dal principio: personale completamente assente, privo di organizzazione e lento. Già solo entrando ci siamo dovuti avvicinare noi al bancone per cercare di attirare l'attenzione di qualcuno. Poco dopo arriva una ragazza a prendere l'ordinazione e tutto ok, poco dopo arrivano le bibite (coca cole che per quanto alla spina si ok, sono più sgasate, quelle erano letteralmente acqua zucchero con un po' di colorante all'interno) e poco dopo ancora l'antipasto, tutto sommato buono, ovviamente il tutto senza posate e tovaglioli, potrei raccontare gli inutili tentativi di chiamare qualcuno per chiederli gentilmente ma non mi voglio dilungare più di tanto. I nostri piatti, ovvero due wrap, erano stati dimenticati dalla cucina tanto che sono arrivate fredde e abbastanza in ritardo anche rispetto al resto della sala. Ho mangiato varie volte la wrap al maximall e veramente sembra di mangiare due pietanze diverse: questa era piena di insalata, con un pollo che sembrava quasi trito di pollo, abbastanza asciutta, tanto che ogni boccone lo dovevo intingere nella salsa OWW per riuscire a buttarlo giù. L'unica cosa realmente buona sono le patatine fritte, molto croccanti e saporite. Onestamente, non ci tornerei mai sia per il cibo che per l'ambiente; penso sia davvero una brutta pubblicità per una catena che, tutto sommato, se la cava bene nel mondo del fast food un po' meno fast. Se avete voglia di mangiare all'old wild west fate 15 km in più che ne varranno...
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