Parto dalla fine: il titolare scrive a persone a caso intimando di farmi cancellare la recensione se non voglio guai. Un lord. Vengo accolto con lo stesso trasporto con il quale si riceve l'avvocato dell'ex moglie, che è anche il suo nuovo compagno. Chiedo un posto sul terrazzo per me ed il cane ma mi viene detto che è tutto pieno o prenotato, quindi se voglio posso accomodarmi sul patìo esterno, che però è lungo la strada. Mi viene proposto lo Spritz Euganeo, "quello con la giuggiola". Prezzo 5€. Lo prendo, essendo l'unico spritz che fanno, ma anche un po' incuriosito. La cameriera me lo porta e me lo spiega ampiamente con grande orgoglio: "prima la giuggiola poi bevi. Per un fattore di gusto." Ok, molto gentile, spiegazione che però non fa capire tutta la cura al dettaglio e la ricerca che vi è dietro, l'orgoglio verso il prodotto che si è creato, che è composto da.. Beh non lo dicono, nonostante si capisca bene che altro non è che fior d'arancio allungato con dentro una giuggiola sotto spirito che è anche la parte peggiore, poiché si sente solo l'alcol. Non credo insomma siano stati i primi a inventarlo per particolari abilità, ma per decenza degli altri ristoratori di non prendere un prodotto iconico come lo spritz e declassarlo a spumante dolce annacquato. Per quanto riguarda il gusto.. La roba dolce piace a tutti, è poco più che un bacardi o una bibita, piace a chiunque e soprattutto a donne e turisti. Comunque, mentre guardo titubante il bicchiere, la cameriera mi porta fuori un piattino con 4 fettine di pane annunciando che mi ha portato degli spunciotti, forse per giustificare il costo di 5 euro di un calice di fior d'arancio. Il pane era probabilmente quello vecchio del giorno prima, forse anche di più, ed era così inondato di olio che al primo morso mi ha grattato in gola facendomi tossire per 1 minuto filato. Una volta terminato il pane, che per intenderci non poteva essere utilizzato per fare scarpetta perché anche la mollica era così dura che si sbriciolava invece di plasmarsi sul piatto, sullo stesso rimase tanto olio che copriva il fondo. Finisco comunque il pane, finisco lo "spritz" mentre una coppia entra e gli viene chiesto se volevano accomodarsi in terrazzo ma solo a patto di sgomberare entro 20 minuti (io ero lì già da 20, quindi il posto per me non c'era ma per loro si?), raccolgo la ciotola che mi era stata data per far bere il cane in modo che nessuno vi inciampi andando a sanificare il tavolo ed entro per porgergliela, in quanto non mi sembrava igienico posarla sul tavolo. Vengo guardato come se stessi reggendo una vaschetta con all'interno le deiezioni dell'animale. Inoltre, avendo la ciotola in una mano ed il portafoglio nell'altra, abituato ad avere il cane sempre libero, scordo di legarlo prima di entrare. Occhiatacce di fuoco e appunto piccato di legarlo, sacrosanto per carità, ma con il locale completamente vuoto, il cane che comunque non si è allontanato e non ha dato cenni di agitazione, mi sarei aspettato altri toni. In ogni caso, chiamo il cane, lo faccio venire da me per legarlo, le mostro che con la ciotola in mano non posso certo farlo ed in quel momento la prende con due dita per avere il minor contatto possibile e se la porta via. A giudicare dalle condizioni della ciotola, penso venisse usata per raccogliere una perdita nelle tubature sotto il lavello. Lego il cane, pago, sempre con il sorriso e con garbo, augurando buona giornata e buon lavoro, ringraziando tutti. Ricevo un ciao di risposta, non un cenno sul volto della cameriera. Insomma, l'esperienza è stata tutt'altro che positiva, benché non mi siano stati fatti grossi torti (i prezzi sono esposti e li conoscevo, il cane dovevo effettivamente legarlo, nonostante alla cameriera facesse evidentemente schifo mi ha dato la ciotola, l'invenzione è loro e la fanno come vogliono loro e come per loro funziona) le sensazioni sono state tutt'altro che piacevoli. Atmosfera pesantissima, prezzi completamente fuori mercato, completo disinteresse nel pezzo di carne attorno al portafoglio, cibo lasciamo perdere e vini...
Read moreThe best wine of this area can be found with a view and a few plates of fine local cuisine. I wish this experience for all my guests from abroad. Pino, the owner, searches out exceptional vintages that one cannot usually find. His enoteca is located in a romantic historical village where you can visit the tomb and house of Petrarch, the famous poet. There are many enotecas in this area, but when you need a great wine, Pino will take the time to discuss wines, vintages and local growers. I highly recommend L'...
Read moreLa sera del 2 ottobre io e altre 6 persone siamo entrati per fare un apericena e l'esperienza già all'inizio non era iniziata benissimo, visto che dopo 10 minuti che eravamo seduti ci siamo sentiti dire, che bisogna ordinare altrimenti la cucina chiude, ed erano le 20.30, abbiamo ordinato 2 taglieri di affettati, 1 di formaggi, 1 primo, uno spezzatino e 3 bottiglie. Per conto mio lo spezzatino era pessimo e non si poteva chiamare spezzatino, non c'era un solo pezzo di carne ma della carne sfilacciata che ti fanno pagare anche 20 euro. Alle ore 21.30 ci viene detto che devono chiudere, cosa che si ripete ogni 5 minuti per altre 2 volte, chiediamo il conto e andiamo al banco per pagare € 170,00, visto quello che abbiamo consumato, per conto mio il conto è in eccesso di 20-30 € ma apparte questo vedo inaccettabile che un titolare di un locale dove si cena, ti metta ansia e fretta perché deve chiudere. Sicuramente non torneremo più e gli auguro di chiudere anche alle 20.
Ti ho fatto una recensione ben dettagliata e sai rispondere solo dando una scusa banale cercando di salvarti la faccia, se pensi che un tavolo non possa ridere, devi aprirti un monastero non un locale pubblico e te lo dico da commerciale, mi sa che c'è realmente chi non impara mai e non sa prendere una buona opportunità per stare zitto. Come detto prima puoi chiudere alle 20, siamo liberi di pagare chi merita, non chi rompe alle 20.30 che deve chiudere, sapendo che non abbiamo preso uno...
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